Maurizio Baiata racconta la sua abduction a Panorama

"Ho fatto diversi avvistamenti, anche abbastanza eclatanti, che mi avevano già convinto che si trattassero di ufo. Ma quando te li ritrovi in camera da letto, beh, il discorso cambia!" Maurizio Baita racconta così la sua esperienza di vita a Panorama nella rubrica Extremamente. A suo tempo anche noi di Ufoonline lo avevamo intervistato sulla sua vicenda, che aveva gentilmente condiviso. Adesso ribadisce gli stessi concetti con serenità e convinzione. Sabrina Pieragostini l'ha incontrato durante l'International X Congress organizzato a Pescara da Pino Morelli ed ha accettato di ripercorrere con lei quei momenti che anche lui ha saputo rielaborare e comprendere solo adesso, a distanza di oltre un decennio, precisamente 13 anni fa. Un incontro che lo ha cambiato per sempre, come spiega nel suo libro "Gli alieni mi hanno salvato la vita", un'autobiografia in cui si racconta.

A seguire le sue parole.

"Una notte del 1999 mi sono svegliato alle 4 del mattino e mi son trovato 3 classici grigi accanto al mio letto. Ho comunicato con loro più o meno telepaticamente. Ma ho capito quello che è successo veramente solo in regressione ipnotica negli Stati Uniti, a Phoenix. Cosa volevano da me? Quando vengono, usano una frase chiave che è uguale per tutti i contattati del mondo: "Non ti preoccupare, non ti faremo alcun male". Sono un po' biblici, nel loro approccio...

 

Ma in effetti ti ritrovi in uno stato di paralisi fisica e puoi solo gestire un rapporto mentale con loro. Gli occhi -che ancora sono aperti- possono guardare e vedere attorno a te tutto quello che sta accadendo, ma il tuo corpo è immobilizzato. La mente invece è vigile. Eppure l'interazione che ha luogo in quel momento non è più legata ad una straordinarietà: diventa ordinaria per la persona che la sta vivendo, perché a quel punto tu sei in contatto con loro. Fai conto di poter parlare con un gorilla. È chiaro che sarebbe estremamente strano, giusto? Il nostro linguaggio, il livello di comunicazione è molto diverso. Bé, è la stessa cosa con loro, solo che avviene telepaticamente.

Questa comunicazione telepatica però durò pochissimo e io fui convinto di averli mandati via: con la forza del pensiero o con il vuoto delle arti marziali, visto che ne sono stato un praticante per molti anni. E invece non andò così. Nel 2010, 11 anni dopo, ho capito che venni portato da un'altra parte e sottoposto a degli esami medici, ad un qualcosa che poi ho capito esser stato determinante nell'arco della mia vita. La loro presenza è da sempre con me."

 

Gli anglosassoni le chiamano "abductions": veri e propri rapimenti dove le vittime sono esseri umani e gli aguzzini entità provenienti da altri mondi. Spesso i racconti sono drammatici: gli addotti vivono come un trauma quell'esperienza che la maggior parte del mondo scientifico spiega come semplici allucinazioni ipnagogiche. Insomma, si tratterebbe solo di sogni, ma così realistici da essere scambiati per eventi davvero accaduti. Maurizio Baiata però è sicuro di essere stato ben sveglio, durante quel contatto straordinario che ha assunto per lui un significato speciale. I suoi profondi occhi neri hanno un guizzo quando glielo domando.

"Per me in primis è scattata una forma di rimozione totale dell'esperienza e non ho più voluto pensarci per molti anni. Però dopo gli incontri con tante persone che si dicevano addotte e mi chiedevano una mano, ovviamente dentro di me è iniziata a sorgere l'esigenza di saperne sempre di più. Così da 2 o 3 anni a questa parte ho cambiato atteggiamento nei confronti del fenomeno e non lo considero assolutamente di natura negativa. Ovviamente, esistono gli alieni negativi, come esistono gli uomini che non vogliono il nostro bene. Ma io direi- come diceva il colonello Corso- che in fondo il loro atteggiamento nei confronti dell'essere umano è sostanzialmente neutrale. Però è evidente che hanno bisogno di qualcosa che noi possediamo. Questo è uno dei punti in discussione."

