La Luna conteneva acqua al suo interno, cambia la Storia ?

L'acqua e la Luna sono un binomio affascinante e tormentato, la cui prova si è cercata fin dalle prime esplorazioni Apollo. Per questo la notizia giunta in queste ore, ha una certa importanza. Sembrerebbe che la Luna fin da giovanissima, contenesse acqua al suo interno. L'ipotesi emergerebbe dall'analisi delle rocce lunari portate a Terra dalle missioni Apollo e pubblicata sulla rivista Nature Geoscience. Le conclusioni, che si devono al gruppo dell'università francese di Notre Dame coordinato da Hejiu Hui, contraddicono la storia della Luna tracciata subito dopo le missioni Apollo. Fino ad oggi, nonostante le timite aperture all'ipotesi, si sosteneva che l'acqua presente sul nostro satellite, in particolare sulle sue rocce fosse arrivata da fuori, grazia a comete asteroidi o vento solare. Invece l'acqua era parte del nostro satellite.

La presenza dell'acqua, inoltre, è stata sempre considerata successiva al periodo in cui la crosta rocciosa lunare si era solidificata. I ricercatori hanno visto però che le cose non devono essere andate in questo modo. Hanno scoperto infatti che i grani di minerali delle rocce lunari contengono quantità di acqua piccolissime, ma comunque misurabili, e che l'acqua era presente nelle zone più interne del satellite anche nel periodo in cui lo strato roccioso più esterno era fuso, prima quindi che si solidificasse. Quello che emerge è uno scenario difficile da conciliare con la teoria attualmente più accreditata sull'origine della Luna, generata da un gigantesco impatto fra la Terra ancora in formazione e un altro corpo celeste delle dimensioni simili a quelle di Marte.

Acqua sulla Luna, decenni di conferme e smentite.

 

A giugno dello scorso anno era arrivata una notizia che sembrava aver chiuso la storia: l'acqua nel Polo Sud della Luna sarebbe pochissima: inconsistente una vera riserva d'acqua anche solo per pensare a una futura base umana. Lo aveva stabilito un nuovo studio elaborato sfruttando i dati della sonda Lunar Reconnaissance Orbiter (Lro) della Nasa. La ricerca realizzata da un gruppo guidato dall'Istituto di Tecnologia del Massachusetts (Mit) e pubblicata su Nature rivedeva l'evoluzione del cratere polare Shackleton e le quantità di acqua ghiacciata presente sul fondo.

 

L'euforia del 2011

A tre anni di distanza dal clamoroso annuncio della Nasa del 2008 che stabiliva una volta per tutte la presenza del prezioso liquido sul nostro satellite, lo stesso gruppo di ricercatori pubblicva su Science nuovi dati. In sostanza alcune parti dell'interno della Luna conterrebbero altrettanta acqua di quella presente nel mantello superiore della Terra, 100 volte di più di quanta ne fosse stata misurata in studi precedenti. Secondo questa scoperta quindi, il ghiaccio presente nei crateri della superficie lunare non sarebbero stati depositati da comete o meteoriti di passaggio, ma si sarebbe formato in seguito ad eruzioni vulcaniche di magma. Questa scoperta di due anni fa aveva rafforzato l'ipotesi che la Terra e la Luna avessero un'origine in comune.

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