L'importanza di un pianeta roccioso per la vita aliena

I pianeti extrasolari sono molti, la cifra è superiore alle attese degli scienziati e la missione Kepler della Nasa scopre esopianeti ad un ritmo molto alto. Si sentono allusioni a gemelli della Terra, zone abitabili, dimensioni, composizione dell'atmosfera. Poche volte la discussione si intavola su un punto cardine che vogliamo analizzare. Quanto sono rari i pianeti rocciosi, quelli detti anche "pianeti terrestri" che hanno un nucleo centrale metallico, e una crosta. Se fosse l'unico modello reale di pianeti su cui fosse possibile la vita, soprattutto quella evoluta (intelligente e tecnologicamente almeno come nostra) le probabilità di incontrare i nostri gemelli spaziali sarebbero molto ridotte. Vediamo perchè.

I pianeti terresti sono quelli sui cui le basi della vita sono semplici da individuare. Infatti un pianeta roccioso classico può essere formato da composti del carbonio, come la Terra o da composti del Silicio.

Nel nostro pianeta -che prendiamo ad esempio nel caso specifico- tutto parte dal ciclo del carbonio che rappresenta lo schema energetico fondamentale dell'ecosistema. Il ciclo consiste in processi ciclici di riduzione e ossidazione del carbonio accoppiati ad analoghi processi per l'ossigeno. L'energia libera che attraversa i sistemi biologici deriva dall'energia solare utilizzata mediante il processo della fotosintesi. Oltre che come sorgente di energia il ciclo, con la fase di riduzione dell'anidride carbonica, può essere considerato come fonte di materiale organico.

Questo schema non è l'unico, ma è ritenuto quello più significativo. Benchè la vita basata sul silicio sia una bella e affascinante opzione, rimane una teorica applicazione scientifica. Lasciando perdere tuttavia la sua oggettiva possibilità, da queste due chimiche non si scappa. Ecco perché è sui pianeti terrestri che il nostro sguardo dovrebbe cadere in modo esclusivo. Tutti i pianeti extrasolari trovati sono in larga parte giganti gassosi, quindi sono da scartare per la ricerca di vita, più che mai quella complessa. 

Altra peculiarità dei pianeti rocciosi è la dinamica della tettonica a placche. La vita su un pianeta roccioso necessita di una tettonica a placche della crosta, ovvero la litosfera deve essere costituita da enormi placche che vengono create continuamente lungo i loro margini dalla materia fluida contenuta nel mantello interno attraverso celle convettive. I margini, dette zone di subduzione, sono i luoghi dove le placche sono riassorbite all'interno del pianeta.

Questi fenomeni non possono avvenire se non sono supportati dalla composizione chimica del pianeta. Infatti l'unica sorgente di calore è il decadimento radioattivo che avviene nelle profondità. I continenti devono anche essere costituiti da rocce granitiche meno dense che "galleggiano" sulla roccia basaltica più densa. 

Conducendo il calore dall'interno verso la superficie, la tettonica a placche creata dalla convezione assicura ad un pianeta con un nucleo di ferro liquido che esso continui a muoversi, generando tramite l'effetto dinamo una magnetosfera.

Un pianeta roccioso è il punto centrale da cui partire. Ad esso corrisponde una pompa evolutiva, una tettonica a placche, calore interno, metalli lavorabili, un'atmosfera stabile. Se tutto questo non esiste è improbabile che la vita intelligente esista, se non si hanno mezzi con cui costruire le tecnologie non si hanno neanche sistemi per evolvere e per comunicare. Se ci concentriamo sulla vita elementare, se ci accontentiamo di batteri che prolifererano forse un pianeta gassoso potrebbe fare al caso nostro. Se cerchiamo la vita aliena, o almeno una piccola evoluzione primordiale i pianeti rocciosi sono il nostro luogo di riferimento. Tra quelli scoperti complessivamente la loro percentuale è molto bassa, e questo non fa ben sperare, e modifica profondamente anche i parametri troppo ottimistici da inserire nell'equazione di Drake.