 

Una vicenda eccezionale, la sua, ma- assicura- non unica. Anzi, secondo il giornalista/ufologo esisterebbe una casistica impressionante, anche qui, in Italia, con un numero di presunti rapimenti alieni da brivido. Anche se pochi, pochissimi lo raccontano. Perché hanno paura di passare per pazzi, perché non riescono a comprenderne la reale natura di ciò che è avvenuto o forse perché non ne hanno un ricordo consapevole...

"Sono tutte buone ragioni per evitare di parlarne, tutte insieme. Ma il primo motivo è perchè non capiscono che cosa sia successo e non sanno come vivere questo tipo di esperienza. A chi la vanno a raccontare? Quindi, tengono tutto per sé e si rivolgono ad un supporto di ordine terapeutico solo quando si convincono di averne bisogno. Si arriva così a capire che quelle esperienze fanno parte di un altro livello della nostra esistenza. A livello di coscienza, il fenomeno delle abduction è un fenomeno di carattere evolutivo, non involutivo, perché ti pone rispetto alla presenza dell'alieno su un piano quasi di parità, di dignità. Ovvero, se loro sono interessati a noi- a me, ad esempio -anch'io sono interessato a loro; c'è una forma di scambio e di dialogo e la cosa è funzionale per tutti.

 

Però senza dubbio c'è un mondo sommerso, una realtà che non emerge, proprio perché le persone sono estremamente reticenti. Negli Stati Uniti va un po' diversamente, ma solo perché c'è stato il Professor John Mack, docente di psichiatria ad Harvard, che probabilmente ci ha rimesso la vita oltre che la carriera per aver voluto affrontare questo tipo di problematica da un punto di vista accademico e scientifico. A tutt’oggi l'impostazione generale nel confronto del problema delle 'abduction'- o 'fenomeni di contatto', come io preferisco chiamarle- è appannaggio di pochissimi ricercatori, tra psicologi, psicoterapeuti, ipnoterapeuti.

In Italia si contano sulle dita di una mano. Così tra ufologi, alienologi e gli esperti deputati scientificamente allo studio ancora non c'è quell'interazione che potrebbe far portare il livello della ricerca un po' più in alto. Ma i contattati invece sono migliaia! Sicuramente, in Italia sono migliaia. Anzi, con il professore Corrado Malanga, molti anni fa, riuscimmo più o meno ad individuare con un sondaggio la percentuale degli addotti: è circa il 5 per cento della popolazione italiana. Quindi, fai il conto..."

 

L'intervista integrale a Maurizio Baiata sarà pubblicata nel prossimo numero della newsletter diExtremamente, in data ancora da definirsi.

Panorama.it /Extremamente

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Commenti: 20
  • #1

    Scettico (venerdì, 07 settembre 2012 10:29)

    Qual'è la probabilità statistica di subire un rapimento alieno? Qual'è la probabilità statistica che questo rapimento avvenga su un ufologo dopo anni di onorata carriera? qual'è la stessa probabilità che avvenga tra tutte le razze dell'universo con i grigi cioè con alieni inventati dalla cinematografia post seconda guerra mondiale?
    Qual'è la probabilità che questi stessi grigi comunichino telepaticamente? Siamo vicini allo 0 assoluto.
    Baiata io non ti credo.

  • #2

    IBelive (venerdì, 07 settembre 2012 10:38)

    Da che mondo è mondo chi racconta cose non scontate non viene creduto la gente ora è pragmatica materialista e non sa più fidarsi dei racconti degli altri. Chi avrebbe osato mettere in dubbio le cose dette dalle nonne quale secolo fa? Maurizio ed altri hanno raccontato la loro storia senza pretese, chi non ci crede è libero di farlo per tutti gli altri è una storia coraggiosa!

  • #3

    Yale (venerdì, 07 settembre 2012 11:07)

    Anzi, con il professore Corrado Malanga, molti anni fa, riuscimmo più o meno ad individuare con un sondaggio la percentuale degli addotti: è circa il 5 per cento della popolazione italiana. Quindi, fai il conto..."
    ---------

    Quindi prendendo per buona questa casistica parliamo di 5 MILIONI DI RAPITI. Non ho altro da aggiungere vostro onore, mi rimette alla corte e chiedo per il mio cliente la non punibilità per infermità mentale.

