Eben Alexander, la premorte, e le critiche del magazine Esquire

Vi avevamo parlato in alcuni articoli precedenti della storia di Eben Alexander, un neurochirurgo americano di 59 anni che raccontava la sua esperienza di premorte nel libro best seller A Proof of Heaven (in Italia edito da Mondadori con il titolo Milioni di farfalle). Il libro è un'autobiografia del racconto di N.D.E del professore americano, vissuta dopo che una malattia al suo sistema nervoso, lo aveva ridotto in coma una settimana. E proprio in quei giorni, dal 10 al 17 novembre 2008 è successo quello che Alexander racconta nel libro: la visione del paradiso, il dialogo con un'entità che lui riconosce come Dio, e la sensazione di vivere fuori dal corpo. Il 2 luglio scorso il magazine americano Esquire ha pubblicato una lunga inchiesta del giornalista Luke Dittrich, in cui tenta di smontare pezzo per pezzo la storia di Alexander, con argomenti molto pertienti. Con quali risultati?

Alexander sostiene che durante il coma il suo cervello non funzionasse. Per questo, non sarebbe stato scientificamente possibile avere visioni, anche di tipo allucinatorio oppure onirico. Dittrich parte dalla storia personale di Alexander per screditarlo a livello personale, con una certa dose di cinismo. Mette pesantemente in dubbio la sua sincerità e correttezza oltre alla sua abilità come medico. Alexander nato nel 1953 venne dato in affido appena nato da una famiglia facoltosa del North Carolina.

 

Il padre adottivo era un famoso neurochirurgo, e nonostante Alexander non andasse pazzo per la professione medica e sognase di fare l’astronauta, (inviò il curriculum alla NASA) il padre lo convinse a iscriversi alla Duke Medical School, nel 1975 dove si lauerò pochi anni dopo.

Dopo arrivano i guai: una serie di interventi eseguiti in modo sbagliato che causarono il suo licenziamento  sia nel suo posto di lavoro originario sia a Boston. Alla fine si ritrovò a Lynchburg, in Virginia.

 

L'episodio più grave è datato 27 giugno 2007. Alexander operò un uomo del posto che aveva problemi alla schiena, e sbagliò completamente l’intervento sulla vertebra su cui intevenire. Quando se ne accorse manomise la cartella clinica del paziente. Questo lo citò per danni chiedendogli 3 milioni di dollari.

 

La Malattia e la Premorte.

Il caso di Alexander cominciò con dolorosi mal di testa causati dal batterio Escherichia coli, che  attaccò il suo sistema nervoso. Alexander arrivò all’ospedale di Lynchburg che sue funzioni cerebrali erano minme. La dottoressa Laura Potter, di turno quando Alexander indusse il coma farmacologico. Da quel momento iniziarono le visioni per Alexander. Come  raccontato nel suo libro si trovò in un posto verdeggiante, quasi idilliaco, assieme a altre persone in abiti da contadini e a milioni di farfalle: poteva anche udire una melodia soffusa e celestiale provenire dall’ambiente circostante. Appena avvertì di essere arrivato in questo luogo, una donna che cavalcava una farfalla gli si avvicinò, sussurrandogli: «Sei amato e benvoluto, non hai nulla da temere. Non hai fatto nulla di male».

Dopo essere uscito dal coma Domenica 17 novembre 2008, si rimise in poche settimane e decise di scrivere un libro della sua esperienza. Intato però le cause legali erano andate avanti e Alexander patteggio la pena per il caso della manomissione della cartelle clinica e subì altri 4 processi per negligenza medica. Caso più unico che raro. 

 

Nel 2012 l’editore Simon & Schuster comprò i diritti del suo libro che ad aggi ha venduto oltre milioni di copie. Con la celebrità arrivarono anche le accuse. In un articolo apparso su Scientificamerican.com il 3 dicembre 2012, ci furono critice feroci alla versione del Neurochirurgo:

 

Le pretese di scientificità di Alexander sono state oggetto di aspre critiche, e, a mio avviso, smentite senza ombra di dubbio. Il neurologo Steve Novella demolisce le basi stesse della pretesa Alexander osservando che il presupposto di fondo, che la sua corteccia cerebrale fosse "disattivata", è sbagliato. "Alexander afferma che non esistono spiegazioni scientifiche per le sue esperienze, ma eccone una: [le esperienze] si sono verificate mentre le sue funzioni cerebrali erano in calo o in ripresa, o in entrambi i momenti, e non quando vi era poca o nessuna attività cerebrale."

E non basta. Il neuroscienziato Sam Harris sottolinea che mancano addirittura le prove dell'inattivazione cerebrale di Alexander.  "Il problema è che TAC ed esami neurologici [quelli citati dal neurochirurgo] non possono stabilire l'inattività neuronale, né nella corteccia né in qualsiasi altro luogo. E Alexander non fa alcun riferimento a dati funzionali che potrebbero essere stati acquisiti con fMRI, PET o EEG, né sembra rendersi conto che solo quel tipo di prova potrebbe sostenere la sua tesi."

 

Ma l'Esquire, è andato oltre. Non si è limitato ad indagare sul racconto ma sulla vita del professore. E le sue incapacità mediche sono diventate lo strumento per cercare di invalidare la sua storia. Come dire, non sa operare sarà sicuramente un bugiardo anche quando racconta la sua esperienza di premorte. Ha falsificato una cartella clinica, non potrebbe falsificare una storia di N.D.E, anche servendosi delle sue conoscenze mediche, romanzando una storia solo per ricavarne guadagni e fama?  

 

Alexander secondo il giornale ha anche romanzato alcuni aneddoti minori della storia. Non avremme mai urlato «Dio, aiutami!» prima di cadere in come perchè era intubato, non vide mai piovere in continuazione perchè il tempo era sereno e non vide mai l'arcobaleno quando usci dall'osperdale.