Ufoonline.it

Commenti: 18 (Discussione conclusa)
  • #1

    Franz (venerdì, 15 marzo 2013 20:37)

    Ma bisogna ricordare che i pianeti rocciosi sono più difficili da rilevare a causa delle piccole dimensioni.

  • #2

    John Watson (venerdì, 15 marzo 2013 20:51)

    Noto alcune inesattezze nell'articolo. Permettetemi di correggerle.

    1) La vita sulla Terra non e' a base di carbonio perche' la Terra e' formata da composti del carbonio. Anzi, il silicio e' molto piu' abbondante del carbonio nella crosta terrestre. Quindi scrivere che la Terra e' formata da composti del carbonio, in opposizione ai composti del silicio, e' inesatto, anche in prima approssimazione.

    2) I pianeti gassosi non sono da scartare manco per niente per la ricerca della vita. Infatti, almeno a vedere quelli che sono nel nostro Sistema Solare, i pianeti gassosi hanno un gran numero di satelliti, in alcuni casi grandi quasi quanto dei pianeti rocciosi. Senza andare tanto lontano, guardate Europa. Potrebbe essere piu' facile trovare la vita li che su Marte.

    3) La percentuale dei pianeti rocciosi che si sono scoperti finora e' molto bassa *perche' sono piu' piccoli*, e quindi perche' sono piu' difficili da individuare. Questo non significa in nessun modo che ce ne siano effettivamente di meno. E' possibile (forse probabile) che ci sia un effetto di selezione all'opera.

  • #3

    Ulisse (venerdì, 15 marzo 2013 23:06)

    Prima precisazione di Watson giusta, la seconda mi sembra una tua interpretazione dell'articolo.
    Si dice che i pianeti gassosi sono da scartare per quanti riguarda la vita complessa. Mi sembra chiaro nel passaggio che cito:" se ci concentriamo sulla vita elementare, se ci accontentiamo di batteri che prolifererano forse un pianeta gassoso potrebbe fare al caso nostro. Se cerchiamo la vita aliena, o almeno una piccola evoluzione primordiale i pianeti rocciosi sono il nostro luogo di riferimento." Mi sembra un ragionamento giusto.

    Sul punto 3 che dici i pianeti rocciosi sono più difficile da individuare perché la tecnica che usiamo per captare pianeti extrasolari è in realtà quasi sempre indiretta lo facciamo usando la velocità radiale e i pianeti rocciosi non rimandano la luce per dirla alla buona in modo chiaro. Dimmi se ho detto una castroneria ;)

  • #4

    Franz (sabato, 16 marzo 2013 08:25)

    "I pianeti terresti sono quelli sui cui le basi della vita sono semplici da individuare. Infatti un pianeta roccioso classico può essere formato da composti del carbonio"
    Si riferiva alla composizione della vita sulla Terra e non alla composizione della Terra.
    Per pianeti rocciosi si devono intendere anche le lune dei pianeti gassosi perchè anch'esse sono da considerarsi come dei pianeti rocciosi.
    I pianeti rocciosi sono più difficile da individuare rispetto ai pianeti giganti a causa delle dimensioni di questi.

  • #5

    E$$i ViV0nO (sabato, 16 marzo 2013 11:40)

    Vita dipende quale vita ! A chi cerca gli alieni e si interessa di ufologia non interessano i batteri cerca gli alieni intelligenti civiltà evolute che sappiano manipolare l'energia e offrano prospettive di comunicazione. In questo senso è chiaro che ci vogliono ambienti con caratteristiche come l'acqua liquida, temperature stabili, metalli e quello che avete scritto. Io che sono appassionato non mi appassiono per questo alla vita su titano su marte o su europa quello lo lascio fare agli scienziati, astrofisici e compagnia. Io voglio comunicare con gli extraterrestri!

  • #6

    Franz (sabato, 16 marzo 2013 13:37)

    Nello spazio sono già stati inviati messaggi diretti agli extraterrestri.