  • #4

    uno di loro (venerdì, 07 settembre 2012 11:11)

    Sono cose più grandi di noi solo chi ha vissuto quello che racconta Maurizio può capire...nessuno ti crede, i parenti ti deridono e i dottori se chiedi una tac o una risonanza e ti chiedono perchè non puoi certo raccontare la tua storia... sei solo a lottare contro il pregiudizio e fa male..

  • #5

    Cinese (venerdì, 07 settembre 2012 11:23)

    Scettico hai mai creduto a qualcosa scusa?
    Mi meraviglierei se tu ti chiamassi "credente", ma visto il tuo nome il tuo post è abbastanza scontato...

  • #6

    Nando Doni (venerdì, 07 settembre 2012 11:48)

    Mi sembrano cifre esagerate pur essendo possibilista. Mi sembra cmq sensato affidarsi a professionisti che lavorino su ipnosi regressiva, strumenti diagnostici adatti e che escludano ogni altro disturbo prima di prendere in considerazione l'abduction. Bisogna escludere sogni lucidi, disturbi nella fase rem, e mille altre patologie che possono dare sensazioni particolari in perfetta buona fede del soggetto. Una riflessione va fatta sulla relativa somiglianza dei discorsi dei rapiti, la prova che i racconti sono veri perchè simili o la prova che tutti si influenzano reciprocamente?

  • #7

    FABIOSKY63 (venerdì, 07 settembre 2012 13:30)


    ..."conti"...

    in base ai suoi Yale, di pre-supposta provenienza universitaria, in Italia dovrebbero vivere circa 100 milioni di persone...NON ancora, mi sembra...

    http://it.wikipedia.org/wiki/Demografia_d'Italia

    va da se che anche 3 milioni di persone ADDOTTE, per una sola nazione poi, sono un pò tantine VERO?..mmmh...

    SE PERO' si considera che i questionari di rilevamento dei dati statistici tengono -SOLO- conto delle MOLTE variabili di ricerca e rilievo prese in considerazione, perché di fatto EMERSE dal lungo studio del Dottor Malanga ma, DI FATTO, NON le UNICHE e NON di tutte (TANTE) quelle rilevabili in una casistica che va al di là di quella "ufologica", che rientra invece in quella dei fatti -REALI?- della vita di chiunque, di tutti i giorni, PER LA GRAN PARTE DISSIMULATI in ricordi COSCIENTI e NORMALI...allora il discorso cambia...

    CAMBIA perché quella rilevata dal bravo Corrado e di cui dice Maurizio sarebbe quindi -SOLO- "la punta dell'isberg" del fenomeno "sommerso" dei rapimenti e...allora?..

    allora, e questo -INTELLIGENTEMENTE- il buon e prudente professore NON l'ha mai detto, quei dati "prudenziali" basati -SOLO- sull'accertato (e NON sull'accertabile), sarebbero completamente da rivedere a favore di una percentuale (MOLTO ALTA) che, negli ultimi 50 anni almeno, coinvolgerebbe gran parte della popolazione...e NON solo italiana, ovviamente...

    Maurizio è UNA delle persone più preparate e sensibili del settore della ricerca "ufo-logica" e del paranormale, si può NON credergli CERTO! ma pensare che MENTA o sia PAZZO bèh! è da sprovveduti oltre che da ignoranti e dico nel SENSO CHE IGNORANO (volutamente o no) ciò che ci circonda...

    chi ha visto per la maggior parte delle notti della propria vita, sin da quando era MOLTO piccino e fino oltre i 40 anni, gli SQUALI GRIGI con gli OCCHI NERI a mandorla girare attorno al proprio letto, NON ha proprio voglia di parlare eh!eh! con chi IGNORA, VOLENTE O NOLENTE non fa la differenza...e figuriamoci poi se sono "esperti"...