Il professore ha risposto ribadendo la veridicità della sua storia e accusando la rivista di scavare nel torbido in modo non onesto intellettualmente. Sarà, ma qualche granitica certezza sul racconto è venuta meno, nonostante questo i casi di pre-morte continuano ad affascinare, e nessuno neanche la scienza ha capito esattamente cosa accade realmente. Ipotesi certo, ma forse anche una piccola essenza di Dio ?

Serena Donvi per Ufoonline.it

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Commenti: 38
  • #1

    Professor Malafede (lunedì, 08 luglio 2013 18:27)

    A me pare che la questione sia stata posta radicalmente male, da tutti e fin dal principio.

    Le uniche NDE di sicuro interesse e verificabili anche scientificamente sono, per esempio, quelle riportate dal Dr. Moody.

    Si tratta di pazienti che in stato di coma o comunque di totale incoscienza (anche con EEG piatto) avrebbero visto e sentito fatti reali (reali, non luoghi immaginari dunque) senza che ciò possa trovare alcuna spiegazione umanamente possibile.

    Caso tipico: come può uno che è stato dato per morto venire a sapere, subito dopo il risveglio, che un amico a km. di distanza è deceduto? E questo senza che i medici e gli stessi familiari a lui vicini ne fossero a conoscenza?

    Provate a leggere i libri del Dr. Moody, sono molto più interessanti e più seri e non parlano di... donne a cavallo di farfalle. Bah...!

  • #2

    gregrin (lunedì, 08 luglio 2013 18:52)

    Quando una storia è inattaccabile nel merito sei costretto ad infangare l'autore.
    Questi americani stanno imparando da noi italiani!

  • #3

    vradox (lunedì, 08 luglio 2013 19:56)

    alè! un altro fuffaro... certo che il "neurochirurgo di fama mondiale" titolo sbandierato dai giornali è invece un casinista con ben 5 processi per negligenza.... avrà sfruttato le sue conoscenze per imbastire la storiella e guadagnare un bel po' di grana. leggete Moody se siete interessati alle NDE.

  • #4

    Elia (lunedì, 08 luglio 2013 21:00)

    Se fosse tutto vero, dovrebbe sapere in quale parte del corpo si trova la cosiddetta anima, e per certe conoscenze io so dove si trova. Ma, se questo medico non lo sa, allora la sua storia non convince! Rimango sul principio primario: che la verita' non si compra ne' si puo' vendere!

  • #5

    mich (martedì, 09 luglio 2013 08:21)

    Partendo dal fatto ke le OBE esistono le NDE sono un altro tipo di OBE ma piu complicata e meno voluta.

  • #6

    mich (martedì, 09 luglio 2013 08:23)

    @Elia e come kiedersi dove sta la memoria nel cervello ma nessuno lo sa e puo dirlo
    e tu credi di sapere dove la tua anima ke appartiene ad un piano non fisico.

  • #7

    mich (martedì, 09 luglio 2013 08:25)

    Solo xke uno vive un esperienza di pre morte non viene a sapere dove l'anima ke è ovunque nel nostro veicolo fisico
    io kredo ke il prof dica la verità

  • #8

    Patrizia Tosi (martedì, 09 luglio 2013 09:08)

    Non basta credere che il professore dica la verità bisogna provarlo. Non ha detto una cosa da niente, ha detto di aver vissuto un'esperienza di premorte, di aver vissuto senza l'ausilio del corpo solo con l'anima. Siccome ci sono molti studi su questo argomento che affascina sempre, basta vedere le vendite dei libri a tema, bisogna andarci cauti. Io credo alla vita dopo la morte, ma lo faccio come atto di fede perchè sono cattolico. Il professore invece lo fa dal punto di vista scientifico e il suo racconto è pieni di omissioni e incongruenze. E questo per un medico non è un buon biglietto di visita. E' vero che alcune cose dell'articolo dell' esquire ( lo potete leggere online pagando quasi 3 sterline) sono ridicole come quando gli rinfacciano di essere stato adottato, come cambiasse qualcosa rispetto a quello che dice. Cmq per parlarne bisogna aver letto il libro, se non lo avete fatto discutete sul nulla.

  • #9

    vradox (martedì, 09 luglio 2013 11:19)

    @elia
    e tu come fai ad essere sicuro delle tue credenze? sei su posizioni dogmatiche tipicamente religiose....

  • #10

    FABIOSKY63 (martedì, 09 luglio 2013 15:24)


    ..."certezze"...

    di Moody e dei suoi casi studiai tra 25 e 20 anni fa...

    poi venne Loris, lo conobbi, e discutemmo dei particolari del SUO PERSONALE caso per quasi 15 anni...fino alla sua dipartita nel 2006, anch'essa prevista e "vista a monitor" durante la sua "nde"...

    non scrisse un libro lui ma raccontò, a tutti coloro che gli furono vicini, "parti" della sua storia, forse perché -PUR SAPENDO DI NON POTER ESSERE SPESSO CREDUTO- nel suo "essere buono" voleva, comunque ed inconsapevolmente, che altri comprendessero "il vero senso della vita"...

    perché tutti "cambiano" quando "tornano giù", la vita non può essere più la stessa, siamo "diversi"...e se il dottor Alexander ha vissuto realmente questa storia, questa esperienza, NON può essere uguale a prima, NON può commettere gli stessi "errori"...

    forse potrebbe NON essere stato "sicuro" di qualcosa, forse potrebbe aver "romanzato" altro, di certo stava e sta "scontando" qualcosa di precedentemente vissuto...ma d'altro canto a chi, a chi NON tocca "di dover scontare" in questa come in altre vite?..