  • #7

    Regiorgio (sabato, 16 marzo 2013 13:53)

    Aspettiamo pazientemente una risposta...ameno fra 100mila anni

  • #8

    John Watson (sabato, 16 marzo 2013 14:34)

    @ Ulisse

    "Si dice che i pianeti gassosi sono da scartare per quanti riguarda la vita complessa. Mi sembra chiaro nel passaggio che cito:" se ci concentriamo sulla vita elementare, se ci accontentiamo di batteri che prolifererano forse un pianeta gassoso potrebbe fare al caso nostro. Se cerchiamo la vita aliena, o almeno una piccola evoluzione primordiale i pianeti rocciosi sono il nostro luogo di riferimento." Mi sembra un ragionamento giusto."

    Si, ma i satelliti dei pianeti gassosi sono pianeti rocciosi a tutti gli effetti. Quindi, se in un sistema stellare troviamo solo pianeti gassosi, non per questo la vita intelligente li e' da escludersi.

    "Sul punto 3 che dici i pianeti rocciosi sono più difficile da individuare perché la tecnica che usiamo per captare pianeti extrasolari è in realtà quasi sempre indiretta lo facciamo usando la velocità radiale e i pianeti rocciosi non rimandano la luce per dirla alla buona in modo chiaro. Dimmi se ho detto una castroneria ;)"

    Le tecniche che si usano per individuare i pianeti extrasolari sono tutte indirette. Esse si basano su 1) l'occultamento della stella ospite (questo e' quello che fa Kepler), 2) sullo spostamento radiale della stella ospite (tramite l'effetto Doppler), 3) sulla deflessione gravitazionale della luce. Per tutti questi metodi il segnale diventa piu' piccolo quanto piu' piccolo e' il pianeta.

  • #9

    Rigel (sabato, 16 marzo 2013 17:15)

    L'articolo è redatto su base scientifica attuale.
    Una base dalla quale si estraggono logicamente dati incompleti.

    Venendo invece presi come assoluti e completi, generano un'ipotesi totalmente arbitraria e verosimilmente errata.

    Come già fato notare da molti di voi, le osservazioni attuali sono basate su tecniche "primitive". Quelle che per ora abbiamo a disposizione.

    Trarne un quadro globale è un po' pretenzioso, se questo è alla base di un ragionamento che vuol essere applicabile e vicino alla realtà delle cose.

    I pianeti rocciosi, oltre ad essere di dimensioni solitamente molto inferiori a quelle dei pianeti gassosi, sono conseguentemente anche meno "attivi" nel loro interferire sulla stella (O più stelle) intorno a cui orbitano.

    Questo esclude per ora un massiccio apprezzamento osservativo, sia esso basato sullo spostamento radiale, sia sulla deflessione luminosa.

    Rimane solo l'osservazione diretta dell'incrocio orbitale sul disco stellare.

    Questo incrocio limita l'osservazione ulteriormente, in quanto il piano dell'ellittica deve combaciare con la nostra parallasse osservativa.

    In parole povere il pianeta deve avere un'orbita che, vista dalla nostra posizione, lo porti a passare tra noi e la sua stella transitandole davanti.

    Qualsiasi orbita non avesse un piano ellittico tale, sarebbe per noi non osservabile.

    Inoltre:

    Sono stati osservati per ora quasi solamente pianeti con distanze ravvicinate al proprio astro.

    Vari i motivi.Tra cui:

    Più l'ellittica è stretta, più sarà probabile che (vista da qui) intersechi il disco della sua/e stella/e.

    Il periodo di rivoluzione di questi pianeti è molto breve, data la vicinanza all'astro.
    Essendo indispensabile effettuare più osservazioni, un pianeta con 1 mese di rivoluzione si individua più facilmente di uno roccioso e in fascia abitabile che probabilmente ha un periodo orbitale misurabile in anni.

    Più il periodo orbitale è lungo, più è probabile che al passaggio seguente l'ellittica non porti più il pianeta a transitare davanti alla stella.
    Non dimentichiamo che parliamo di sistemi stellari aventi posizione abbastanza fissa nel "nostro cielo", ma che al tempo stesso ruotano su se stessi rispetto alla nostra osservazione.

    Per concludere:

    PER ORA le nostre capacità osservative sono limitate quasi totalmente ai grossi pianeti negl'immediati pressi delle stelle osservate.