    GRAZIE MAURIZIO!.:)

  • #8

    Cinese (venerdì, 07 settembre 2012 13:39)

    Malanga prima usava il TAV, un test scritto in cui l'addotto (o presunto tale) tendeva a dare risposte razionali ed inconsce in cui non c'erano delle risposte "fisse" ma valutandole nel loro insieme ci si poteva fare un'idea. A questo seguiva una conversazione in cui con la tecnica delle ancore ci si toglieva ogni dubbio. In ipnosi profonda in seguito si è capito che questo test funzionava perchè non c'erano falsi positivi, anzi, falsi negativi ne capitavano e solo in seguito ad ulteriori accertamenti (dovuti magari dall'insistenza del soggetto o da un dubbio) confermavano in realtà la presenza del problema nel soggetto in questione.

  • #9

    Cinese (venerdì, 07 settembre 2012 15:41)

    Scusate il post "laggato" ma ho dovuto aspettare la sua approvazione. In realtà fabiosky ha già detto tutto.

  • #10

    malles (venerdì, 07 settembre 2012 20:48)

    Siamo soli nell'universo?....
    Attendiamo la risposta dai rapiti?
    Lo sconosciuto dramma degli addotti.

    " Perchè tutto questo sta succedendo proprio a me? Qual'è il fine del mio rapimento?"
    Resta comunque qualcosa di strano,tremendamente strano che non può attribuirsi solo alla psiche che si proietta fuori dalla realtà che ci circonda o fuori dalla nostra dimensione.
    Ricordiamoci che ogni essere che ha sensazioni e riferimenti inusuali,viene eticchettato e bollato come "diverso" in questo mondo,almeno più di quanto possono esserlo gli altri,pure in genere afflitti da solitudini di vario genere(fisica,psichica,intellettuale,spirituale...)
    Vi sono almeno 2 modi di essere "diversi" in questo caso:uno è dato da malattie mentali come la schizofrenia,l'altro dal possedere quella carica (calamita?)di segno sconosciuto,ma che non neccessariamente deve sconfinare nel patologico,solo perche non lo conosciamo.
    Queste entità rapitrici,vengono forse in parte attirate da queste potenzialità individuali dei rapiti? Può essere.

    Meglio sarebbe frenare i giudizi negativi,soprattutto per eventi in verità
    sconosciuti,perchè (anche in regressione)il soggetto ha intimamente e soggettivamente vissuto quel tipo di esperienza,qualunque essa sia

  • #11

    Cristiano (sabato, 08 settembre 2012 16:44)

    Perchè continuare a parlare di Malanga?
    Chi si informa un minimo avrà oramai capito che siamo di fronte ad un individo che, facendo un collage di teorie altrui (riadattate ad hoc) e tecniche di ipnosi applicate in maniera errata (anche farcite di pnl), ha dato vita ad un movimento che ben si distacca dall'ufologia prendendo le chiare sembianze di una setta.
    Un po' come se fosse "la scientology de noantri" :-)

  • #12

    Lorenzo (sabato, 08 settembre 2012 18:31)

    @Malles
    "Ricordiamoci che ogni essere che ha sensazioni e riferimenti inusuali,viene eticchettato e bollato come "diverso" in questo mondo,almeno più di quanto possono esserlo gli altri,pure in genere afflitti da solitudini di vario genere(fisica,psichica,intellettuale,spirituale...)"
    ----------
    Malles...tempo addietro prima che la scienza muovesse i primi passi, quelle persone sarebbero state considerate esseri supremi perchè capaci di raccontare storie di dei, di vedere ed essere in contatto con esseri soprannaturali: Degli sciamani, insomma.
    Ad oggi, sei ancora dell'idea di considerarli tali ?

    "Queste entità rapitrici,vengono forse in parte attirate da queste potenzialità individuali dei rapiti? Può essere."
    ----------
    Può essere anche il contrario, ossia queste entità vengono prodotte dalla mente dei rapiti perchè quelle "potenzialità" li rende passibili di visioni molto realistiche, ma pur sempre visioni.
    Un addotto dovrebbe essere monitorato attraverso telecamere nascoste, a sua totale insaputa, per almeno un mese...sono convinto che ne verrebbero fuori fenomeni di sonnambulismo e normali risvegli da incubo notturno.

