Siamo pieni di Ufo nei nostri cieli, ma hanno un altro nome: Droni

Macchine volanti veloci e rapide nei nostri cieli. Sfrecciano senza controllo apparente, sono sofisticate e dalle forme più futuristiche. Sono gli Ufo declinati nella modernità: i droni. Velivoli robot con limitate capacità decisionali comandati a distanza come gli APR (Aeromobile a pilotaggio remoto),oppure usati come flotta di guerra sicura ed efficente, per esempio dalla coalizione di forze occidentali -USA, UK e altri Paesi- in Iraq e Afghanistan. Con l'abbassamento dei costi di produzione hanno fatto la comparsa i modelli civili per i privati, volanto alto, hanno bisogno di poca energia e stanno diventando una costante dei nostri cieli. I nuovi "Ufo", molto terrestri.

Sarà sempre più facile in futuro vedere questi concentrati di tecnologia e scambiarli per navicelle spaziali venute da altri mondi. Grazie alle dimensioni spesso modeste e l'assenza di un equipaggio, la possibilità di manovra è molto più ampia. I modelli progettati a scopo ludico montano spesso luci led multicolori che in particolare la notte possono indurre in errore molti testimoni, sulla natura di questi oggetti. Ma gli usi dei droni sono sterminati e spaziano nei campi più diversi.

Pericoli per gli aerei di linea

E' di due giorni fa la notizia che un drone ha intralciato un aereo di linea che stava effettuando un atterraggio a New York, nei pressi dell'aeroporto John Fitzgerald Kennedy. L'oggetto è stato segnalato alla torre di controllo e le autorità del volo da un pilota del volo Alitalia Az60 (un Boeing 777), decollato alle 9.55 da Roma Fiumicino e atterrato al Jfk alle 13.11 (ora locale).

 

Il pilota ha incontrato qualcosa a circa cinque miglia a sud dell'aeroporto, mentre si trovava a circa 450 metri di quota, durante il final approach, la fase finale di avvicinamento all'aeroporto. Secondo i regolamenti Faa i possessori di drone non possono superare i 120 metri di altezza e, se operano nel raggio di 5 km da un aeroporto, sono tenuti ad avvisare la torre di controllo.

La guerra degli Ufo senza pilota

John Brennan, il prossimo capo della Cia, l’uomo di fiducia del presidente Obama ha parlato molto dell'approccio alla guerra che esisterà da qui in futuro rispetto all'uso dei Droni, che sfuggono spesso ai radar e che hanno usi più diversificati rispetto ai velivoli militari. 

 

 

Che i militari, i politici e lo stesso Presidente amino i robot non è difficile da capire. I robot non parlano, non replicano. Eseguono gli ordini. Premi un bottone, e fanno quel che si è detto loro di fare. Sono così efficienti, e così letali. Macchine per uccidere moderne, quasi fantascientifiche – ironizza un post di Global Research.   

 

Robot e droni non bruciano il Corano, non si mettono in posa davanti alle teste dei prigionieri uccisi sul campo di battaglia. Non contestano le guerre (e si potrebbe andare avanti). Elimina il fattore umano, e ottieni una distruzione totale, precisa, silenziosa, chirurgica.  

 E’ il motivo per cui l’attacco con i droni sta diventando la prima scelta nella guerra al terrorismo, e non solo. Comoda come un video game. Un milite se ne sta seduto davanti a una console digitale in una base dell’Air Force in Nevada prendendo di mira dei sospetti terroristi in Afghanistan. Un paio di click, e il resto della giornata è a disposizione. Senza rischiare nulla.  E Un bel risparmio di uomini e di denaro, nonché di polemiche in patria, aggiungiamo. 

 

Un lungo post del Mail online basato sul dossier di una fondazione per i diritti umani in Pakistan e un’organizzazione caritatevole britannica, cita i report di due università americane, Stanford e New York: dal 2004 al 2012 sarebbero state uccise dai droni tra le 2562 e le 3325 persone, da 480 a 881 le vittime civili, compresi 176 bambini, più 1300 feriti secondo il Bureau of Indipendent Journalism, che ha cifre identiche.   

 

Quasi tutti gli uccisi erano militanti, secondo affermazioni di funzionari americani che il post contesta, sostenendo che soltanto 41 sono stati confermati terroristi di “alto valore” (ma per gli americani gli uomini in età di combattere sarebbero tutti militanti, attivi o potenziali). 

 

Come che sia, i droni continuano ad attaccare, e a “sbagliare” bersagli. Qualche giorno fa è toccato a un villaggio tra il nord e il sud Waziristan, l’impervia zona tribale tra Pakistan e Afghanistan: ben 6 droni hanno sorvolato il villaggio e sparato missili, uno di essi ha preso in pieno una casa e fatto fuori 9 civili. 

 

Sono insomma veri e propri oggetti non identificati, che replicando come spesso succede gli spunti delle fantascienza più spinta si armano, volano e combattono senza bisogno di un essere umano che li piloti.

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Commenti: 4
  • #1

    Sanzo (lunedì, 11 marzo 2013 16:24)

    Fossi in voi però non ne sarei contento di tutta questa aero-sorveglianza che sarà a breve costante e contro di noi. È inutile che poi dicano che è per la nostra sicurezza (semmai per quelli che governano e vogliono evitare rivolte), manco morto ci credo! Inoltre il solo fatto di disumanizzare la guerra e la morte e soprattutto di discolparsi (addossando tutto al software del drone) rende la cosa ancora più atroce.
    I capi non proveranno mai più colpe e rimorsi (non è che adesso li provino ma forse..) tanto ci sono i droni!

  • #2

    abc (lunedì, 11 marzo 2013 19:14)

    La cosa importante è che ci sia sempre un uomo dietro il robot. La coscienza e il giudizio umano per quanto spesso siano sbagliati sono comunque troppo importanti per essere rimpiazzati da qualche calcolo asettico privo di emozioni, anche se l'evoluzione tecnologica sta correndo verso quella direzione

  • #3

    vradox (sabato, 16 marzo 2013 04:40)

    ama il grande fratello! (affiggere in giro; è un ordine)

  • #4

    FABIOSKY63 (martedì, 19 marzo 2013 06:00)


    ..."specchietti per allodole"..:)