Giovanni Paolo II, ecco il secondo miracolo: diventerà Santo

Giovanni Paolo II ora Beato potrà essere preso Santo. La commissione dei teologi della Congregazione per le Cause dei Santi ha infatti dato il benestare riguardo il secondo miracolo di Karol Wojtyla, compiuto dopo la beatificazione. Rimane come ultimo passo solo il via libera della commissione di cardinali e vescovi del dicastero. A decidere il finale della canonizzazione dell'amato Pontefice, dopo l'approvazione de collegio cardinalizio e vescovile, sarà l'attuale Papa Francesco. Wojtyla potrebbe venire proclamato santo domenica 20 ottobre 2013, a cavallo fra il 35esimo anniversario dell'elezione al pontificato (16 ottobre) e del solenne avvio del ministero petrino (22 ottobre), data quest'ultima già fissata come festa liturgica del beato Giovanni Paolo II. Ma come si diventa Santi ?

Il secondo Miracolo di Wojtyla

Il secondo miracolo del beato Giovanni Paolo II sarà in grado di «stupire il mondo» secondo le indiscrezioni che filtrano in Vaticano. Fabio Marchese Ragona sul Giornale spiega quali siano i contenuti del secondo prodigio. Si tratterebbe, come nel primo miracolo, di un’altra guarigione  avvenuta proprio il 1° maggio del 2011, giorno della beatificazione del Papa Magno, a «una donna del Costa Rica, colpita da una grave lesione cerebrale». Scrive Ragona che la donna «si sarebbe rivolta in preghiera al papa polacco per la propria guarigione». Ma potrebbe essere addirittura un «doppio miracolo», perché – informa il Giornale – «l’intervento del Papa Beato non avrebbe riguardato soltanto la donna del Costa Rica (paese visitato dal Pontefice esattamente 30 anni fa) ma anche la sua famiglia; dai primi giorni della malattia, i parenti della donna, “avevano perso la fede, ma l’hanno ritrovata grazie alla mano miracolosa di Karol Wojtyla” fanno sapere dal Vaticano».

Come si diventa Santi ?

La Chiesa Cattolica dichiara un uomo o donna santo dopo un lungo procedimento, di durata variabile da pochi anni a qualche secolo. Esistono due procedure, a seconda che il defunto da canonizzare sia morto naturalmente o sia un Martire. In ques'ultimo caso ci sarà una procedura più rapida.

Il processo di canonizzazione per morte, quello standard è il seguente:

  • Gli Attori, cioè la comunità parrocchiale incaricano una persona che ritengono adeguata a presentare richiesta al vescovo di riferimento perché apra l'Inchiesta Diocesana su una possibile beatificazione. Siamo di fronte a un Postulatore della Causa che se la Santa Sede ritiene affidabile, diviene la persona di riferimento per la Congregazione per le cause dei santi, cioè l'organismo della Santa sede che si occupa dei processi di beatificazione. L'inchiesta non può iniziare se non sono trascorsi almeno 5 anni tranne eccezioni possibile proprio come nel caso di Giovanni Paolo II su disposizione di Benedetto XVI.
  • La Congregazione per le Cause dei Santi valuta la richiesta del vescovo e risponde con un Nulla Osta (niente si oppone), autorizzandolo a procedere. Da questo punto in poi il potenziale santo o santa viene detto "Servo (o serva) di Dio"
  • Si valutano le testimonianze per indagare sulla fama di santità. Se, durante la vita della persona sono avvenuti episodi inspiegabili che possano essere ritenuti "miracoli", questi verranno verificati e segnalati.
  • La Congregazione per le Cause dei Santi controlla che la raccolta del materiale sia avvenuta in modo corretto, quindi nomina un Relatore della Causa che guiderà l'organizzazione del materiale nella Positio super virtutibus del Servo di Dio.
  • Viene formata una commissione di 9 teologi, detta Congresso dei Teologi. Se tutto procede il possibile beato è "venerabile". 
  • Deve essere riconosciuto un miracolo attribuito all'intercessione del venerabile. 
  • La Positio sul miracolo viene quindi esaminata da 5 medici: se questi dichiarano di non sapere dare spiegazione razionale e scientifica dell'avvenimento, si configura la possibilità di ritenerla miracolo. L'avvenuto viene valutato da 7 teologi, quindi da vescovi e cardinali.
  • Il Papa viste le indagini e i risultati delle commissioni proclama il venerabile beato o beata in una Messa solenne, quindi stabilisce una data della memoria nel calendario liturgico.
  • Per la Santità vera e propria deve essere riconosciuto un altro miracolo, a seguito di una valutazione che ha lo stesso iter e la stessa severità del primo, il beato viene dichiarato santo e il suo culto viene autorizzato ovunque vi sia una comunità di credenti.

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