Al World Economic Forum di Davos in agenda il tema degli Extraterrestri

Il Forum Economico Mondiale è una fondazione senza fini di lucro con sede a Ginevra, divenuta celebre per l'organizzazione dell'annuale incontro di Davos, che riunisce i maggiori dirigenti politici ed economici internazionali con intellettuali e giornalisti selezionati, al fine di discutere delle questioni più urgenti che il mondo si trova ad affrontare, anche in materia di salute e di ambiente. Quest'anno però i temi sono stati anche altri, infatti nella relazione del 2013, sviluppata con la collaborazione della rivista Nature, il Forum ha individuato cinque aree che potrebbero rappresentare i problemi emergenti del prossimo decennio, dalla manipolazione del clima agli Alieni. Vediamo di analizzare quest'ultimo aspetto.

Il tema si è incentrato in particolar modo sul tipo di approccio da tenere in caso di scoperta di una vita aliena. Non tanto dal punto di vista pratico, ma etico e sociale.

Il punto infatti non è l'invasione aliena stile cinematografico, che tanti sognano ma che rimane confinata alla fantascienza. Il problema è preparare l'umanità a un annuncio su prove inconfutabili che dimostrino che non siamo soli nell'universo. Chi e come dovrebbe effettuarla, quale impatto avrebbe sulle religioni, il nostro concetto di sicurezza cambierebbe?

 

Considerando il ritmo con la quale l'uomo grazie a sonde come Keplero, sta scoprendo esopianeti potenzialmente abitabili nella cosiddetta "Goldilocks Zone", (la zona con un clima compatibili con l'acqua allo stato liquindo in primis), non passerà molto tempo secondo gli esperti, per avere in mano la prova regina di una qualche vita lontana dal nostro pianeta.

Queste prove non devono essere necessariamente di tipo tecnologicamente avanzato, il messaggio codificato o il segnale radio, ma possono consistere nell'evidenza di una forma primitiva di vita anche allo stato elementare. Basterebbe questo per aprire nuovi scenari.

Negli ultimi 60 anni il "non detto" è stato molto, indiscrezioni, falsi preconcetti sul modo di affrontare l'argomento hanno impedito una lucida disamina del problema. Così mentre in Europa si discute di tutto, anche della composizione del cioccolato o i solfiti nel vito, problemi epocali vengono relegati a convengni di quart'ordine, lasciando nelle mani dei sensazionalisti temi molto importanti.

 

Non dimentichiamoci che siamo  nell'“Antropocene”  termine portato in auge dal chimico olandese Paul Crutzen per descrivere l'era geologica attuale, in cui l'uomo e le sue attività sono le principali fautrici delle modifiche territoriali e climatiche della Terra. Questo comporta una nostra responsabilità. Per non finire improvvisamente in decadenza come successe all'Impero Romano con l'invasione dei barbari.

Serena Donvi per Ufoonline.it

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Commenti: 3
  • #1

    Franz (mercoledì, 30 gennaio 2013 21:02)

    Anche se si scoprisse una civiltà extraterreste questo non avrebbe alcun impatto su di noi.
    Dato che le distanze nell'universo sono immense non sarebbe nemmeno possibile comunicare con una eventuale civiltà extraterrestre sempre che questa esista ancora.

  • #2

    aKIM (giovedì, 31 gennaio 2013 08:26)

    Bubbole,è il solito ragionamento del considerare altre civiltà alla tua stregua tecnologica e quindi del non contatto che queste ristrettezze implicano.Pensare per un attimo che una qualche civiltà sia avanti a noi di qualche milione di anni è troppo complicato èh!.

  • #3

    Franz (giovedì, 31 gennaio 2013 19:56)

    Se una civiltà fosse di qualche milione più avanti ci avrebbero già scoperti loro; ma a loro non interesserebbe certo comunicare con noi come noi quando entriamo in una foresta non siamo certamente interessati a comunicare con le forme di vita ivi presenti; per cui anche se fossimo già stati scoperti da un'altra civiltà non cambierebbe nulla per noi.
    Se si scoprisse qualche microorganismo questo non cambierebbe nulla per noi ma confermerebbe ciò che è sempre stato ipotizzato sulla vita nell'universo.