Minerali "alieni" sulla Luna. Il titolo che trae in inganno.

La Luna ha nel suo interno e nei sui crateri minerali Alieni. Alcuni siti a tema ufo rilanciano la notizia come se questa fosse la conferma degli extraterrestri sul nostro satellite. In realtà la rivista Nature Geoscience pubblica uno studio che spiega che la Luna potrebbe essere ricca di minerali insoliti, dovuti ad impatti con meteoriti avvenuti nel corso di miliardi di anni. Alcuni frammenti di queste rocce "aliene" potrebbero essere infatti sopravvissuti all'impatto con la superficie lunare, anziché polverizzarsi o fondersi come si è creduto fino ad oggi. Il termine rocce "aliene" semplicemente utilizza aggettivo di origine latina Alienus per indicare un elemento "estraneo" di "altra natura". Ecco i dettagli.

I ricercatori dell'Università statunitense dell'Indiana e dell'Università di Pechino sono giunti a questa conclusione sulla base dell'analisi delle immagini inviate a Terra dalla sonda indiana Chandrayaan-1 e da quella giapponese Kaguya. Ad attirare la loro attenzione sono stati i picchi che si trovano al centro di alcuni crateri e nei quali si trovano materiali insoliti per essere di origine lunare. 
Gli autori della ricerca non escludono la possibilità di trovare sulla Luna anche massicci depositi di materiale primordiale terrestre, espulso da collisioni avvenute miliardi di anni fa. 

La composizione del nostra satellite è simile a quello terrestre. La Luna è internamente differenziata: ha una crosta geochimicamente distinta, un mantello e un nucleo. Più di 4,5 miliardi di anni fa, la superficie della Luna era un oceano di magma liquido. Gli scienziati pensano che uno dei componenti delle rocce lunari detto KREEP, acronimo dell'espressione inglese K (potassio), Rare Earth Elements (terre rare), e P (fosforo), rappresenti l'ultimo resto del magma originario. Il KREEP è composto da quelli che gli scienziati chiamano "elementi incompatibili": elementi che non possono entrare a far parte delle strutture dei cristalli, e che quindi rimangono inutilizzati sulla superficie del magma. Per i ricercatori, il KREEP è un marcatore utile per determinare la storia del vulcanismo lunare e tracciare la cronologia degli impatti da parte di comete e altri oggetti celesti. Proprio gli oggetti che colpiscono la Luna secondo gli autori della ricerca conterrebero alcuni frammenti che potrebbero non essersi fusi e potrebbero trovarsi ancora sulla superficie lunare, all'interno di almeno un quarto dei grandi crateri della Luna.

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