Aaron Swartz, hacker suicida o vittima bianca degli Stati Uniti ?

Guardate bene la foto di questo ragazzo dall'aria sbarazzina. Si chiama Aaron Swartz, attivista informatico e hacker di lungo corso, morto suicida a New york lo scorso 11 Gennaio 2013.

Ma Swart era più di questo, era un simbolo, la lotta della libertà di informazione contro il bullismo di Stato. A rapprensentare il "male" ancora una volta il Governo degli Stati Uniti. Accusato di aver rubato cinque milioni di articoli accademici conservati sulla biblioteca digitale JSTOR fu denunciato dal Mit e arrestato dal procuratore del Massachusetts per frode informatica. Venne liberato solo dietro pagamento di una cauzione pari a 100mila dollari. Rischiava una condanna a 35 anni di prigione e a un milione di dollari di multa. Non ha retto e si è ucciso, il mandate è chiaro: gli Stati Uniti d'America.

Il 26enne aveva lavorato a progetti legati all’idea della condivisione delle informazioni e dei dati online e aveva collaborato alla nascita di “Creative Commons” e di “Reddit”. 
Inoltre, era uno dei principali animatori di Demand Progress, la campagna contro le leggi Sopa/Pipa, proposte negli Usa per regolamentare la Rete. 


Ma quello che ha fatto diventare Aaron una sorta di super criminale da distruggere è stata la sottrazione di più di 5 milioni di articoli dall’archivio informatico del Mit, il Massachusetts Institute of Technology. Il suo atto dimostrativo, mai ammesso implicitamente, gli poteva costare quasi quarant'anni di galera e una multa astronomica. Una pena evidentemente sproporzionata al reato. 

Proprio la prospettiva di questa punizione e i lunghi mesi delle indagini durante i quali il procuratore avrebbe cercato, secondola famiglia Swartz di dipingere Aaron come un vero e proprio criminale spinto dal desiderio di guadagnare denaro grazie agli articoli scaricati, potrebbe aver contribuito al gesto disperato di Swartz. 


La famiglia, ora, accusa il Mit e il procuratore generale: “La morte di Aaron non è semplicemente una tragedia personale”, si legge in una nota ufficiale firmata dai genitori, dai fratelli e dalla fidanzata. “La sua morte è il prodotto di un sistema giudiziario criminale”. 
Nel frattempo, il popolo di internet ha deciso di rendere omaggio a Swartz in diversi modi. 
Sul sito della Electronic Frontier Foundation, per esempio, è possibile leggere quanto segue: “Addio ad Aaron Swartz, hacker e militante straordinario, amico e collaboratore”.

“ L'impegno di Aaron verso una giustizia sociale era profondo e ha sempre caratterizzato la sua vita”,scrivono su Remember Aaron Swartz, il sito creato in sua memoria. “Ha combattuto per creare, costruire e mantenere un vertiginoso range di progetti accademici che allargavano l'estensione e l'accessibilità della conoscenza umana. Ha usato le sue capacità prodigiose come programmatore e uomo di tecnologia non per arricchire se stesso ma per rendere Internet e il mondo un posto migliore, più giusto”. 

Questo suicidio, al netto di una situazione personale di presunta depressione, ci deve interrogare sulle pene in vigore per i reati informatici oltreoceano. Il recente caso di Gary McKinnon, per cui gli Stati Uniti chiedevano l'estradizione alla Gran Bretagna, risoltosi dopo un decenni di battaglie, è l'esempio lampante che gli USA attuano una politica criminale e vessatoria nei confronti di chiunque compia una frode informatica tutta da dimostare. Con l'intenzione di mantenere il monopolio delle rete, si oppongono a qualunque revisione del sistema che distribuisca poteri e responsabilità sulla base di un ente riconosciuto e patrocinato dall'ONU. Gia due anni fa con il Protecting Cyberspace as a National Asset Act tentarono di far passare un provvedimento che potesse bloccare la rete tout court in caso di un grave attacco di cyberterrorismo. Rinominato anche «Internet Kill Switch» causò una levata di scudi memorabile. Quando non possono attaccare un sistema attaccano il simbolo che quel sistem crea, basato sulla libertà delle fonti. Lo fanno senza pietas umana, senza remore, con minacce e un sistema di pressione indegno di un paese civile. Trattando chiunque alla stregua di un assassino, un serial Killer, o un terrorista. Lo isolano, lo calunniano, e infine lo portano all'autodistruzione se non riscono a chiuderlo nelle "comode" patrie galere. Due giorni fa l'ennesima vittima,che macchia con il sangue il nobel per la Pace Obamiano, con buona pase dei suoi sostenitori.

Serena Donvi per Ufoonline.it

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Commenti: 5
  • #1

    ElPaso (lunedì, 14 gennaio 2013 17:58)

    Sono assolutamente solidale con la famiglia di Swartz, 35 anni non li hanno dati neanche a quell'uomo che ha ucciso più di 100 persone in Norvegia. Una pena assurda che ha prodotto un cadavere.

  • #2

    Federico Caltani (lunedì, 14 gennaio 2013 22:51)

    Riposi in pace ma ha commesso un reato, non possiamo lasciar passare sempre tutto. bisogna cambiare la mentalità. Scaricare gratis qualcosa protetta è come rubarla. Vale per McKinnon come per Swartz.
    Essere anti americani è troppo facile.

  • #3

    Pitagorico (lunedì, 14 gennaio 2013 23:14)

    Summum ius summa iniuria!

  • #4

    Anonymous (martedì, 15 gennaio 2013 04:39)

    ...
    ...A pedophile will get 11 years of prison...
    ..the hacker that exposed him will get 20....
    ....Federico your justice sucks !

    Expect us

  • #5

    FABIOSKY63 (martedì, 15 gennaio 2013 08:05)


    ...tempi...

    ci saranno altri nomi nella lista dei martiri di questo mondo prima che esso "cambi", è inevitabile che ci siano...ma cambierà!..

    lo ha anche detto un tizio, 2000 anni fà!..li per li non gli hanno dato retta in molti eh!eh! poi col tempo "ha recuperato terreno"...

    e non so quanto tempo ci vorrà ancora ma "dall'aria che tira" e dalla frequenza di queste storie che accadono, ormai una dietro l'altra, e che sono "il segno" -TANGIBILE- di una necessaria realtà di cambiamento della società tutta, ho idea che...

    Baldur tornerà presto a calcare il suolo terrestre!..

    sursum corda..:)