L'ultima estate delle lanterne cinesi ?

Le cifre sono impressionanti, +346% di segnalazioni ai numeri di emergenza, un giro d'affari che si attesta ormai sui 175 milioni di euro, chioschi specializzati e rivendite on line. Stiamo parlando del mondo che ruota attorno alle lanterne cinesi, mongolfiere di carta o lanterne Kongming, come preferite. Un funzionamento semplice simile a quello della mongolfiera: un corpo di carta, una struttura rigida al cui interno brucia un fonte di calore che scalda l'aria diminuendone la densità. L'oggetto si alza in volo finché la fiamma affievolendosi lo fa planare lentamente al suolo. Costano poco e sono suggestive, ma soprattutto non esiste una regolamentazione univoca in Italia. Così a differenza di fuochi d'artificio o altre attività non bisogna chiedere un'autorizzazione, ne al comune ne alla questura. Ma questa potrebbe essere stata l'ultima estate libera da vincoli. Le lanterne sono sotto accusa: provocano incendi, alimentano allarmi ufo, confondono i piloti in volo. Per quanto potrà continuare?

Agosto, dopo gli incendi, lanterne cinesi proibite a Ravenna e Cervia
Nei primi giorni del mese di Agosto nelle pinete ravennati, lo spettacolo era desolante e l'odore di terra bruciata inebriante. I sindaci di Ravenna e Cervia, Fabrizio Matteucci e Roberto Zoffoli, decisero quindi di vietare con ordinanze, l'uso di lanterne cinesi a Ravenna e Cervia per prevenire gli incendi boschivi.

La decisione fu presa, sulla scorta di segnalazioni del Corpo Forestale, fatte dopo i roghi che avevano devastato alcune pinete della zona ravennate. In particolare in uno sono andati a fuoco 65 ettari di ecosistema protetto tra Lido di Dante e Lido di Classe, il più grosso incendio boschivo mai registrato nel ravenna.

Vietate anche a Torreglia

Ma le lantene non sono gradite neanche in tutto il Comune di Torreglia. L’ordinanza è stata firmata il mese scorso dal sindaco Filippo Legnaro, su sollecitazione da parte del comandante della Polizia locale, Albino Corradin. Il provvedimento contiene non solo il divieto di «accendere ed innalzare lanterne cinesi e aerostati con fiamma, soprattutto in prossimità di boschi, pascoli e prati», ma ne vieta anche la vendita nel territorio comunale. Le violazioni verranno punite con la sanzione amministrativa di 500 euro. Molte le motivazioni che stanno alla base del provvedimento. Innanzitutto fonti di pericolo per l’incolumità pubblica, dal rischio incendi causato dall’atterraggio incontrollato alle possibili distrazioni dei conducenti dei veicoli. Ma nell’ordinanza si parla anche di l’inquinamento dell’area boschiva con danni al prezioso patrimonio naturalistico e di «manufatti venduti spesso senza marchio di sicurezza, che vanno ad alimentare un mercato abusivo».

Voli in pericolo

 

L’Ipa - l’Italian pilots association, sigla che contraddistingue l’associazione dei piloti d’aereo italiani è scesa in campo già l'anno scorso denunciando che le lanterne cinesi potevano nuocere anche agli aerei, soprattutto se i velivoli sono in discesa, in avvicinamento o atterraggio alla pista.

«Sebbene le possibilità di impatto con un aereo siano remote - spiegava al «Mattino» Giovanni Galiotto, presidente dell’Ipa - il rischio di provocare un incidente esiste». 

L'allarme del giornale partenopeo era riferito soprattutto al «corridoio» di discesa numero 6 - quello, che gli aerei di linea percorrono iniziando le fasi di atterraggio su Capodichino con una virata su Ischia, Fuorigrotta e poi il Vomero - su un versante particolarmente esposto al rischio delle "fiamme volanti".

Niente regole, nessuna normativa.