    come hanno detto il Malafede e Vradox, studiate Moody!..che sin dal '75 -FU UN VERO PIONIERE- si occupò del contesto "nde" in modo scientifico, senza sconfinare nello spiritismo, e scivolare in altri "lati o confini" del paranormale...

    http://it.wikipedia.org/wiki/Raymond_Moody

    le esperienze studiate dallo stesso R.Moody "comprendono" anche quelle apparentemente vissute -SICURAMENTE RACCONTATE- dal dottor Alexander poiché tanti e molto spesso comuni sono i particolari degli ormai migliaia di casi rilevati, da tanti ricercatori..."farfalle", più o meno, comprese...

    http://it.wikipedia.org/wiki/Esperienze_ai_confini_della_morte

    un estratto interessante...
    "...Dopo una lunga analisi sui metodi adottati, sui pazienti, sulle medicine usate negli interventi e una particolare attenzione alle condizioni di encefalogramma attestate nei vari casi, van Lommel e colleghi conclusero che i fenomeni riscontrati potevano essere spiegati unicamente assumendo che quanto i soggetti ad una NDE definivano "esperienza cosciente" non sia stato un semplice epifenomeno dell'attività cerebrale. [6] Data la prestigiosa natura della rivista nella quale lo studio fu pubblicato[2], ben presto lo studio fu attaccato dai sostenitori della natura puramente materialistica dello stato di coscienza come legato esclusivamente all'attività cerebrale.[7]
    L'attacco più conosciuto venne dalle colonne di Scientific American, firmato da Michael Shermer, al quale van Lommel indirizzò una precisa replica ove, sottolineando il rigore scientifico della ricerca svolta, evidenziava l'impossibilità di giungere a conclusioni diverse da quelle pubblicate dal proprio team di ricerca.[8][9].."

    ognuno "può credere" -O NO- a ciò che più gli aggrada di certo è che quando "ti accadono" certe cose -ANCHE QUESTE COSE- la tua vita cambia e quello che ti resta, "il tempo lineare" che ti resta, NON può essere vissuto come prima...NON E' PIU' POSSIBILE...

    e questo E' IL FATTORE comune che hanno TUTTE le esperienze di "nde"...lì, presente! INEQUIVOCABILMENTE constatabile da tutti...

    salute e prosperità..:)

  • #11

    baal (martedì, 09 luglio 2013 15:37)

    tra vhx e fabiosky è un ardua esegesi....

  • #12

    Malles (martedì, 09 luglio 2013 17:22)

    Testimonianze e cambiamenti...

    Anche tralasciando questo caso,virtualmente quasi tutti i medici e le infermiere hanno testimoniato casi simili di malati dati clinicamente morti che "miracolosamente" sono tornati in vita,questi sono statistiche e dati di fatto.

    Qui andiamo a decretare una trasformazione radicale dalla condizione di una esistenza disperata di condannato a morte,in quella serena ed illuminata di una vita(stato)più piena e felice che seguirà la morte stessa.

    TUTTI coloro che hanno avuto un'esperienza di quasi-morte,ci confermano che DOPO non hanno più paura di morire,in quanto essi riportano,che SANNO che la morte è una meravigliosa esperienza.

    La questione...critica è se queste esperienze costituiscano realmente una vera separazione dell'anima dal corpo o se siano semplicemente una forma di E.S.P. in cui le informazioni sono ricevute dal malato tramite chiaroveggenza.Questo a mio avviso,va posto se non altro per...bilanciare la controparte.

    Il saggio Marco Aurelio si esprimeva dicendo che :"la morte va attesa con gaudio".

    Il grande Epitteto andava oltre e si spingeva fino a dire :"temerla(la morte)è un sentimento non onorato,perchè mai un uomo dovrebbe provare apprensione sul cambio o la dissoluzione degli elementi che lo compongono?Tale disfacimento avviene IN ACCORDO e col beneplacito della natura,e nulla può essere male quando è in armonia con la natura".

    La persona comune si chiede da sempre se dopo la morte c'è vita,a questa domanda rispose MOLTO chiaramente "un personaggio" vissuto 2000 anni fa,ma il tema non manca tutt'ora di appassionare perchè anche chi ha fede tuttavia non manca d'avere sia curiosità che paura.

    L'intero pensiero del Nuovo Testamento è governato dalla fede nella Resurrezione,ogni tentativo di ridurre la morte a fenomeno finale,deruba la Resurrezione del suo cruciale significato di trionfo sopra questa spaventosa potenza.Cerchiamo dunque di soprassedere...alla Franco Franchi e affidiamoci un pò di più a chi disse :"Chi crede in me vivrò in eterno"

  • #13

    Lorenzo (martedì, 09 luglio 2013 22:41)

    "TUTTI coloro che hanno avuto un'esperienza di quasi-morte,ci confermano che DOPO non hanno più paura di morire,in quanto essi riportano,che SANNO che la morte è una meravigliosa esperienza."
    ...se queste esperienze costituiscano realmente una vera separazione dell'anima
    ----
    Già. Il fatto è che lo spirito di conservazione del corpo evita che queste persone, volontariamente, si uccidano per rivivere l'esperienza: Probabilmente anima non esiste come volontà autoritativa di scissione corporea, quindi anima e corpo sono indissolubilmente legate...oppure anima non esiste, ed il corpo affina i sensi in uno stato alterato di coscienza, tanto da carpire informazioni che in condizioni normali non sarebbe interessato a mantenere in memoria: A fine esperienza, quella memoria rimane intatta perchè costituisce una delle ultime cose ricordate un attimo prima della fine dello stato alterato: In fondo, anche noi ci ricordiamo solo dell'ultimo sogno fatto, no ?
    Sognare è attività quotidiana, ma non ricordiamo tutti i sogni delle notti passate, proprio perchè non ne abbiamo bisogno ai fini comportamentali nell'affrontare le vicissitudini giornaliere.
    Diversamente, l'esperienza di pre-morte costituisce una situazione anomala, vissuta dal cervello in funzione degli stimoli ricavati dalle periferiche occhi, naso, orecchie, pelle, muscoli, ossa, organi interni.
    Tutto dipende da quanto tempo la biologia del nostro corpo è in grado di resistere ad una condizione di disfacimento corporeo. Difficilmente qualcuno potrà tornare in vita in mancanza del cuore, o dei polmoni, o con lo stomaco ridotto in poltiglia in seguito ad un tumore.
    Ripeto:
    Tutto dipende da quanto tempo la biologia del nostro corpo è in grado di resistere ad una condizione di disfacimento corporeo.

