Il papa nel suo nuovo libro: La stella cometa? una congiunzione astrale di pianeti

Dopo una lunga attesa esce in libreria il terzo e ultimo best seller di Papa Ratzinger sulla storia di Gesù. Dopo il primo volume (dal battesimo alla trasfigurazione) e il secondo (dall'ingresso a Gerusalemme alla risurrezione), il terzo, riguarda «L'infanzia di Gesù». Pubblicato congiuntamente da Rizzoli e dalla Libreria vaticana, il volume in un milione di copie esce in venti lingue. Si compone di quattro capitoli e di un epilogo. Il Papa nella prefazione lo definisce «un piccolo libro» sebbene, per la profondità delle ricerche storiche e teologiche, sia destinato a diventare un punto fermo per comprendere la figura di Gesù di Nazareth. Vediamo in sintesi i quattro punti su cui è aperta la discussione: Gesù come figura storica, il fondamento della nascita verginale, betlemme e la mangiatoia e infine la stella cometa. Il papà sostiene che quest'ultima sia una congiunzione di pianeti. E' verosimile?

Si parte dal mistero della nascita: «Il parto verginale - mito o verità storica?» è il titolo di un paragrafo del libro che analizza quanto raccontato dagli evangelisti Matteo e Luca: «è una realtà storica, un reale evento storico, oppure è una pia leggenda che, a modo suo, vuole esprimere ed interpretare il mistero di Gesù?». Dopo aver escluso analogie con la mitologia greca e Virgilio, quasi che la verginità della Madonna fosse un mito archetipico, il Papa ricorda che il parto verginale e la reale risurrezione dal sepolcro sono pietre di paragone per la fede. «Se Dio non ha anche potere sulla materia, allora Egli non è Dio. Ma Egli possiede questo potere, e con il concepimento e la risurrezione di Gesù Cristo ha inaugurato una nuova creazione».

Il fondamento scientifico della stella cometa. Il Papa contesta che la cometa sia «un racconto teologico, che non si dovrebbe mescolare con l'astronomia». Scrive Ratzinger: «Con il sorgere dell'astronomia moderna, sviluppata pure da cristiani credenti, è stata posta nuovamente che la questione circa questo astro». In particolare Keplero «ha avanzato una soluzione che sostanzialmente viene riproposta anche da astronomi di oggi. Keplero ha calcolato che, a cavallo tra l'anno 7 e 6 a.C. - che, come già detto, oggi viene considerato l'anno verosimile della nascita di Gesù - si è verificata una congiunzione dei pianeti Giove, Saturno e Marte. Nell'anno 1604, egli stesso aveva notato una congiunzione simile, alla quale si era aggiunta anche una supernova. Con questo termine si indica una stella debole o molto lontana in cui avviene un'enorme esplosione, così che essa per settimane e mesi sviluppa un'intensa luminosità». Keplero tentò di spiegare astronomicamente il fenomeno della luminosissima stella di Betlemme. A questa tesi si aggiunge quella di «Friederich Wiesler di Goettingen: egli ha trovato, in tavole cronologiche cinesi, che nell'anno 4 a.C. era apparsa ed era stata vista durante un tempo prolungato una stella luminosa».

Gesù è realmente esistito, non è un mito. I capitoli che l'evangelista Matteo dedica all'infanzia di Gesù «non sono una meditazione espressa in forma di storie. Al contrario: Matteo ci racconta la vera storia, che è stata meditata ed interpretata teologicamente, e così egli ci aiuta a comprendere più a fondo il mistero di Gesù». 


