Shuttle Columbia: dieci anni fa la più grande tragedia spaziale di sempre

Sono passati dieci anni, e sembra ieri. Il disastro dello Space Shuttle Columbia, l'incidente che causò la perdita dello Space Shuttle Columbia il 1º febbraio 2003 torna nelle nostre menti e viene ricordato dalla Nasa. Nel corso della missione STS-107 partita il 16 gennaio sempre di dieci anni fa, la navicella si disintegrò nei cieli del Texas durante la fase di rientro nell'atmosfera terrestre. Tutti e sette gli astronauti a bordo morirono. Fu la seconda volta che uno Space Shuttle veniva perso durante una missione: la prima coinvolse lo Space Shuttle Challenger nel 1986. Rivivamo quella triste tragedia.

La missione STS-107 venne ritardata ben 13 volte nel corso di due anni finchè vide la luce il 16 gennaio 2003. Il filmato che riprese minuziosamente il decollo fu accuratamente ispezionato due ore dopo il lancio, ma non rivelò nulla di inusuale. Il giorno seguente, un filmato ad altissima risoluzione elaborato durante la notte rilevò che un pezzo di schiuma isolante, caduto dal serbatoio esterno 81,9 secondi dopo il lancio, era andato ad impattare contro l'ala sinistra della navicella, vicino ai pannelli RCC dal 5 al 9. Poco dopo, ci furono tre richieste distinte in orbita per avere immagini più dettagliate che determinassero l'entità del danno. Secondo il rapporto della commissione, il Mission Management Team dichiarò l'impatto di detriti come un "turnaround" issue e non procedettero ad una richiesta di immagini.

Durante il rientro sulla Terra poco prima della tragedia la temperatura nel bordo delle ali è di circa 1.580 °C. Alle 8:58:20  il Columbia entra nel Texas ad una velocità di Mach 19,5
A questo punto il Columbia perde una mattonella dello scudo termico, innescando una concausa di eventi che disintegra la parte che protegge la navicella dal calore provocato dall'attrito a contatto con l'atmosfera e innesca una reazione a catena che porterà all'esplosione e alla morte dell'intero equipaggio.

Le vittime
Le vittime

Le commissioni d'inchiesta

Immediatamente dopo l'incidente venne formata una commissione indipendente di inchiesta (Columbia Accident Investigation Board - CAIB) formata da analisti esperti civili e militari. Il registratore di volo del Columbia venne trovato vicino a Hempill, in Texas il 20 marzo 2003. A differenza degli aerei commerciali, gli Shuttle non hanno registratori del tipo scatola nera per indagare sulle cause di un eventuale incidente; i dati di volo sono trasmessi in tempo reale attraverso la telemetria a terra. Tuttavia, siccome il Columbia è stato il primo Shuttle ad essere costruito, era presente uno speciale registratore dei dati di volo, progettato per aiutare gli ingegneri nell'analisi delle performance del veicolo durante i primi voli di prova. Dopo questi test, il registratore non venne mai rimosso dal Columbia ed era ancora in funzione durante l'ultima missione. Le registrazioni comprendono diverse centinaia di parametri, assieme a log dettagliati dei dati strutturali che permise alla commissione di ricostruire molti eventi avvenuti prima della distruzione. Il 26 agosto, la commissione inviò il suo rapporto sull'incidente. Esso confermava che la causa primaria era da attribuire ad una breccia nel bordo anteriore dell'ala sinistra e criticava aspramente i processi decisionali (decision-making) e di valutazione del rischio (risk assessment) della NASA. Il rapporto concluse che i processi e la struttura organizzativa erano sufficientemente allentati da compromettere la sicurezza, indipendentemente dalle persone che occupavano i posti chiave nei processi decisionali. Ad esempio, lo Shuttle Program Manager era il responsabile per la sicurezza, la puntualità dei lanci e il contenimento dei costi, che spesso sono obiettivi in conflitto tra loro. La commissione rilevò che la NASA aveva accettato delle deviazioni rispetto ai normali criteri di progettazione come "normali" quando si presentavano in molti lanci e non portavano a conseguenze fatali. Tra esse fu rilevato il conflitto tra le specifiche del sistema di protezione termico, che non era stato progettato per sostenere danni da impatto significativi e i frequenti impatti che avvenivano durante i voli. La commissione espresse raccomandazioni riguardanti un significativo cambiamento nei processi e nella cultura della sicurezza.

 

Commenti: 3 (Discussione conclusa)
  • #1

    Sutter Kaine (venerdì, 01 febbraio 2013 15:29)

    Fa rabbrividire...Brrr

  • #2

    IRONMAN.75 (venerdì, 01 febbraio 2013 21:31)

    Brutta tragedia per le famiglie degli astronauti e per la Nasa, hai fatto bene a ricordare questa tragedia e a commemorarli. Sono degli eroi che hanno contribuito anche loro al nostro progresso dando la loro stessa vita.Dio sicuramente li ha portati tutti in Paradiso.

  • #3

    moontiki (sabato, 02 febbraio 2013 06:00)

    Terribile tragedia per tutta l'umanita' , eroi della terra, ai loro cari un sincero abbraccio da parte di tutti noi.