    Possiamo anche conmsolarci col fatto che in effetti siamo immortali, ma solo perchè in effetti sono immortali le componenti atomiche di cui siamo composti ed in seguito a ricombinazione delle stesse, potremmo essere parte di qualunque cosa.

  • #14

    Lorenzo (martedì, 09 luglio 2013 22:53)

    Ovviamente, ho trattato l'argomento dal mio punto di vista e solo dal lato "rientro" dell'"anima"nel corpo.
    La questione, in effetti, è molto più complessa, poichè dovremmo porci la domanda se coscienza è "viva" anche dopo la morte del corpo materiale.
    Sempre dal mio punto di vista, trattasi di impresa ardua per un motivo molto semplice: Bisognerebbe misurare coscienza, ma coscienza, per essere misurata (come ogni grandezza fisica), deve avere una dimensione finita.
    E allora ?
    Allora auguri.

  • #15

    Lorenzo (martedì, 09 luglio 2013 23:04)

    Sono a conoscenza del fatto che molte persone, anche tra coloro che hanno scritto libri sull'esperienze extracorporee, hanno fornito una rappresentazione di cio che hanno visto allo stesso modo con cui avrebbero visto identiche cose quand'erano in vita. Mi spiego meglio:
    Montagne e prati verdi e sconfinati;
    Fiori e farfalle;
    Melodie angeliche;
    Tunnel di luce;
    Spiagge bianche e soleggiate;
    Senso di leggerezza, ecc, ecc
    Tutte cose o sensazioni interpretate e riconosciute tali dal cervello durante l'esperienza vissuta quando erano vivi.
    Strana coincidenza, non trovate ?
    Non trovate che sia auspocabile un po per tutti un paradiso che abbia almeno uno degli elementi elencati ?

  • #16

    Roberto (mercoledì, 10 luglio 2013 02:24)

    Sembra simile ai casi di "sonno vigile" che spiega alcuni dei presunti rapimenti alieni, in cui durante il sonno corpo e mente vanno in conflitto, si sogna ad occhi aperti, e spesso più che un sogno è un incubo. Le peggiori paure prendono forma e il corpo non risponde poichè nel sonno per evitare di urtare e farsi male, vengono disattivate le funz.motorie. Non conosco l argomento premorte ma sembra che corpo, mente e anima , entrino in " conflitto" sconfinando dai rispettivi campi di competenza.Forse sto solo vaneggiando...

  • #17

    vradox (mercoledì, 10 luglio 2013 12:46)

    @roberto
    c'è il cervello che è una rete di neuroni e c'è la "mente" che è una funzione della neocorteccia... la mente è un prodotto del cervello come l'ora è un prodotto del funzionamento dell'orologio. cercare l'anima equivale a smontare l'orologio per cercare l'ora..

  • #18

    Malles (mercoledì, 10 luglio 2013 14:32)

    ...Mente = neocorteccia....un pò cervellotico...credo.

    Passiamo...oltre.V'è nella Bhagavadgìtà(cap.VI)uno stralcio fondamentale,che riassume tutta la sapienza vedantica.Vi si legge che esiste in tutti gli esseri il Soffio,interpretabile come il creatore,l'àtman,detto altrimenti"sè",che è,in altre locuzioni,lAnima(greco ànemos,vento,ma anche psyche)Spirito(spiritus spiras)quindi anche energia(greco ènergeia).

    L'Atman è l'Anima Universale,il Divi o Creatore,mentre può essere anche Jìvàtman,l'anima individuale,logicamente distinta ma non in se separata dal Soffio Creatore Divino,ovunque identico.

    Per la visione orientale,soprattutto vedantica e buddhista,tutto il mondo che noi vediamo con i nostri occhi e altri sensi e pensiamo con la nostra mente non sono che prospettive PARZIALI dell'unica Energia-Coscienza,cioè del Soffio,o Sè Universale.

    Noi dunque saremmo il Tutto seppure questo sia (per ora)diversificato in ognuno.L'errore dell'uomo moderno,in primo luogo occidentale,così concentrato nel materiale,è di non accorgersi sostanzialmente(quando non è almeno un grande artista o un profondo pensatore)che l'aspetto esteriore,quello che il sancrito chiama màyà(magia)o gioco di màyà-màyàlilà,non è che un'astrazione.

    Come paragone andrebbe bene(credo)considerare la rappresantazione su uno schermo cinematografico,una realtà in se sufficiente,anche senza contare il proiettore da cui proviene.

    Sostanzialmente siamo in perdita della vera essenza di religione,NON di chi giustamente si rifiuta di credere letteralmente in un Dio-personaggio(alla maniera un pò dell'Antico Testamento)ma di chi intendo,NON SENTE L'ASPETTO INTERIORE,Unico,Universale,OVUNQUE IDENTICO,DIVINO di tutte le cose:l'UNO SOFFIO che tutto è al di fuori del quale nulla realmente esiste.

