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16

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2012

Reincarnazione, le "vite precedenti" sono solo falsi ricordi ?

Nelle persone che sperimentano presunti ricordi di una vita precedente, queste memorie iniziano solitamente a manifestarsi da bambini. Ma se si confronta la registrazione dei racconti originari con quelli fatti da adulti, si scopre che metà di questi non corrisponde affatto ai resoconti infantili, che sono quindi o vistose distorsioni o false memorie. Stranamente, queste persone conservano ben pochi altri ricordi dell'infanzia, e molti preferiscono la "vita passata". Quindi i ricordi sembrano mancare decisamente di costanza nel tempo. A stabilirlo è una ricerca condotta a Reykjavik da due psicologi dell'Università d'Islanda, E. Haraldsson e M. Abu-Izzedin, che in un articolo pubblicato sul “Journal of Nervous & Mental Diseas” e ripresa dal sito italiano LeScienze.

Vediamo la ricerca nel dettaglio.

L'esperienza di questi “ricordi” - che ha qualche punto di contatto con quella ben più frequente dei déjà vu - può incidere notevolmente sulle convinzioni e le scelte di chi la sperimenta, anche se non sono stati condotti studi sistematici in proposito. 

Per colmare almeno in parte questa lacuna, Haraldsson e Abu-Izzedin sono partiti dall'osservazione che questi presunti ricordi vengono riferiti con maggior frequenza da bambini. Hanno quindi rintracciato 28 adulti, membri della comunità dei drusi del Libano, che negli anni settanta, quando erano bambini, erano stati intervistati in proposito. A registrarne accuratamente i racconti era stato Ian Stevenson, biochimico e psichiatra della University of Virginia School of Medicine, che si dedicò attivamente allo studio di diversi fenomeni parapsicologici.

I ricercatori hanno rilevato che 12 dei 28 soggetti asserivano di avere tuttora ricordi ben precisi della loro vita passata; altri 12 riferivano di averne ancora qualche ricordo. 

 

L'esame delle risposte raccolte in questo nuovo studio, tuttavia sarà una delusione per chi crede nella reincarnazione. E non tanto perché, sulla trentina di memorie di una vita passata riferite in media da ciascun bambino, gli adulti ne conservavano in media solo otto: il problema è che metà di questi ricordi non corrispondeva affatto a quelli raccontati molti anni prima. 

Dunque – osservano i ricercatori – o le registrazioni di Stevenson erano state lacunose (cosa non molto probabile poiché lo psichiatra era un sostenitore della reincarnazione, alla ricerca di quanti più dati possibile per confortare la sua tesi), oppure metà dei resoconti di oggi sono falsi ricordi o vistose distorsioni di quelli originari. Inoltre, tre dei soggetti non sapevano nemmeno dire se la loro fosse una memoria diretta o un ricordo del fatto che in famiglia se ne era parlato molto.

Stranamente, rilevano ancora Haraldsson e Abu-Izzedin, alla domanda su che cos'altro ricordassero della loro prima infanzia, i soggetti hanno saputo riferire molto poco o addirittura nulla. In compenso, il 21 per cento ha affermato che la sua vita precedente era migliore di quella attuale. In ogni caso, concludono gli autori, non vi sono indizi che la memoria di una presunta vita passata abbia influito negativamente sul percorso esistenziale di queste persone, che svolgono tutte una vita normalmente attiva.

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Commenti: 6

  • #1

    Michela (venerdì, 16 novembre 2012 23:01)

    Non ci sono ancora vere prove pro o contro.

  • #2

    Malles (venerdì, 16 novembre 2012 23:41)

    La reincarnazione è chiamata anche palingenesi,una derivazione greca che significa semplicemente nascere di nuovo. Questa ipotesi è stata formulata originariamente in India e si trova nei più antichi libri sacri del brahmanesimo,i Veda(2.000-800 a.C)nelle Upanisad (800-500 a.C) e nella Bhagavad-Gita(II secolo a.C).

    Dall'India si diffuse nelle aree occidentali,Pitagora fu ilprimo a introdurre in Grecia la dottrina delle rinascite dell'anima.
    Anche Platone adottò l'idea di Pitagora della palingenesi,e la sostenne con 2 argomenti principali esposti nel FEDONE,affermando che la natura,in cui la morte segue la vita,richiama logicamente che la vita succede alla morte.

    La scuola neo-platonica di Alessandria insegnò la reincarnazione, primo di tutti PLOTINO(204-270 d.C)che ripetè spesso questo concetto nelle sue ENNEADI,e cioè che se l'anima commette dei falli,essa è comandata a espiarli e a passare in un nuovo corpo per ricominciare nuove prove.

    GIAMBLICO nel IV secolo disse che le pene che ci affliggono sono spesso la punizione d'un peccato di una vita anteriore.

