L'ora di Vega, il primo razzo italiano nello spazio

Doveva essere il grande giorno di Vega, il razzo italiano destinato a portare in orbita tre satelliti. Ma nella sala controllo della Guyana Francese la partenza è stato posticipata di almeno 24 ore, a causa delle condizione meteorologiche avverse. Il vento, in caso di incidente, avrebbe potuto spingere i frammenti del vettore, alto 30 metri e realizzato per il 65% a Colleferro, sulle zone abitate della costa.

Bisognerà dunque aspettare ancora qualche ora. Nell'attesa ecco i particolari di questo gioiello spaziale made in Italy.

Il progetto Vega, acronimo di Vettore Europeo di Generazione Avanzata, è un progetto realizzato dalla sinergia delle conoscenze dell'Agenzia Spaziale Italiana (ASI) e dell'ESA per il lancio in orbita di piccoli satelliti e altri carichi tra i 300 e i 2000 kg, in orbite basse o polari.  Lo sviluppo tecnico è stato affidato all'italiana ELV, una società partecipata al 70% dall'Avio e al 30% dall'ASI. Il progetto  avviato nel 1998 vede nel nostro paese il  il maggior finanziatore e sviluppatore del programma con una quota del 65%, seguono la Francia (12,43%) e altri cinque paesi con quote inferiori al 6%.

 

Il lanciatore è costituito da un unico corpo e superi i 30 metri d'altezza. Il peso al decollo è di 137 tonnellate. A differenza di molti altri vettori, il Vega è stato costruito in fibra di carbonio.

Tecnologia  Italiana

Il missile è stato prodotto per la maggior parte nella fabbrica di Colleferro a 70 chilometri da Roma. Un esempio di eccellenza italiana dove sono stati allevati decine di ottimi tecnici con conoscenze all'avanguardia. La grande competenza ha permesso di maneggiare sia tonnellate di combustibile solido, sia minutissimi fili di carbonio. Il corpo del missile è composto da giganteschi bozzoli realizzati con oltre 4.000 chilometri di filamenti: i cilindri  messi uno sull’altro sarebbero comparabili ad un palazzo di 10 piani, ma con un peso infinitamente minore e una resistenza al top. Al loro interno il combustibile brucia a 3mila gradi, ma all’esterno tutto si riduce attorno a 100°. 

Tutto questo lavoro per una riuscita che si spera ottimale. Domani all'alba ne avremmo la conferma.

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Commenti: 2
  • #1

    FABIOSKY63 (venerdì, 10 maggio 2013 02:30)


    ...eccellenze italiane...

    sono veramente contento, entusiasta, di vedere che siamo in carreggiata in alcuni dei settori di punta della ricerca e della realizzazione di tecnologie spaziali...

    complimenti agli uomini delle aziende impegnate..:)

  • #2

    FABIOSKY63 (venerdì, 10 maggio 2013 02:30)


    dimenticavo...

    http://www.lastampa.it/2013/05/07/esteri/lancio-riuscito-per-vega-il-razzo-europeo-in-orbita-WTvVnFpCisvfaAmRfhekgP/pagina.html