    Cantava S.Agostino di quel "Quid" che sentiva in se come in tutti gli uomini:"noli foras ire,in te ipsum vedi,in interiore homine habitat verum,si te ipsum mutabilem inveneris,trascendet te",e cioè:"non uscire fuori,ritorna in te stesso,la verità abita nell'uomo interiore,se ti scoprirai contingente,ti trascenderai"che già per il Vedànta era la Luce Divina dell'Uno profondo dell'essere.Ovverosia "l'amor che muove il sole e l'altre stelle"

  • #19

    vradox (mercoledì, 10 luglio 2013 14:51)

    @malles
    invece le teorie della bhagavadgìtà non sono affatto cervellotiche... no, figuriamoci; lineari e semplicissime...

  • #20

    Malles (mercoledì, 10 luglio 2013 15:10)

    @vradox

    Vero vradox,certamente lineari,meno semplici da seguire pensando al cane del vicino che abbaia di notte,dello smog che ci soffoca,alle scarpe che ho comprato che mi stanno strette,che il figlio fa i c---i suoi ecc.

    Tu sei su quella linea e non ti sposti(fai un passo avanti)di chi pensa:"io vedo soltanto corpi,chi mi fa vedere l'anima?"Certi valori,che siano di matrice europea(minoritari)o di sapiente estrazione orientale vanno perseguiti.Certi altri "VALORI"(falsi)ci imprigionano mentre la liberazione(moksha)consiste nel comprendere che essi non sono che riflessi,in sè falsi,ma veri se presi come tali.

    Le forme,anche se belle,sono illusioni magiche,nelle quali si può concentrarsi un istante per sentirvi la vita universale.l'"UNO" però và oltre,esso si può cogliere direttamente a occhi chiusi per intuizione chiaroveggente,che è il miracolo di chi ama le forme nell'UNO,in Dio

  • #21

    vradox (mercoledì, 10 luglio 2013 15:21)

    @malles
    ti sbagli, ho studiato filosofia e religioni per 40 anni... ed è a ragion veduta che dico che le filosofie e religioni vanno analizzate non tanto nelle loro tortuose e fumose sovrastrutture ma bisogna estrapolarne il sostrato neurologico e quindi simbolico... tutto si ricollega ai neuroni e alle sinapsi... il mondo è tutto mella nostra testa e fuori non v'è nulla. o almeno nulla di intellegibile

  • #22

    Malles (mercoledì, 10 luglio 2013 15:54)

    Muro contro muro vradox?va bene anche così,ci mancherebbe.Hai le tue idee ed io le rispetto,anche se le rapporti alla verità assoluta,con un pò di modestia potresti dire che queste corrispondono alle Tue verità,così come le mie corrispondono alle mie.Se mi consenti io esco un po dalla...scatola cranica e vado BEN OLTRE.

    Negli stati alterati di coscienza come quelli che stiamo trattando,di PREMORTE,il CERVELLO è un INTRUSO,non c'entra proprio per niente. Bisogna che tu(tutti noi)cerchi di ragionare non più come coscienza coniscitiva e morale,ma come avendo(e l'abbiamo)una coscienza COSMICA,che se non facciamo mai niente,non ci cadrà sui piedi da sola.

    Personalmente ritengo che sia (quest'ultima)quella vera,della vita e dell'ordine dell'UNIVERSO.Grandi espressioni di questa coscienza furono Buddha,Gesù,Paolo,Plotino,ecc. Questa coscienza,sarà pur vero che appare eccezionalmente in alcuni individui,ma l'intera razza umana la raggiungerà appieno in futuro(evoluzione)che è e che darà il senso dell'esistenza

  • #23

    Lorenzo (mercoledì, 10 luglio 2013 18:15)

    "il mondo è tutto mella nostra testa e fuori non v'è nulla"
    Il sunto di qualsivolgia filosofia.

    @malles
    Tu parli di coscienza COSMICA ed io di atomi...perchè dovremmo parlare di cose distinte ?
    Tu parli di Dio ed io parlo di cio che non ho ancora compreso, però, da persona intelligente quale mi reputo, non posso fare a meno di riconoscere in un Dio l'ignoranza che ancora mi pervade.

  • #24

    Lorenzo (mercoledì, 10 luglio 2013 19:44)

    "Questa coscienza,sarà pur vero che appare eccezionalmente in alcuni individui,ma l'intera razza umana la raggiungerà appieno in futuro(evoluzione)che è e che darà il senso dell'esistenza."

    Il senso dell'esistenza... (mi FABIOSKYzzo un attimo, amo i puntini di sospensione)
    Malles, a lato pratico qualcuno ha già la risposta: Il senso dell'esistenza è semplicemente fare esperienza...
    Bene, ma quante altre domande sorgono spontanee, ad esempio:
    1 - Chi mi assicura che anche un gatto non sia adatto alla nuova esperienza di una coscienza che prima di essere gatto era "imprigionata" in un involucro umano ?
    2 - Chi mi assicura che quel gatto non possa serbare memoria dell'esperienza passata e che purtroppo, essendo gatto, non può esprimere con parole o gesti per farsi comprendere da coscienze umane ?
    3 - Chi mi assicura che l'involucro umano non sia l'ultimo stadio di coscienza prima di tornare ad essere tutto e contemporaneamente niente (Un atomo è parte del tutto, ma se non si combina con altri è niente...con enormi potenzialità, però, badate bene), essendo destinati a ricominciare dal principio ?
    4 - E se acquisire l'involucro umano fosse una sorta di premio, di conoscenza di come agire per impadronirsi dell'ambito involucro finale, avendo acquisito precedenti esperienze conoscitive da mettere in atto in seguito alla morte dell'involucro precedente ?

  • #25

    Malles (mercoledì, 10 luglio 2013 21:25)

    Lorenzo,non é facile farsi intendere su questi argomenti,dire chiaramente il proprio pensiero intendo,del resto,solo quel grande Maestro che fu Gesù il Cristo,poteva permettersi di dire cose difficili e impegnative con la semplicità di una parabola.Dirò il mio pensiero(stringato) .

