Il mistero della nascita della vita da materia inanimata

Uno degli enigmi che arrovellano l’uomo fin dall’emergere della nostra specie riguarda la nascita della vita, e per estensione della mente, dalla materia inanimata. La lista delle risposte è lunga e si perde nella notte dei tempi, tra argomentazioni religiose, filosofiche e scientifiche. Su «Le Scienze» di settembre sarà allegato il libro "Natura incompleta", in cui l’autore, Terrence W. Deacon,  professore di antropologia biologica e neuroscienze all’Università della California a Berkeley,  propone una visione radicalmente nuova, con un approccio che parte dalla teoria dei sistemi dinamici, passando per la teoria del caos per poi arrivare alla teoria dell’informazione e ai processi neurali. Ecco come il settimanale spiega come affrontare con una prospettiva nuova uno dei grandi misteri irrisolti.

Alla base di tutto ci sono i processi chimico-fisici che governano la cellula, il modello più semplice di sistema dinamico considerato da Deacon, grazie a cui si osservano sistemi più complessi come gli organismi viventi. Il metabolismo permette alle cellule di contrastare con successo, almeno fino a un certo punto, il destino ineluttabile previsto dalla seconda legge della termodinamica: la vittoria del caos, quantificabile con l’entropia, sull’ordine.

Queste isole di stabilità biologica mostrano auto-organizzazione, auto-riproduzione e capacità teleologica, ovvero «finalizzata o diretta a un fine», che però non va confusa con una finalizzazione metafisica. In effetti, lungo la via che porta dalla materia inanimata alla coscienza, Deacon vuole anche eliminare il ricorso a: salti senza spiegazione nel percorso evolutivo; homunculi, definiti come spiegazioni che prevedono l’introduzione di qualche forma di intelligenza che dirige uno sviluppo; concetto di preformismo, ovvero l’assunto secondo cui certi fenomeni siano preformati in fenomeni antecedenti, per esempio che l’informazione sia preformata nel DNA prima ancora della sintesi della molecola della vita. 

A loro volta, queste isole di stabilità biologica emergono da qualcosa di ancora più primitivo, che Deacon chiama «autogeno», cioè da un processo che comporti processi che si rinforzino reciprocamente e abbiano di conseguenza il potenziale di ricostituirsi e riprodursi, come, per esempio, le molecole autocatalitiche da cui potrebbero essere nati RNA e DNA.

Tuttavia, il lato più originale e interessante di questa ricerca di una teoria del tutto in grado di spiegare la nostra esistenza senza le trappole citate riguarda un’assenza. Facciamo un esempio: la lettura di un libro può cambiare le idee di una persona. Ma in questa dinamica non c’è nulla di fisico, nel senso che l’informazione del libro non passa fisicamente nel cervello del lettore, dove è elaborata per diventare contenuto mentale. Non c’è traccia dei processi chimico-fisici da cui siamo partiti. Paradossalmente, secondo Deacon, questa mancanza, o se volete assenza, o ancora incompletezza (come richiama il titolo), di questi processi semiotici e teleologici è la fonte della loro peculiare influenza sul mondo fisico. Un po’ come lo zero nel mondo dei numeri.

Nel ripercorrere l’emergere della mente a partire dalla termodinamica e dall’autorganizzazione dei sistemi, Deacon dimostra che tutto quello che non ha immediatezza fisica, come le dinamiche mentali, può essere potente proprio come quei processi fisici che generano queste dinamiche. Proprio come la materia di cui sono fatti i sogni.

LeScienze.it

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Commenti: 14
  • #1

    Malles (domenica, 02 settembre 2012 13:30)

    Terrence W. Deacon,
    oltre a sapere (capire)qualcosa di se stesso,
    secondo voi,
    riesce a fare sapere (capire)anche agli altri quello che vuole dire?

  • #2

    lupenna (domenica, 02 settembre 2012 19:33)

    Se si parla di assenza, anche anche se analoga a quella dello zero nel mondo dei numeri, si va a finire diretti in quella metafisica che vogliamo evitare. Deacon vuol dire che un libro dopo la sua lettura cambia il nostro "mondo" - ma come il libro qualsiasi fatto fisico esterno con cui veniamo in contatto lo cambia, anche se ad un livello diverso, qualsiasi evento lo cambia perché si aggiunge a qualcosa in cui mancava - è concetto significante che il libro non può essere "ingoiato" fisicamente dal cervello: è questa "l'assenza" del libro fisicamente esterno a noi. In questo senso si viene a verificare una dualità che la nostra scienza implicitamente riconosce con la sua storia: soggetto, oggetto. Infatti la proposizione "io sono il libro" implicherebbe l'identità fra me e "l'oggetto"; per cui io non avrei bisogno di conoscerlo. La conoscenza non sarebbe necessaria. Il ricorso, poi, al sogno è divertente. Sembra quasi che Dio più si cerca di eliminarlo più invade i nostri campi d'indagine. Dio inteso come mistero non risolvibile.