  • #13

    Cinese (domenica, 09 settembre 2012 01:16)

    @ cristiano
    Puoi pensarla in qualunque modo ma non puoi vederla come una setta. Malanga ed i suoi operatori han sempre combattuto per una indipendenza post-liberazione.
    Gli addotto tendevano a dipendere/immedesimarsi negli operatori. Loro ti svezzavano nel modo più veloce e meno traumatico possibile.

    @lorenzo

    Immaginario o reale che fosse dagli addotti questo fenomeno è vissuto come traumatico.
    Credo che malles volesse dire questo.

  • #14

    Malles (domenica, 09 settembre 2012 14:35)

    @ Lorenzo
    In nessun caso è mai stato riscontrato (negli addotti)alterazioni di coscienza e psichica (a volte autolesionistica)di tipo sciamanico.
    infatti TUTTi rilasciano detto che:"credevo di diventare pazzo".Questo comporta una coscienza "presente"che si chiede cosa gli stà succedendo.
    Le sensazioni avute invece sono nebulose di cose incognite,almeno nei primi periodi,poi lentamente il soggetto si rilassa ed elimina inconsciamente(per stare meglio,ovvio)i pensieri e le ansie che lo avevano preso.

    Il fatto che provi molta difficoltà nel descrivere le "esperienze",è un attestato che porta a pensare che l'addotto è sì presente a se stesso,ma prova difficoltà nel descrivere,analizzare e spiegare ciò che gli stà accadendo,fors'anche per l'uso di tecnologie extra che lo inducono a questo?

    Come accennavo in precedenza,non credo (a mio modo di vedere)che si tratti di fenomeni patologici,SE MAI si tratterebbe di un ampliamento delle insite capacità di percezione,trascendendo forse i limiti di spazio e di tempo,VEDI I MOLTI CASI in cui per l'addotto il tempo trascorso e da lui percepito è di solo poche ore,mentre in realtà per noi si trattava anche di qualche giorno

  • #15

    Lorenzo (domenica, 09 settembre 2012 19:12)

    Gli sciamani sono tali perchè, tra la gente che li venera, solo loro sono in grado di comunicare con gli spiriti, ossia solo loro hanno le capacità per farlo: Taluni ricorrono ad alterazioni della psiche indotte da misture di componenti che interagiscono con la chimica del cervello, altri giungono in uno stato di alterazione dei sensi autoindotta dalla meditazione fino ad un livello tale da confondere la realtà con l'immaginazione e vedono cio che gli astanti non percepiscono perchè in stato vigile, non alterato.
    Un fattore importante è l' autocontrollo che si possiede sul prodotto dell'immaginario e cio costituisce un elemento discriminatorio perchè caratteristica riscontrabile in molti casi, ma non i tutti:

    "infatti TUTTi rilasciano detto che:"credevo di diventare pazzo".Questo comporta una coscienza "presente"che si chiede cosa gli stà succedendo.
    ---------
    Baiata, infatti, è in grado di controllare le sue visioni quando asserisce: "Questa comunicazione telepatica però durò pochissimo e io fui convinto di averli mandati via: con la forza del pensiero o con il vuoto delle arti marziali, visto che ne sono stato un praticante per molti anni."
    Egli è in grado di mandare via gli alieni, quando questi si presentano, ma se gli alieni non fossero prodotto della sua mente ne sarebbe in grado comunque ?