    0-Il senso della vita è praticamente e SOPRATTUTTO fare esperienza per il fine ultimo.
    1-No!Un animale non potrà mai diventare un uomo e non sarebbe giusto che lo spirito di un uomo regredisse in un animale,sarebbe contro l'insegnamento e la logica: qui la scala è fatta solo per salire,mai per scendere,al massimo si rimane al livello raggiunto.
    2-Vedi 1)
    3-L'involucro umano è l'ultimo stadio prima di essere lavato dalle scorie esistenziali per poi entrare in simbiosi con il Tutto puro Spirito.Come dire -bruco-crisalide-farfalla.
    4-L'esperienza umana è l'a-b-c...(come varie scuole frequentate nelle molteplici esistenze).Non ci sarà involucro finale,ma un ritorno a casa portandosi apresso la propria scintilla per riconsegnarla per sempre al grande fuoco primigènio.

    Rem tene,verba sequentur

  • #26

    vradox (mercoledì, 10 luglio 2013 21:53)

    @malles
    tranquillo, siamo qui solo per confrontare varie idee, non pretendo di aver ragione, ci mancherebbe! tanto che è mia opinione, ovviamente opinabile, che la Verità assoluta non esiste ma esistono, se così si puó dire, molte verità "locali" tutte altrettanto valide nel loro contesto... sarò tacciato di solipsismo ma credo che tutto l'universo concepibile sia solo e solamente nella nostra scatola cranica; quello che esperisco io è diverso ma altrettanto vero di quello che esperisce il ragno nell'angolo... è come pet i colori: io vedo un fiore giallo; un'ape lo vefe blu: di che colore è il fiore? entrambe le risposte sono vere e false allo stesso tempo.... non ha senso chiedetsi qual'è il "vero" colore del fiore.

  • #27

    Malles (giovedì, 11 luglio 2013 00:00)

    @ vradox

    Bene,da parte mia apprezzo sempre la disponibilità al dialogo.Sono però arrivato a concludere che oltre il discernimento illusorio dei nostri poveri sensi,ci sia NECESSARIAMENTE di più.molto di più,dovrei elencarti il cammino che mi ha portato a questo,ma mi allargherei troppo...

    Tornando all'articolo iniziale,possiamo anche leggittimamente chiederci se le esperienze di premorte abbiano uno scopo più profondo di quanto immaginiamo e possano in qualche modo essere "monitorate da qualcuno",e tese ad un legittimo ed eventuale"soccorso",inteso per il dopo,un aiuto dato all'uomo per crescere in consapevolezza per la finalità della sua travagliata vita,da forze al di là,oltre il consueto quadro delle sue vicende umane.

    La tesi,credo,sia perfettamente accettabile,ammesso che esista(ED ESISTE)una dimensione spirituale che sovrasti l'essere umano,crsdere dunque pur razionalizzando altrimenti il problema non ha senso.

    Se ormai siamo giunti alla certezza che la Terra e i suoi abitanti rappresentano soltanto una infinintesimale e relativissima parte del Cosmo,come non considerareci puerili,pregni di presunzione ritenendoci esseri FINITI di fronte a una dimensione infinita?D'altronde basta dare anche un rapido sguardo in giro,sulle cose umane,forsanche le più elevate e geniali,(ogni riferimento al mio amico Johnny è puramente casuale) per rendersi conto della loro estrema labilità e imperfezione.Imperfezioni connaturate a condizionamenti spazio-temporali,a cui tutti noi(nel nostro attuale stato)dobbiamo soggiacere.Nell'aldilà,invece,la nostra psiche si sublimerebbe acquistando nuove facoltà con una visione"panoramica"della nuova situazione venutasi a creare.

    La ricerca spirituale consiste nel percorrere vicoli per vedere se e quanto sono ciechi...

  • #28

    vradox (giovedì, 11 luglio 2013 12:17)

    @malles
    permettimi di disdentire dal tuo NECESSARIAMENTE: non c'è uno straccio di prova e le "prove" soggettive e personali non provano un bel nulla.. a tutt'oggi manca del tutto un riscontro oggettivo dell'esistenza di alcunché che non sia fisico e riproducibile laboratorio

  • #29

    Malles (giovedì, 11 luglio 2013 14:12)

    Caro vradox,mi tengo ben strette le mie "prove"soggettive e personali,alle quali sono giunto con grande dispendio di tempo negli anni.Tu di certo,ed altri come te non le troveranno mai cercandole nelle "pastoie" di freddi riscontri d'esami di laboratorio. Un saluto

  • #30

    vradox (giovedì, 11 luglio 2013 19:53)

    e quello che pensavo anch'io una volta... ma ora non ne sono più certo... credo che dubitare e mettere sempre tutto in discussione sia salutare.... saluti

  • #31

    FABIOSKY63 (venerdì, 12 luglio 2013 05:43)


    ...punti di vista...

    quello che noi "vediamo" NON dipende SOLO dal...

    nostro grado di conoscenza, di esperienza, di sensibilità, d'intelligenza, di capacità d'analisi, di obbiettività, di serenità, e\o da altri fattori "minori"...

    ma anche dalla posizione prospettica DALLA quale -PER OGNUNO DIVERSAMENTE- "guardiamo l'oggetto" della discussione e -SOPRATTUTTO- da quanto tale tridimensionale (o quadri per chi può e vuole) posizione sia scevra da condizionamenti, generalmente inconsci ma a volte anche consci, che ne inficiano -SEMPRE- inconsciamente -ALTRIMENTI C'E' VOLONTA'- uno o più dei fattori -PRINCIPALI- sopra citati...

    questo a discapito, susseguentemente, dell'ampiezza e profondità dell'analisi -VISIONE- "dell'oggetto della discussione", che risulta quindi relativizzata al nostro individuale -LIMITATO- grado di LIBERTA' DELL'ESSERE...siamo quel che "pensiamo" di essere...