  • #3

    sconfortato (domenica, 02 settembre 2012 20:11)

    A Watson e Cinese e a Tutti ciao.
    Il bello di questo sito e' lo scambio di opinioni e quindi ricollegandomi a mercoledi' u.s. a proposito della velocita' della luce riconosco la mia ignoranza ma mi piacerebbe sapere perche' la sua insuperabilita' e' un dato di fatto.
    Pura curiosita' ma credo che, amico Watson, i limiti della scienza siano ancora ben lontani.
    Cinese... in tutt'altre faccende affaccendato Ti riferisci a quel vostra signoria che mi sta in cagnesco per quei pochi scherzucci da dozzina....
    (Giusti)?
    Vi stimo tutti Amici anche se, come sempre e sempre piu' sono...
    Sconfortato.

  • #4

    Cinese (lunedì, 03 settembre 2012 13:44)

    Si parla di teoria pura, la velocità della luce non è teroicamente superabile per diversi motivi.
    Ad aumentare della velocità aumenta la massa, per viaggiare alla velocità della luce significa avere massa infinita.
    Per un oggetto a massa non zero bisognerebbe avere una spinta finita in un infinito intervallo di tempo, viceversa un' accellerazione infinita per un breve periodo di tempo ed in entrambi i casi servirebbe energia infinita, oltrepassarla significherebbe avere energia più che infinita.

    No non c'erano riferimenti a Sant'Ambrogio voluti, volevo solo prendere un po' in giro John.

  • #5

    Cinese (lunedì, 03 settembre 2012 13:56)

    @Malles

    Credo sia un altro libro scritto da qualcuno che non ci ha capito una mazza, dove vengono poste tutte e solo le domande che l'uomo si pone da millenni, lasciando alla fine irrisolti tutti gli interrogativi.
    Far soldi dal nulla e sul nulla.

    (sto giudicando a caso eh)

  • #6

    Onavlis (lunedì, 03 settembre 2012 14:10)

    2 oggetti componenti della stella radioemittente Quasar 3c-279 si allontanano entrambi da noi ad una velocità 10 volte superiore a quella della luce.Ciò smentisce la teoria di Einstein e le teorie conseguenziali.

  • #7

    Cinese (lunedì, 03 settembre 2012 14:29)

    Non son mica l'unica cosa che smentisce le teorie di Einstein, solo che sono di comodo, tutto qua...

  • #8

    Onavlis (lunedì, 03 settembre 2012 14:43)

    No!non sono l'unica cosa.Si è già dimostrato che anche il nucleo atomico è un vortice fluido che trascina le sue particelle costituenti a rivoluire intorno al suo centro ad una velocità 1,41 volte superiore a quella della luce.L'energia cinetica di tali particelle risulta eguale al prodotto della loro massa per il quadrato della velocità della luce.Partendo dalla formula della forza di Liebniz sin dal 1700,senza bisogno di ricorrere alla relativitò di Einstein che è in contrasto con quella di Galileo.

  • #9

    Lorenzo (lunedì, 03 settembre 2012 15:09)

    @Sconfortato #3
    Qui si spiega sia perchè nessun corpo dotato di massa può viaggiare alla velocità della luce e sia perchè qualunque corpo dotato di massa necessita di energia infinita per viaggiare alla velocità della luce.
    http://www.borborigmi.org/2008/10/28/massa-velocita-energia-la-formula-piu-famosa-del-mondo-e-il-teorema-di-pitagora

    Il problema è sempre la massa, qualunque essa sia.
    Ci vuole energia infinita per spingere un qualunque corpo dotato di massa alla velocità della luce. Dove la ricaviamo energia infinita ?

  • #10

    Lorenzo (lunedì, 03 settembre 2012 15:10)

    ...chiaramente, per imprimere uno spostamento di un corpo che per inerzia tende a rimanere fermo, è necessario imprimere un momento, ossia forza per braccio.

  • #11

    Lorenzo (lunedì, 03 settembre 2012 15:12)

    edit: per imprimere uno spostamento <<ad>> un corpo
    Pardon.

  • #12

    FABIOSKY63 (lunedì, 03 settembre 2012 20:59)


    ...sdottorandi...

    @Lorenzo...#9
    Il problema è sempre la massa, qualunque essa sia.
    Ci vuole energia infinita per spingere un qualunque corpo dotato di massa alla velocità della luce. Dove la ricaviamo energia infinita ?

    ...da un mini buco nero stabilizzato...

    poi, come ho già detto, NON si accelera la "massa", qualsiasi essa sia...
    o avremo comunque il problema opposto...decelerazione..:)

  • #13

    Vittorio E (lunedì, 08 ottobre 2012 13:42)

    ho perso l'occasione di comprare Natura Incompleta con Le Scienze - qualcuno ha l'ebook ?
    grazie
    vmalvezzi (chioc) gmail.com

  • #14

    antonio (giovedì, 18 ottobre 2012 21:34)

    Anche io vorrei l'ebook o addirittura il libro di Natura Incompleta
    che mi sono perso con Le scienze di Settembre.
    A chi mi darà una mano invierò un testo del Prof.Antonio Mercurio
    "Ipotesi su Ulisse"
    il mio indirizzo mail è: antonioscarcella1955@libero.it
    Grazie molte