    Verrà un giorno in cui i pianeti rocciosi in fascia abitabile saranno scoperti a manciate giornaliere.

    Verrà anche quello in cui si cercherà esclusivamente la traccia vivente, su quei tantissimi mondi abitabili scoperti sino a quel momento.

    Ma, a tutt'oggi...

    Definire l'andazzo della società umana conoscendone il numero di abitanti, e l'età media....è impossibile.

    Per ora , in campo esoplanetario, conosciamo ugualmente "due parametri su mille".

    Farne un dato statistico è a mio parere un po' troppo azzardato.


  • #10

    F44 (sabato, 16 marzo 2013 22:13)

    @Rigel
    "
    Come già fato notare da molti di voi, le osservazioni attuali sono basate su tecniche "primitive". Quelle che per ora abbiamo a disposizione. "

    ---

    Bimbo forse non ti è chiaro che questo vale per il numero di pianeti individuabili non certo per il discorso sulle basi della vita basata sul carbonio o al limite sul silicio. Su quello valgono le regole universali principi che si applicano a tutto l'universo. Sul numero di pianeti il discorso è vero, le tecniche possono essere affinate e non si può dire che i pianeti rocciosi siamo pochi. L'equazione di Drake rimane acqua fresca perché basta variare un dato in modo arbitrario per andare da 1 a un miliardo.

  • #11

    Rigel (domenica, 17 marzo 2013 10:30)

    @F44

    Le ultime righe dell'articolo:

    "Se cerchiamo la vita aliena, o almeno una piccola evoluzione primordiale i pianeti rocciosi sono il nostro luogo di riferimento. Tra quelli scoperti complessivamente la loro percentuale è molto bassa, e questo non fa ben sperare, e modifica profondamente anche i parametri troppo ottimistici da inserire nell'equazione di Drake."

    Io infetti contestavo questo. Non certo le basi della vita basate su carbonio e silicio.

    Grazie per il "Bimbo". L'età anagrafica non mi supporta. Ma effettivamente sono ggggiovane "dentro". :-)

  • #12

    Hiverside (domenica, 17 marzo 2013 16:49)

    Siamo tutti un pò bambini tranne Eone che è il Nonno per antonomasia *_*

  • #13

    Superciuk (lunedì, 18 marzo 2013 09:14)

    Eone è quel personaggio bibblico che è astemio ma dà da bere a tutti?Grande vorrei visitare la sua cantina.

  • #14

    FABIOSKY63 (martedì, 19 marzo 2013 05:36)


    Superciuk
    (lunedì, 18 marzo 2013 09:14)
    "Eone è quel personaggio bibblico che è astemio ma dà da bere a tutti?Grande vorrei visitare la sua cantina."

    è "il fratello" di Utnapishtim...che invece di salvare "le bestie" del mondo e le semenze "dei campi" ha fatto un'opa a favore di Bacco, "Strabacco" e Venere...per poi ripudiare, una volta ri-calpestata la feconda terra, il mondo "rinato"...

    e darsi al monachesimo "link to link" in attesa dell'ormai prossima pioggia..."dell'oro della Fenice"..;)

    Ave..:)

  • #15

    Superciuk (martedì, 19 marzo 2013 10:26)

    OoOoOoOo!finalmente ho trovato un fratello in rete come ci capiamo parli come Gustavino porca boia come sono felice alla tua salute amico cin cin.

  • #16

    FABIOSKY63 (giovedì, 21 marzo 2013 06:37)


    ...Gustavino...

    @Superciuk
    chi trova un amico trova un tesoro...

    questo poi, già solo nel nome, è già tutto un programma...

    cin cin..:)

  • #17

    darkman66 (giovedì, 21 marzo 2013 21:43)

    Normalmente,applichiamo parametri e leggi della fisica a noi conosciuta,
    credo che nell universo,esistano forme di vita,che non rientrino nei
    nostri schemi mentali....

  • #18

    darkman66 (giovedì, 21 marzo 2013 22:33)

    @Superciuk,se cerchi la cantina del prof.Eone è difficile,perche si trova in Transilvania,possiede bottiglie risalenti al periodo del Conte Dracula!
    Ahahaha!