    è il nostro principale FATTORE di condizionamento, la nostra palla al piede, il nostro "riferimento" col mondo, la prima "guida" esterna dell'interiorità, il primo ostacolo "al sentire", il magazzino degli ossimori, la pila delle ansie e dei sospiri e...tanto d'altro...

    insomma, la vita -COME LA VEDIAMO- e' uno stato mentale -DEL SINGOLO- e se dunque siamo 7 miliardi fisicamente a questo mondo ci sono altrettanti stati mentali ed altrettanti -PROSPETTICI- punti di osservazione...e NON esistendo quindi individui uguali ad altri NON si possono avere identiche posizioni di OSSERVAZIONE e, conseguentemente, DI ANALISI e DI SINTESI...

    voi NON ci crederete EPPURE, osservando "dall'esterno" i nostri discorsi qui, "i punti vista" di tutti gli intervenuti, le nostre elucubrazioni eh!eh! si può notare, per chi può e vuole farlo -MAGARI RILEGGENDO TUTTO CON ATTENZIONE-, che NON siamo poi molto "lontani", anzi...sembra che "il velo di maya" cominci "a trasparire" qualche "verità", verità che va al di là dell'oggetto della discussione, qualunque esso sia...

    perché NON è solo "cercando" prove e risposte dirette "all'oggetto del momento", "al caso" dell'articolo, al mistero in analisi, che troveremo "le verità" -LA VERITA' "TUTTA" RICOSTRUITA- ma SOLAMENTE "scansando", rimuovendo, spostando, "quel velo" che SU di ognuno di noi è OPERA PRIMA dell'imago...quell'imago "figlia" della frammentazione "dell'anima prima" del singolo ESSERE -UNO E TANTI- che NON può -PIU'- specchiarsi -TUTTA INSIEME- nella stessa vita...

    pena l'impossibilità per questa "anima frammentata" -PRECIPITATA- di essere vissuta per ciò che "il programma" di pre-impostazione, dalla stessa "anima prima" dettato nel al di là, "gli indica" di compiere...

    complicato?..sembra, sembra...ma è illusorio anche questo..;)

    a volte è sufficiente uscire dal proprio "giardino" per vedere il mondo, a volte basta la Tv...ma per vedere se stessi è sempre ardua la cosa, per quanto "complessi o semplici" potremmo essere...

    http://it.wikipedia.org/wiki/Oltre_il_giardino

    ve lo consiglio, grandi interpreti per grandi temi...sia la semplice scheda sopra che il film sono illuminanti, perché -ANCHE- così precocemente "datato"...

    siamo "frammenti di luce", la stessa delle stelle...si può NON "riconoscerlo" ma NON si può "dimenticarlo"..:)

  • #32

    vradox (venerdì, 12 luglio 2013 10:31)

    hai ragione quando dici che "il velo di maya" sta per essere squarciato e che qualcosa si incomincia a intravedere; ma il velo sta per essere squarciato dalla fisica e non da qualche fumosa dottrina... e ti assicuro che la fisica quantistica è molto più metafisica di qualunque religione o filosofia occulta. studiare ad esempio le frange di interferenza dei fotoni per credere

  • #33

    Malles (venerdì, 12 luglio 2013 10:45)

    ....Al di là delle opinioni personali....

    Le visioni della Verità sono innumerevoli,ma la Verità è sempre rimasta la stessa,sola ed unica,non condizinata da prospettiche visuali o sfacettature,nè giudicabile dal singolo che la interpreta.

    Quando si cerca qualcosa al di fuori di noi ,che poi (per chi guarda ad OCCHI CHIUSI)è già in NOI,bisogna apprestarci a dar fondo a quella calma disponibilità affinchè quel certo senso che TUTTI abbiamo,si senta così libero di connettersi con quel fuoco sapiente inestinguibile che permea ogni cosa.Questa SEMBRA retorica,ma NON lo è.

    Lavorare dentro di noi per uscire come un pulcino fuori dalguscio si può,basta relativamente poco:atteggiamento idoneo e rilassato e disponibilità d'animo e di tempo.Come non c'è renumerazione senza lavoro,così si arriva alla consapevolezza per una strada stretta,per gradi(non gradi alcolici caro Superciuk).Ci sono poi i detrattori che sghignazzano molto facilmente (non aspettano altro)senza mai però essersi messi in gioco in prima persona.

    Da sempre l'uomo si chiede se l'esistere ha uno scopo,ad oggi il mio giudizio è che non bisogna fare confusione con quello che ci appare guardandosi allo specchio,non fermarsi all'apparenza intendo,bisogna sforzarsi di guardare oltre,entrare nel nostro intimo,lo facciamo sempre troppo poco.

    Si arriverà così a riconoscere (anche con l'aiuto di svariate tecniche)che il nostro "IO"NON è un prodotto CEREBRALE,ma l'espressione del nostro essere spirituale.Rimane(purtroppo)troppo comodo non fermarsi a meditare,anche perchè vi si trovano,venendo a galla,tanti difetti,frivolezze e mancanze che preferiremmo rimanessero sotto il tappeto,col tempo viene messo a nudo la nostra anima e anche i nostri lati oscuri.Si prende coscienza insomma del fatto che l'ESISTENZA non si risolve perchè NON è FINALIZZATA solo in tutto quello che si vede e si tocca.

    La VERA realtà è di natura spirituale,trascendente,e come tale può essere conosciuta solo attraverso l'intuizione della propria anima.

