Cerchi delle Fate, per la rivista Science sono le termiti

Sono le termiti a creare i misteriosi “cerchi delle fate” (fairy circle), costituiti da due zone concentriche – un centro arido e una fascia di erba perenne intorno – che si osservano nel deserto delle coste sud-occidentali dell’Africa. Lo scrive la rivista “Science, dando l'ennesima spiegazione a un enigma mai risolto defintivamente. A risolvere il mistero di queste formazioni, che possono durare decenni, è stato Norbert Juergens, ricercatore del Biocenter Klein Flottbek dell’Università di Amburgo, in Germania, dimostrando che queste peculiari condizioni del suolo sono determinate dalla presenza di termiti della specie Psammotermes allocerus. Queste termiti vivono nella sabbia e attraverso un’opera di “ingegneria del territorio” adattano l’ambiente alle proprie esigenze, incrementando indirettamente anche la biodiversità locale. Vediamo nei dettagli la spiegazione proposta.

Le prime osservazioni dei cerchi, che si presentano lungo un stretta fascia di territorio che percorre il margine orientale del deserto della Namibia, dall’Angola fino alla parte nord occidentale del Sudafrica, hanno dato origine a numerose ipotesi. Tra le diverse possibilità considerate, la presenza di piante velenose oppure di insetti, quali formiche o appunto termiti, in grado di alterare localmente l’ecosistema del suolo, ma i test condotti sul campo non hanno mai dato indicazioni in grado di confermarle.

Juergens ha analizzato un’ampia base di dati sulle caratteristiche ambientali, biologiche e geografiche della zona, misurando inoltre personalmente per quattro anni il contenuto di umidità all’interno dei cerchi fino a 60 centimetri di profondità e raccogliendo dati per valutare la presenza di organismi associati ai cerchi in tutta l’area geografica interessata.

 

Ha così scoperto che l'unica specie di insetti associata alla quasi totalità dei cerchi studiati era Psammotermes allocerus, una specie di termiti che, a profondità che variano da pochi centimetri ad alcuni decimetri, costruisce nidi e gallerie sotterranee, riscontrate sia direttamente sotto l’area interna dei cerchi sia intorno a essa. 
Juergens è riuscito a documentare che la caratteristica conformazione dei cerchi è frutto dell'opera delle termiti, escludendo che questi insetti abbiano solo il ruolo di colonizzatori di strutture preesistenti. Le due zone concentriche sono infatti frutto dell’attività degli insetti e sono funzionali alla loro sopravvivenza.


Le termiti rimuovono la vegetazione effimera che cresce dopo le precipitazioni annuali, impedendo la traspirazione dell’acqua; l'umidità così viene trattenuta più a lungo nel sottosuolo, favorendo la sopravvivenza degli insetti nell'ambiente desertico. Inoltre, quest'opera  favorisce indirettamente, nella fascia circolare intorno alla zona arida, la crescita di erba che, non trovando specie vegetali in competizione, può permanere per tutto l'anno. 
La presenza di una zona di vegetazione perenne, che ha dimostrato di resistere per decenni anche alle più severe condizioni di siccità, inoltre aumenta considerevolmente la biodiversità locale, attraendo numerose specie di formiche, api, e piccoli mammiferi.

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Commenti: 8
  • #1

    Receptionist (venerdì, 29 marzo 2013 15:32)

    1-0 scienza.

  • #2

    vradox (venerdì, 29 marzo 2013)

    basta guardare sotto e vedere se ci sono termiti....

  • #3

    kinko (venerdì, 29 marzo 2013 19:54)

    @ vradox

    No, perché le termiti potrebbero scegliere di colonizzare preferibilmente una struttura preesistente.
    Sembra che invece lo sudio abbia da un lato osservato la presenza delle termiti, e dall'altro dimostrato che la struttura è precisamente prodotta da loro.

  • #4

    FABIOSKY63 (sabato, 30 marzo 2013 06:18)


    ...eh!eh!eh!..

    mmmh no...1-0 natura..:)

  • #5

    kinko (sabato, 30 marzo 2013 21:37)

    @ Fabiosky

    Direi che 1-0 scienza ha molto più senso, dato che si tratta di un'indagine seria che risolve un piccolo mistero...

    La natura c'è e basta, e quello che pensiamo noi della natura riguarda solo noi.

    La sola sfida è tra chi si fa un mazzo a indagare certi problemi in maniera sistematica, e chi trova immediatamente nella propria immaginazione tutte le risposte.

    Quindi, ben detto Receptionist!

  • #6

    FABIOSKY63 (lunedì, 01 aprile 2013 09:02)


    ...ipotesi...

    @kinko
    certo che se questo studio è stato accreditato dalla comunità internazionale, allora...ci credo subito...

    perché ce n'erano una decina tra quelli svolti negli anni passati e quelli in corso giusto fino a poco tempo fa...di seguito uno degli ultimi...

    http://www.extremamente.it/2012/07/20/i-misteriosi-cerchi-delle-fate-dellafrica-sono-vivi/

    questo studio per esempio smentiva l'ipotesi delle termiti a favore di altre ma, sai..."posto" che vai "usanze" che trovi..:)

    sempre di scienza parliamo èh! e comunque senza l'immaginazione CERTI "scienziati" ci possono fare -SOLO- la frittura...con le sinapsi...

    salute e prosperità..:)

  • #7

    Franz (lunedì, 01 aprile 2013 11:36)

    Ma le osservazioni fate dal biologo americano Walter Tschinkel non sono in contraddizione con quelle di Norbert Juergens.

  • #8

    kinko (lunedì, 01 aprile 2013 13:24)

    E chi ha detto che l'immaginazione non fa parte della scienza?
    Il punto è che per risolvere i problemi con il metodo scientifico l'immaginazione va accompagnata da un'altra cosuccia che si chiama umiltà.
    Cioè non mettere la propria fantasia al di sopra del dato.

    Se non vuoi credere ad uno studio perché è peer-reviewed e pubblicato su una rivista (che tu banalizzi come una sorta di lobby) dove la dimostrazione ha la precedenza sulle conclusioni direi che è un problema tuo, dal quale non ne uscirai con dei commenti assertivi.

    Quanto al lavoro che citi, mi accodo al commento di Franz.

    Nessuna osservazione che contrasti con quello di cui stiamo parlando. Fossi nei panni dello studioso che osserva la scomparsa o migrazione dei cerchi, cercherei di mettere in piedi un metodo sperimentale per verificare "come" si muovono. Le foto satellitari sono un buon inizio, ma proverebbero al limite "che" i cerchi si formano in certi punti e dopo un certo periodo degradano (forse per via dell'abbandono delle termiti?). Il come richiede un progetto di monitoraggio DIRETTO SUL TERRENO di lunga durata.

    Dunque, la spiegazione delle termiti è la risposta finale?
    Potrebbe anche non esserlo, ma finora è quella meglio documentata. La "scienza ufficiale" è solo quella che seleziona i lavori meglio documentati e più solidi. Fino a quando non viene realizzato un lavoro migliore e PIU' approfondito.
    Le riviste peer-reviewed consentono anche articoli di discussione e confutazione. Si richiede solo una cosa: che il metodo sia ALMENO solido come quello del lavoro che si critica.