    Nel complesso una prova scientifica della reincarnazione non è stata a tutt'oggi raggiunta,il mio personale parere è che tutto o quasi potrebbe ridursi a fenomeni di super ESP e di autosuggestione in conseguenza di essi.

    Rimane però il fatto che quasi tutto il mondo orientale e parte di quello occidentale credono nella reincarnazione,considerata una delle ipotesi più logiche della sopravvivenza

  • #3

    FABIOSKY63 (domenica, 18 novembre 2012 19:16)


    ...ricordi?..

    il mio amico Loris, se fosse ancora tra noi, si farebbe una risata lunga un chilometro eh!eh! e non è detto che non se la faccia ugualmente..:)

    la sua NDE vissuta a 19 anni NON gli lasciò molte scelte o meglio...quando il suo "custode" lo accompagnò nella "sala dei monitors" gli disse chiaramente che avrebbe dovuto scegliere tra un'ancora "mezza vita" -ORA- o un'altra diversa mezza vita..."domani"...

    insieme rivissero -DAVANTI AL SUO MONITOR GESTITO DA UN OPERATORE- gran parte di quella parte che aveva già trascorso e tutti i collegamenti inerenti di QUESTA VITA con le precedenti ove lui era stato un'altra persona, maschio o femmina, o -ANCHE- animale, a seconda dei casi ed il -RELATIVO- perché associato...

    della sua "cerchia" lui era l'ultimo e NON se la sentiva di ritornare ancora PIU' SOLO di quanto già si sentisse ora che -ANCORA- aveva conoscenze ancestrali -RICONOSCIBILI- che calpestavano il pianeta...

    e si che se le farebbe delle grasse risate...NON vi dico altro, NON è ora, ANZI SI!..un giorno me ne raccontò una che mi lasciò quasi ebete...

    lui non si era mai occupato di "ufo ed alieni", al contrario di me, e quel poco che gli dissi in proposito gli servì per "rimettere insieme" alcuni "pezzi del puzzle"...della sua vita...

    lui era un burlone, di natura allegro, forse perché sapeva -L'AVEVA VISTO- che la vita è una "seria" OPPORTUNITA' che ci viene offerta -da chi lo scopriremo vivendo- che viene data alla nostra "entità" di cavalcare il tempo e lo spazio OLTRE la fisicità e la razionalità che altrimenti sono -E RESTEREBBERO- il più grande LIMITE per un "essere umano"...incarnato...

    mi disse..."sai Fabio, sai quante volte, in una vita passata, mi sono divertito a "spostare le cose?"...pigliavo un oggetto qua e lo mettevo di là...giravo sul mio disco volante, scendevo su un pianeta, prendevo "un vaso", "un attrezzo", "uno strumento" e lo portavo in un altro pianeta ah!ah! non ti puoi immaginare che casino!.."

    e si che se le farebbe anche qui delle grasse risate! AH!AH!AH!.:)

    CIAO LORIS! CIAO AMICO MIO!.:)

  • #4

    Antonioerre (lunedì, 19 novembre 2012 20:15)

    Il pessimo, vecchio e ripetitivo vizio di spiegare razionalmente la realtà che razionale non è. Ma c'è poco da fare, come diceva il Buddha: "La mente è un fenomeno e come tale non può comprendere ciò che lo trascende".
    Oltretutto, questi studi, non tengono conto di una cosa e vale a dire che in questo ambito non esistono soggetti passivi: se persino nella meccanica quantistica solo il fatto di osservare produce un comportamento diverso della materia, figuriamoci in un caso come questo dove si parla di sopravvivenza di un'anima che probabilmente si fa crasse risate delle raccolte di dati "scientifici" su questi argomenti.
    :)

  • #5

    FABIOSKY63 (martedì, 20 novembre 2012 01:19)


    ...esatto...

    mi fa piacere di risentirti Antonio...

    scusa se non ti ho più scritto ma come avrai visto "il tempo" mi piega "il volere"...spero di farlo presto e bene anche se, ora e ne sono certo, avrai compreso cosa intendevo...

    ciao...a presto..:)

  • #6

    Malles (martedì, 20 novembre 2012 11:11)

    Seguire una logica con metodo prevalentemente induttivo e cioè attenersi ai fatti per estrarne delle ipotesi e quindi tentare di formulare delle leggi il più possibile universali,è sicuramente doveroso.

    Non bisogna però dare una netta preminenza a questo,bisogna tener conto anche della nostra insita intuizione,e perchè no,anche all'irrazionale(la materia si presta a questo)come quando in particolari occasioni,quel sentire vagamente che esiste qualcosa dopo la morte,che la vita acquista un significato solo se noi veniamo sulla terra con uno scopo ben preciso,o un fine da raggiungere e un destino da adempiere

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