  • #34

    vradox (venerdì, 12 luglio 2013 12:15)

    se l'io non è un prodotto cerebrale allora spiegami perchè in caso di lesione cerebrale l'io si modifica e/o svanisce e spiegami anche come mai "l'anima" nelle nde vede e ode mentre nella realta sempre in caso di danno cerebrale divento cieco e sordo... fatti, prove...

  • #35

    Malles (venerdì, 12 luglio 2013 17:02)

    @vradox .......comoduccio....anzichenò.......

    Tu parli poco e chiedi solo spiegazioni,assicuri che la quantistica è molto più metafisica delle religioni(???)e delle tendenze filosofiche.Se vuoi a tua volta essere più chiaro,porta quelle prove che continui a chiedere ,è senz'altro auspicabile...per tutti.

    Da parte mia non mi tiro certo indietro,anzi,dirò perchè sono(soggettivamente s'intende)arciconvinto che la cervice nulla c'entri con lo spirito.Troppe cose personali ed eventi esterni mi hanno portato a questo,nel cammino e nel cercare risposte se esiste una vita oltre la morte. Ho messo i piedi anzitutto avanti perchè non potevo accettare presunte verità perchè riportate da scritture definite sacre.

    Quindi ho cominciato a lavorare su di me,da solo o compartecipe a gruppi,per comprendere (anche in parte) il fine a cui siamo chiamati.Partii dalla scarsa attendibilità che l'intero Universo debba la sua esistenza al caso,mi appoggiai ad alcuni punti della relatività,che nel loro fondamento scientifico intuiscono che lo spazio,la velocità e il tempo non si presentano come misure assolute,ma variabili in funzione della posizione dell'osservatore.

    Non mi dilungo(andrei ben oltre) e tratto di risponderti .IL CERVELLO,se si dice che il pensiero gli compete(come processo)sarebbe GIUSTO l'identificazione in esso,basterebbe in sostanza avere un cervello funzionante per avere la coscienza di esistere.CHIARO che così ragionando da materialisti si esclude qualsiasi altra ipotesi,nel mio piccolo,nel tempo sono invece arrivato a concludere che esso(il cervello)detiene esclusivamente un ruolo subalterno,NON pensante,nient'altro che un computer incosciente,un decodificatore d'impulsi(inportantissimo fuor dubbio).

    Importantissimo perchè sintetizza come organo che adopera energia elettrochimica per elaborare e ritrasmettere i segnali che gli arrivano dai nostri sensi.PERò...esiste una sorgente alternativa a questo,quella spirituale.La ricerca non deve limitarsi alla individuazione di come si elaborano le cose,ma deve tendere a identificare il SOGGETTO che ha in sè la volontà di cercare e quindi la volontà di pensare,ciò(io sono arrivato a questo)non può che identificarsi con quella parte divina che ci è stata concessa:il nostro spirito.

    Queste cose si intuiscono nel tempo e nella disponibilità totale.Detto così mi rendo conto che sembra una metafora.In sintesi:il cervello ha il compito di registrare,il pensiero è una esclusiva dello spirito.Noi viviamo in una dimensione dove utilizziamo solo dei riferimenti relativi e questo ci crea uno sbarramento (fisico) concettuale che facciamo fatica a superare ,uno per tutti lo scandire del tempo che è una nostra invenzione,per i nostri bisogni materiali,ma che in realtà non è...reale.

    Sulle manomazioni del cervello c'è molto da dire,magari lo faremo.In anteprima ,...sono stato presente alla dipartita di uno zio di mia moglie al quale avevano asportato buona parte di materia celebrale e che da quattro mesi circa viveva come un vegetale,(nessuna parola,immobile a letto)e che pochi attimi prima di morire si sedette e cominciò chiaramente a parlare con un interlocutore immaginario,al quale chiedeva di aspettarlo che lo avrebbe raggiunto subito,dopo pochi attimi,infatti,con un sorroso spirò.Di questo fatto (e di altri simili),ne ho fatto una personale stesura,sempre con testimoni validi,perchè alla fine solo questi fanno testo.

    Mors omnia solvit...

  • #36

    baal (venerdì, 12 luglio 2013 19:08)

    @malles
    sei troppo prolisso.. eheh per fare un esempio sulla "metafisica" dei quanti posso ad esempio citare il famoso esempio delle frange di rifrazione dei fotoni da me innanzi citato: in parole povere se si "sparano" dei fotoni singolarmente tra due fessure e non si compie nessuna misurazione si formano le frange ovvero il fotone passa da entrambe le fessure! se si misura a valle da quale fessura è passato allora le frange svaniscono perchè lo stato del fotone collassa e "decide" da che fessura passare! é assurdo ma vero... adesso se trovo il link dove viene spoegato meglio te lo posto...

  • #37

    Malles (venerdì, 12 luglio 2013 20:56)

    @baal(che razza d'ennome amico mio)e/o vradox

    MMMMMH....sei proprio sicuro che i miei amici FOTONI si comportano così.Vabbè soprassediamo.
    Spiegami invece quali attinenze hanno con la filosofia e dove la Quantistica supera la Metafisica
    considera però che la Metafisica nel suo contenuto significa "OLTRE" cioè "AL DI LA DELLA FISICA".Era ed è una scienza che studia ciò che trascende il mondo fisico,ossia la realtà assoluta,superando INTUITIVAMENTE i limiti e le imperfezioni DEL PENSIERO RAZIONALE.
    Me ne dolgo per il troppo"ciabattare" sui tasti(meno male che non sono testicoli...)ma converrai che queste sono materie che non si possono liquidare con poche righe,anzi sono fin troppo restrittivo.Se vuoi (mi costa meno eh!eh!)partecipare con qualche battutina,che per di più mi divertono pure...
    at'salut

  • #38

    baal (domenica, 14 luglio 2013 10:35)

    oltre, aldilà della fisica ma solo perché Aristotele ne ha scritto dopo la fisica... solo per quel motivo.