Apophis è passato vicino alla Terra, per il futuro rimane un pericolo relativo

L'asteroide Apophis è passato ieri vicino alla Terra, raggiungendo la distanza minima di circa 14,5 milioni di chilometri dal nostro pianeta. Il famoso oggetto spaziale ha trovato la sua celebrità quando il rischio di collisione con la Terra nel 2036 sembrava elevato.

Con il tempo e gli studi recentissimi oggi quel rischio si è abbassato di 30 volte ma è raddoppiato per il 2068, rispetto alle stime precedenti: è il risultato dei calcoli relativi alle orbite dei futuri avvicinamenti alla Terra di questo oggetto fatti dal gruppo NeoDyS dell'università di Pisa in collaborazione con il Jet Propulsion Laboratory (Jpl) della Nasa.

Vediamo quali sono gli ultimi dati disponibili.

Quando fu scoperto per la prima volta, all'oggetto venne assegnata la designazione provvisoria 2004 MN4 e le notizie e gli articoli scientifici su di esso hanno inizialmente utilizzato tale nome. Il 24 giugno 2005, una volta determinata con sufficiente precisione la sua orbita, ha ricevuto la designazione permanente 99942; si trattava del primo oggetto numerato con possibilità di collisione con la Terra. L'assegnazione di un numero permanente lo ha abilitato a ricevere un nome e il 19 luglio 2005 è stato prontamente battezzato "Apophis", dal nome greco del dio dell'Antico Egitto Apòfi, detto "il Distruttore", Nemesi di Ra, che dimora nelle oscurità eterne del Duat, il mondo sotterraneo e tenta di distruggere il Sole nel suo ciclico passaggio notturno.

L'asteroide incrociato ieri ha un diametro di circa 300 metri e avrà un approccio molto più vicino alla Terra il 13 aprile 2029, fino a una distanza minima di 38.353 chilometri, con una incertezza di non più di 10 chilometri. "Quindi non vi è alcun rischio di impatto nel 2029" rileva Andrea Milani, docente di Meccanica celeste nell'università di Pisa e responsabile del NeoDyS.

 

Più preoccupanti invece sono i successivi passaggi ravvicinati con la Terra. Per quanto riguarda il 2036 gli esperti hanno calcolato che la probabilità di rischio di impatto è passata da 1 su 230.000 a 1 su 7 milioni, il che vuol dire, spiega Milani, che il rischio si è abbassato di 30 volte.

 

Per l'anno 2068 il rischio che vi sia un impatto con la Terra è invece passato da 1 su 400.000 a 1 su 185.000, e significa, spiega l'esperto, che il rischio è raddoppiato. In ogni caso si tratta di una probabilità molto bassa di collisione, dello 0,000014% per il 2036 e dello 0,0005% per il 2068.

Per quanto riguarda il 2036, sottolinea infine Milani, la situazione ora è meno preoccupante, ma per migliorare la conoscenza relativa alle future orbite di Apophis, l'oggetto dovrà ancora essere osservato con i metodi più accurati possibili, tra cui telescopi e radar, approfittando anche di altri passaggi che avverranno a distanze simili a quelle di oggi, come per esempio nel 2021.

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Commenti: 1
  • #1

    Malles (venerdì, 11 gennaio 2013 22:26)

    Apophis è passato vicino alla Terra,ma dopo aver visto i suoi abitanti si è allontanato schifato in gran fretta,se ha passato parola con gli altri non dovremo mai temere nessun asteroide