Com'è andata la conferenza stampa della Nasa sulla vita marziana

Alla fine il giorno della verità è arrivato, e -almeno in maniera ufficiale- i segni di vita su Marte, presentio passati dovranno aspettare. Alla conferenza stampa tenuta da Nasa ieri, alle 18 italiane, a San Francisco al Congresso della Società Geofisica Americana trasmessa come di consueto via streaming non sono arrivate le conferme sperate. Con dovizia particolari scientifici è stato mostrato che gli strumenti di Curiosity, la sonda Nasa sul pianeta Marte, sono in perfetta efficienza e hanno identificato evidenti tracce di acqua più "pesante" di quella terrestre, contenente deuterio, zolfo, cloro e molecole organiche semplici. Informazioni preziose ma una sostanziale delusione per il grande pubblico, illuso dai rumors dei giorni scorsi su scoperte destinate a entrare nei libri di storia. In realtà che non ci sarebbe stato niente di sconvolgente da segnalare la Nasa lo aveva già anticiapato.

Però molti si erano illusi lo stesso, sull'onda della parole pronunciate in un'intervista televisiva qualche giorno fa da John Grotzinger, responsabile scientifico di Curiosity, che ci fosse veramente l'annuncio di una "scoperta che sarebbe andata sui libri di storia", come lo scienziato USA aveva testualmente detto. Invece questa andrà al massimo nei libri di Geofisica planetaria. 

A bordo della sonda, il rover a sei ruote indipendenti più sofisticato mai costruito, ci sono anche 10 strumenti scientifici , per un peso complessivo di 75 chili su 900, montati su un braccio robotico capace di ruotarli e gestirli al meglio. 

 

Tutti importanti, in grado di eseguire analisi a raggi X e chimico fisiche delle rocce che Curiosity incontra e bruciacchia col laser, nel cratere Gale dove è atterrato più di 100 giorni fa. 

Uno di questi è particolarmente importante per questi risultati, il SAM un analizzatore di campioni marziani. Con una sorta di paletta, non troppo diversa da quella che i ragazzini usano sulle spiagge, ha raccolto negli ultimi giorni 5 campioni di sabbia e li ha portati entro la sonda. Lì la sabbia viene scaldata e dai vapori che emanano dalla sabbia incandescente, con altri strumenti come i gascromatografi, si capisce di cosa è formato il campione stesso. Per quanto riguarda i composti "organici" probabilmente su Marte, semplici come ad esempio il metano, occorre anche specificare che una molecola di questo tipo non necessariamente significa vita, anzi ne occorrono di ben più complesse e comunque quelle più semplici ci devono essere perché ci sia, o ci sia stata, la vita con i suoi composti organici complessi. Ecco il trucco spiegato con un qualche intrecci di parole.

 

Insomma occorre pazienza, come detto, per capire con sicurezza se c'è vita su Marte e occorrerà aspettare l'Europa, con la sua missione doppia Exomars, nel 2016 e poi nel 2018, quando arriverà sul pianeta rosso un vero e proprio laboratorio di chimica fisica in grado di capire se ci sono o meno composti organici complessi, quelli si alla base della vita. L'Italia in questa missione è il primo attore, e non solo in quanto maggior contribuente fra i partner europei, ma anche per le tecnologie che saranno presenti sia nella prima missione che porterà un satellite in orbita attorno a Marte, 2016, che nella seconda, 2018, con lo sbarco del rover europeo. Trapano per andare oltre due metri sotto la crosta solida a trovare campioni al riparo dai raggi cosmici che in superficie ammazzano tutto ciò che di vivente ci può essere e strumenti per analizzare l'atmosfera sono nostri, e solo noi sappiamo farli. Un bel primato scientifico e industriale. Per sapere se ci sono stati mai dei "marziani" si dovrà probabilmente attendere ancora qualche anno.

 

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Commenti: 4
  • #1

    giovanni79 (martedì, 04 dicembre 2012 16:32)

    dite quel che volete...
    secondo me qualcosa hanno trovato!!! ma hanno fatto marcia indietro su indicazione vaticana che non ha ancora trovato un nesso plausibile per spiegare che forse il dio creatore ha lavorato anche altrove....

  • #2

    Antonio (martedì, 04 dicembre 2012 23:21)

    Attendere qualche anno? La vita è un progetto troppo complesso per esistere su un pianeta accanto ad un altro. Su Marte non c'è niente, bisogna attendere all' infinito. Stanno solo perdendo soldi, tempo, tecnoclogia e studio. Facciano quello che vogliono, basta che non chiedano soldi ai cittadini.

  • #3

    FABIOSKY63 (mercoledì, 05 dicembre 2012 06:44)


    ...mattoni...

    lo zolfo è uno dei mattoni base della vita "come la conosciamo"...

    l'acqua è una degli elementi necessari per il perpetuarsi della stessa, quando è così pesante, e con presenza di deuterio, mi viene da riflettere...

    vedremo..:)

  • #4

    Salvo89 (mercoledì, 05 dicembre 2012 16:54)

    Ha da un bel pezzo che hanno trovato qualcosa, le stanno semplicemente annunciando a "pillole". Non c'è bisogno di aspettare che lo dice la NASA, chiunque sano di mente intuisce che su Marte c'era vita e anche bella prosperosa, e che il pianeta non è rosso e desertico come ci vogliono mostrare.