Il guaio è che nessuna normativa regolamenta la loro vendita. E in questo vuoto normativo si continua a consentirne la vendita. C’è solo un punto debole sul quale i venditori di lanterne possono risultare perseguibili, e non è una questione di poco conto: si tratta infatti di merci non omologate, priva cioè del necessario marchio europeo. Oggetti pericolosi, insomma, al pari dei fuochi artificiali o dei giocattoli «made in China». Difficile intervenire con un sequestro preventivo, gli oggetti sono inoffensivi, non contengono sostanze vietate, non hanno polvere pirica, ne si prestano ad usi pericolosi.

Il precedente del 2011, vietate a Napoli

In alcune zone di Napoli come Barra, San Giovanni e Ponticelli, la vendita risultava essere vietata già nel 2011. Il commissario regionale dei Verdi Francesco Emilio Borrelli ed il consigliere del Sole che Ride Marco Usai chiesero al comune di Napoli e a tutti i comuni della Provincia "di estendere il divieto urgentemente a tutto il territorio. Sono pericolose sia dal punto di vista ecologico che della sicurezza. Infatti queste dovrebbero essere realizzate con canne di bambù e carta di riso, materiali non infiammabili né inquinanti, mentre sono fatte a Napoli e nella gran parte dei casi in fabbrichette improvvisate, abusive e gestite dalla criminalità, con materiali scadenti e pericolosi".“


Scriveva il presidente della I Municipalità Fabio Chiosi, costretto a prendere provvedimenti e a informare la Polizia Municipale: "Da alcuni mesi, nel cielo del lungomare si levano in volo, ogni sera, decine e decine di lanterne di carta, sospinte dal calore di una fiamma. Esse vengono vendute prevalentemente da ambulanti extracomunitari abusivi. Abbiamo ricevuto un esposto dai gestori del Molo Luise nel quale si denuncia un incendio, avvenuto a metà agosto, su alcune barche ormeggiate. Un incendio provocato proprio da alcune lanterne che sono cadute sui natanti. È evidente che, al di là dell'innegabile effetto romantico, queste lanterne sono pericolose perché non hanno alcuna omologazione e perché sono oggetti incontrollati, spinti solo dal vento, che vagano in aria con una fiamma ravvivata da un combustibile solido, tipo diavolina".

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Commenti: 5
  • #1

    FABIOSKY63 (giovedì, 04 ottobre 2012 01:36)


    mmmh...NON possono vietarle...

    se lo fanno il nostro INSIDER eh!eh! resterà disoccupato!..

    C.G.B. SPENDER non lo permetterà mai! ah!ah!.:)

  • #2

    Malles (giovedì, 04 ottobre 2012 15:27)

    Speriamo che siano abolite,perchè le loro luci ...ABBAGLIANTI...hanno fatto si che il Chiumi non ci vedesse per niente bene,...vedrete che senza lanterne il prof.si riprenderà...
    Risperiamo però che nessuno fischi,...perchè potrebbe fraintendere e prendere i fischi per fiaschi...

  • #3

    Diego78 (sabato, 06 ottobre 2012 19:26)

    No, Non possono vietarle, sono ormai diventate la risposta omnicomprensiva per catalogare qualunque avvistamento notturno di Ufo in caso le ipotesi tradizionali (pianeti, satelliti, ISS etc) non reggano... in definitiva una manna dal cielo per chiunque voglia relegarli sempre e comunque a semplici abbagli..., vedrete che regolamenteranno la loro distribuzione ma non le vietereanno definitivamente...sono semplicemente troppo comode!!!

  • #4

    Malles (sabato, 06 ottobre 2012 21:01)

    @DIEGO 78
    Il tuo ragionamento non fa una grinza,lo trovo molto logico
    le lanterne deviano,...oh se deviano...

  • #5

    Matteo (domenica, 07 ottobre 2012 08:17)

    Domenica scorsa sono andato a un matrimonio e alla sera hanno sganciato un centinaio di queste lanterne...uno spettacolo m e r a v i g l i o s o. Ma mi sono chiesto come si concilia la sicurezza con quel casino di luci nel cielo... almeno un permesso ci vorrebbe...