Su Betlemme racconto distorto. Il bue e l'asino non erano nella stalla con Gesù e i pastori non cantavano quando venne al mondo il piccolo. «Nel Vangelo non si parla di animali» anche se la meditazione guidata dalla fede, «leggendo l'Antico e il Nuovo Testamento collegati tra loro, ha ben presto colmato questa lacuna, rinviando ad Isaia 1,3: Il bue conosce il suo proprietario e l'asino la greppia del suo padrone, ma Israele non conosce, il mio popolo non comprende». Probabilmente, racconta il Papa, anche altri due libri della Bibbia di Abacuc e dell'Esodo hanno avuto un'influenza. «L'iconografia cristiana già ben presto ha colto questo motivo. Nessuna raffigurazione del presepe rinuncerà al bue e all'asino». Quanto al canto degli angeli raccontato dal Vangelo, «si può ben comprendere che il semplice popolo dei credenti abbia poi sentito cantare anche i pastori, e, fino a oggi, nella Notte Santa, si unisca alle loro melodie, esprimendo col canto la grande gioia che da allora sino alla fine dei tempi a tutti è donata».

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Commenti: 8
  • #1

    leo (mercoledì, 21 novembre 2012 17:14)

    può essere vero tanto quanto che al giorno d'oggi molte donne non più vergini non riescono a fare figli.

  • #2

    franz (mercoledì, 21 novembre 2012 18:58)

    Della presunta stella cometa ne parla solo il vangelo secondo matteo ed è ritenuto oggi un racconto a carattere simbolico anche perchè i fenomeni astronomici non coincidono mai con un luogo preciso della Terra.
    L'asino e il bue sono stati introdotti da un vangelo apocrifo.

  • #3

    Javier (mercoledì, 21 novembre 2012 19:34)

    A chi andranno i soldi della vendita del libro? lo fanno uscire a natale per guadagnare di più con il periodo delle feste...che menti fini in vaticano...

  • #4

    Omero (mercoledì, 21 novembre 2012 19:38)

    La vicenda dei Magi è solo un artificio letterario- propagandistico. Matteo la scrisse intorno all'anno 80, quando la nuova religione si stava diffondendo fuori dalla Palestina. Poi sulla stella cometa il Papa è patetico, qualsiasi astronomo amatoriale sa che un'allineamento è un fenomeno che avviene spesso non è ne straordinario ne passabile per qualcosa che dia l'effetto di una stella cadente. La cometa di Halley, la più brillante che apparve negli anni 87 e 12 a.C. e che tornò visibile solo nel 66 d.C., sarebbe l'unica possibile a cui far riferimento ma fuori tempo utile Non si trova nessun tipo di citazione dell'astro anche nei testi laici...è una pura invenzione... come tutto il resto. Ma ancora nel 2012 qualcuno crede a simili pagliacciate ?

  • #5

    Antonioerre (giovedì, 22 novembre 2012 17:16)

    Per chi ama la narrativa fantasy... :)

  • #6

    qfwfq (venerdì, 23 novembre 2012 04:27)

    salve a tutti: la teoria della congiunzione planetaria è piuttosto vecchia, ricordo che ne avevo letto in un libro parecchi anni fà. è comunque probabile dato che i "magi" ovvero maghi erano verosimilmente astrologi/astronomi che hanno semplicemente "seguito" un segno celeste come era in uso all'epoca. ciò non toglie ne aggiunge nulla al messaggio cristiano della storia. semplice interpretazione.

  • #7

    qfwfq (venerdì, 23 novembre 2012 04:36)

    @ omero
    le congiunzioni planetarie non sono nulla di speciale ne di eccezionale adesso; ma anticamente i moti dei pianeti e delle costellazioni erano tenuti in grandissima considerazione dato che stelle e pianeti altro non erano che gli stessi Dei! e nulla si faceva senza prima aver controllato le configurazioni celesti basti pensare all'importanza del movimento (apparente) di sirio/sothis per la civiltà egizia: scandiva tutti i lavori nei campi e annunciava la vitale piena del nilo. bisogna anche rammentare che all'epoca queste conoscenze erano riservate a pochi iniziati e non alla portata di chiunque.

  • #8

    franz (venerdì, 23 novembre 2012 09:02)

    Del resto nel testo originario non si specifica che i re magi siano arrivati a Betlemme seguendo la stella e nè che questa si sia fermata sulla capanna come viene tradizionalmente raccontato.
    Per i biblisti moderni potrebbe trattarsi di un invenzione narrativa appartenente al genere letterario ebraico del midrash.