Marte non affascina più: la vita aliena si cerca su Europa

Dopo anni di osservazioni a distanza e ricerche sul suolo, gli scienziati della Nasa non sono ancora riusciti a trovare evidenze sulla presenza di forme di vita su Marte. Sul Pianeta Rosso non sono state rilevate neppure tracce di una vita passata, e c’è chi già tra gli scienziati ipotizza si sia sbagliato l’obiettivo. Secondo alcuni sarebbe stato meglio prendere in esame Europa, il quarto satellite naturale di Giove per dimensioni ed uno dei più massicci dell'intero Sistema Solare. L'aspetto della superficie di Europa, infatti, risulta esser quasi completamente liscia e priva di crateri da impatto. Tali caratteristiche, ipotizzano gli astronomi, rendono plausibile la teoria secondo cui il satellite possa esser soggetto ad un continuo rimodellamento ad opera di un oceano di acqua allo stato liquido che dovrebbe trovarsi al di sotto dei suoi ghiacci.

E’ anche vero che la temperatura superficiale del pianeta è inferiore a 150 gradi sotto zero ma, e di questo gli scienziati della Nasa ne sono certi, al di sotto della crosta ghiacciata la temperatura è ben più elevata, e tale da non impedire l’eventuale sviluppo di vita.

Verso Europa, la Nasa prepara la missione Clipper - "È il luogo del nostro Sistema Solare dove, più probabilmente, potremmo trovare la vita - sostiene Robert Pappalardo, astronomo del Jet Propulsion Laboratory di Pasadena, in California -. Ed è il luogo che dovremmo esplorare, ora che abbiamo un progetto adeguato e a costi ridotti". A creare grandi aspettative, oltre alla presenza di acqua in forma liquida, la recente scoperta di ossidanti sulla superficie. La Nasa dunque starebbe progressivamente perdendo interesse nei confronti di Marte e rivolgendo l’attenzione su Europa, sebbene con investimenti che inizialmente saranno “contenuti”. Il Jet Propulsion Laboratory, avvalendosi anche della collaborazione dell’Università John Hopkins del Maryland, avrebbe già avviato un progetto, denominato “Clipper". Il costo, escludendo quello per il lancio di una sonda che dovrà poi scandagliare e mappare l’intera superficie di Europa, è di circa 2 miliardi di dollari. Ancora il progetto non ha ricevuto il nullaosta dell’agenzia spaziale statunitense ma, sostengono alcuni ben informati, è solo questione di tempo, e il lancio potrebbe avvenire entro il 2021.
Per Clipper un viaggio che durerà dai 3 ai 6 anni - Prima di dare il via ad una vera e propria missione su Europa la Nasa intende raccogliere informazioni sul satellite di Giove. Fino a quando gli scienziati non avranno informazioni dettagliate l’attenzione dell’agenzia resterà focalizzata su Marte: e infatti, dopo Curiosity, nel 2020, un altro rover verrà spedito sul Pianeta Rosso . "La Nasa non può ignorare i pianeti che hanno un'alta priorità scientifica - commenta Pappalardo -. Su Marte la vita forse è esistita svariati miliardi di anni fa, ma su Europa potrebbe esistere tuttora".
Anche l’Esa guarda con curiosità verso Europa - L’interesse nei confronti di Europa è grande. Oltre agli Stati Uniti, infatti, anche l’agenzia spaziale europea (Esa) si starebbe preparando per una missione. La stessa si chiamerà Jupiter Icy Moon Explorer e partirà attorno al 2030. Oltre a Europa gli astronomi guardano con curiosità anche verso Encelado, il sesto satellite di Saturno. "Se la luna di Giove è il luogo ideale per ospitare la vita - commenta Amanda Hendrix, ricercatrice presso l'Istituto di Scienza Planetaria di Tucson, in Arizona - altrettanto si potrebbe dire di Encelado. Ha almeno un mare sotterraneo, se non addirittura un oceano, e c'è attività geologica. Il suo polo sud è caldo e sta emettendo particelle di acqua come in un geyser ".
La caccia alla vita extraterrestre è aperta - Forme di vita extraterrestre potrebbe insomma esser presto individuate non molto lontane dalla Terra. Ci sono tuttavia molti altri scienziati che scrutano il Cosmo nella speranza di individuare segni di lontani esopianeti in orbita intorno a stelle morenti. Stando a quanto scoperto da un’equipe di astrofisici del centro di ricerca americano Harvard-Smithsonian, è più facile rilevare le firme della vita, come l’ossigeno, nell'atmosfera dei pianeti in orbita intorno alle stelle che stanno ormai per spegnersi, rispetto ai pianeti in orbita attorno alle stella simili al Sole. “Nella ricerca di firme biologiche extraterrestri - ha osservato uno degli autori, Avi Loeb - le prime stelle che dovremmo studiare sono le nane bianche”. Quando una stella come il Sole muore, soffia via i suoi strati esterni, lasciando dietro di sé un nucleo caldo chiamato nana bianca. Questi oggetti hanno le dimensioni della Terra, si raffreddano lentamente e svaniscono nel tempo, ma possono trattenere il calore sufficiente per riscaldare un mondo vicino per miliardi di anni.

Gli astronomi sono particolarmente interessati a trovare ossigeno - Rilevare indizi della vita su eventuali pianeti in orbita intorno a queste stelle sarebbe più facile per le dimensioni della nana bianca, più piccola delle stelle più giovani. In pratica le atmosfere dei pianeti esterni al Sistema Solare si analizzano quando transitano contro il disco della loro stella, eclissandola parzialmente. In questa fase l'atmosfera del pianeta assorbe un po' di luce dell'astro e dal modo in cui assorbe la radiazione è possibile risalire alla sua composizione. Se la stella è piccola quasi quanto il pianeta ospite, usare questa tecnica diventa più facile perché durante il transito il pianeta blocca gran parte della luce dell'astro e in questo modo diventa più semplice individuare le firme degli elementi chimici nell'atmosfera del pianeta. Gli astronomi sono particolarmente interessati a trovare ossigeno perché è una spia della vita, in quanto sulla Terra questo gas è prodotto dalle piante attraverso la fotosintesi. Si stima che scandagliando fra le 500 nane bianche più vicine al nostro pianeta si potrebbero individuare uno o più mondi abitabili.
Trovare delle forme di vita non sarà cosa semplice - Prima che una stella diventi una nana bianca si gonfia, diventando una gigante rossa, travolgendo e distruggendo eventuali pianeti vicini. Pertanto, un pianeta dovrebbe arrivare nella zona abitabile dopo che la stella si è trasformata in una nana bianca. Un pianeta potrebbe, ad esempio, formarsi dalla polvere e dai residui di gas (che lo rende un mondo di seconda generazione), oppure migrare verso l'interno da una regione periferica.

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Commenti: 3
  • #1

    Franz (venerdì, 01 marzo 2013 19:49)

    E malgrado che Marte risulti sterile è stato inserito nel nuovo modello della zona "abitabile" la quale dovrebbe orientare la ricerca di pianeti abitabili.

  • #2

    vradox (venerdì, 01 marzo 2013 21:04)

    ok, c'è un oceano sotto la crosta... chissà a che temperatura e pressione si trova! non credo sia adatto alla vita......

  • #3

    darkman66 (sabato, 02 marzo 2013 12:21)

    Il satellite Europa,secondo mè ci riserverà molte sorprese....