    "Il fatto che provi molta difficoltà nel descrivere le "esperienze",è un attestato che porta a pensare che l'addotto è sì presente a se stesso,ma prova difficoltà nel descrivere,analizzare e spiegare ciò che gli stà accadendo,fors'anche per l'uso di tecnologie extra che lo inducono a questo?"
    ---------
    La domanda che bisogna porsi è se sia più facile avere il controllo su cio che si autoproduce o su cio che è manifestazione della volontà altrui a nostro danno e sulla quale non abbiamo potere.
    Se l'alieno ci preleva dalla nostra camera e ci porta all'interno dell'astronave per seviziarci è perchè non siamo stati in grado di impedirglielo, quindi non abbiamo potere alcuno su di lui, ma:
    1 - L'alieno deve presentarsi in camera da letto
    2 - L'alieno deve terrorizzarci tanto da impedirci di muoverci
    3 - L'alieno deve prelevarci contro la nostra volontà e seviziarci a suo piacimento.
    I punti 2 e 3 hanno una sequenza logica solo se va a buon fine il primo punto ed è su questo che è possibile intervenire grazie all'autocontrollo, come Baiata ha fatto intendere.
    L'autoconvincimento nelle proprie capacità di assumere il controllo sull'alieno è fondamentale nell'evolversi dell'esperienza perchè la può troncare sul nascere o consentirne uno svolgimento secondo canoni ormai ampiamente stereotipati. L'aumentare la stima in se stessi e credere nelle proprie capacità è una tecnica ampiamente utilizzata per infondere fiducia nell'addotto che è ancora succube delle sue paure più profonde, dove l'alieno e le sue sevizie possono essere un tentativo mal riuscito di vincerle.

    "Come accennavo in precedenza,non credo (a mio modo di vedere)che si tratti di fenomeni patologici,SE MAI si tratterebbe di un ampliamento delle insite capacità di percezione,trascendendo forse i limiti di spazio e di tempo,VEDI I MOLTI CASI in cui per l'addotto il tempo trascorso e da lui percepito è di solo poche ore,mentre in realtà per noi si trattava anche di qualche giorno"
    -------
    Il tempo lo scandisce l'orologio e nemmeno noi ne abbiamo percezione da svegli, a patto di leggere l'ora; Se ti rinchiudessi in una stanza insonorizzata al buio, non avresti alcuna percezione del tempo che passa; Quando il cervello si estranea dalle percezioni sensoriali, elabora a manetta ed il tempo per lui non ha senso alcuno...solo per noi che siamo svegli e vigili ne ha.

  • #16

    maurizio baiata (lunedì, 10 settembre 2012 11:15)

    Grzie per tutti i commenti. In ogni intervista che ho rilasciato successivamente al mio ritorno dagli USA nel Marzo 2011, ho cercato di spiegare che la visione dei fatti che avevo vissuto nel 1999 era stata completata grazie all'ipnosi regressiva alla quale mi sono sottoposto a Phoenix, condotta dalla compianat d.ssa Ruth Hover. Tale visione diverge sostanzialmente dalla mia credula convinzione di "aver scacciato gli alieni" con chissa' quale forza. Nella seconda edizione del mio libro questo e' esposto quanto piu' chiaramente possibile. Si impiegano molti anni a capire. Grazie, Maurizio

  • #17

    Malles (lunedì, 10 settembre 2012 15:29)

    Potrei ribattere punto su punto,naturalmente non per sterile ripicca,ma per oggettiva disparità d'intendimento e probabilmente non si finirebbe più.

    Il tuo finale è un'emerita sciocchezza,permettimi,nessuna attinenza al caso e tantomeno da quanto da me detto.

    Abbiamo visioni completamente diverse,il che è pure giusto per quanto concerne la grande visione che dice che ognuno di noi è un'entità particolaren e a se stante.

    Il tempo non ci è concesso di scandirlo noi nè tantomeno un marchingegno inventato da noi che chiamiamo orologio,questo è un mezzo che ormai è indispensabile per la nostra capacità d'intendere lo scorrere del tempo,quel tempo fatto a misura (le 24 ore)per la nostra vita quotidiana,non nella realtà cosmica,leggiti Eistein e company.

    Ragionando così siamo proprio a terra terra,non mi ripeto,vai a leggerti (poi si può benissimo non credere ci mancherebbe)i vari casi degli addotti,in questo momento mi viene in mente in particolare modo Travis Walton,o hicksonn o Parker,ma ce ne sono tanti

  • #18

    Malles (lunedì, 10 settembre 2012 22:17)

    @Dott. Baiata
    Mi farebbe piacere conoscere la sua opinione sulla prematura scomparsa del noto prof.Mack.
    A quanto è dato a sapere è stato casualmente investito da un'auto nell'attraversare una via durante il periodo che era ospite in una città europea per un simposio.
    Mi pare di aver capito che lei la ritiene una morte non accidentale,per quale motivo che non sia la solita illazione?

  • #19

    maurizio baiata (martedì, 11 settembre 2012 11:49)

    Nd ho scritto poco tempo fa: John Mack è morto a 74 anni, non per cause naturali. È stato travolto da un’auto guidata da un ubriaco, il 28 Settembre 2004, a Londra, Inghilterra, dove si trovava su invito della T.E. Lawrence Society di Oxford, per tenere una conferenza su Lawrence d’Arabia. In questo campo era una stella. Nel 1977 aveva ricevuto un Premio Pulitzer per la sua biografia sul Colonnello Lawrence. Dopo la sua relazione pomeridiana Mack aveva accettato di intervenire nuovamente in serata.
    Al termine della conferenza e dopo una cena con gli amici, Mack percorreva a piedi la Totteridge Road diretto all’abitazione presso la quale soggiornava. Fu un attimo. Mack fu investito sulle strisce pedonali da una Peugeot 306 guidata da uomo in stato di ebbrezza, stando a quanto dichiarato dalla Polizia della capitale britannica. Qualcuno allora disse, forse per esorcizzare il sospetto di un’eliminazione voluta da qualcuno, che Mack ricordava lo stereotipo del “professore fra le nuvole” e, non cosciente che in Inghilterra si guida a sinistra, ha guardato nel senso di marcia sbagliato.
    Sta di fatto che con il suo lavoro era andato ben oltre. Il suo libro “Passport to the Cosmos – Human Transformation and Alien Encounters” (White Crow Books/John Mack, 1999, inedito in Italia) aveva concluso: “Il fenomeno Abduction è soprattutto un’opportunità o un dono, una sorta di catalizzatore per l’evoluzione della coscienza nella direzione dell’emergente senso di responsabilità per noi stessi e per il futuro del pianeta”.
    Inoltre, prima di morire stava scrivendo un libro di denuncia sui mali della guerra, sulle sorti di milioni di persone coinvolte in conflitti voluti da poteri forti e occulti, sul disastro ambientale e sul futuro del nostro pianeta. Ma questo il destino non glielo ha consentito.
    Aggiungo che il conducente dell'auto che ha investito Mack e' stato immediatamente scagionato. La famiglia di Mack non aveva sporto denuncia. Grazie, Maurizio

  • #20

    Lorenzo (mercoledì, 12 settembre 2012 23:17)

    @Malles
    "Il tempo non ci è concesso di scandirlo noi nè tantomeno un marchingegno inventato da noi che chiamiamo orologio,questo è un mezzo che ormai è indispensabile per la nostra capacità d'intendere lo scorrere del tempo,quel tempo fatto a misura (le 24 ore)per la nostra vita quotidiana"
    --------
    E' proprio il secondo l'unità di misura del tempo.
    Lo era già nel vecchio sistema mKs, lo è con il SI.
    Chiaramente esistono multipli e sottomultipli del secondo, come esistono multipli e sottomultipli dello spazio misurato in metri.
    Se la percezione che hai tu di percorrere 100m è di essere più lento di Bolt è perchè a parità di distanza tu la percorri meno velocemente di lui: Pertanto, è del tempo che hai bisogno per metterlo in relazione con lo spazio e ricavare pertanto la velocità. Ecco che dall'osservazione delle cose si identificano i parametri fisici da mettere in relazione fra loro e ricavare la formula o le formule per spiegare fisicamente il fenomeno.
    Del tempo ce n'è bisogno, altrochè.
    E' una sciocchezza affermare che una persona uscita dal coma non ha la percezione del tempo in cui è rimasta in quello stato ?
    E' una sciocchezza affermare che il tempo necessita di percezione e che questa può essere alterata ?
    E' una sciocchezza affermare che l'addotto può trovarsi in uno stato di percezione alterata in un lasso di tempo breve rispetto al paziente in stato di coma prolungato ?
    E' una sciocchezza affermare che l'addotto può uscire da quello stato volontariamente e senza complicazioni biologiche che gli renderebbero impossibile riuscirci ?