Le piramidi si scoprono dal cielo con Google Earth

Le piramidi sono una delle maggiori attrattive della storia dell'uomo. Catalizzatore delle passioni di centinaia di archeologi di tutte le epoche e buco nero della scienza esatta, sono uno di quei monumenti che ha fornito l'ambientazione ideale per mille storie, sogni e incubi dell'uomo moderno. A cosa servivano? Con quale tecnologia venivano costruite? In base a cosa veniva scelto il luogo esatto? Che influenza aveva la volta celeste? A tutte queste domande non è mai stata data una risposta univoca ma, mentre le zone d'ombra restano ancora tante, la tecnologia va avanti e ora è proprio dal cielo che arriva un aiuto importante. Dopo aver battuto palmo a palmo l'Egitto dall'alto grazie a Google Earth, Angela Micol da Maiden in North Carolina ha individuato quelli che sembrano i resti di almeno due piramidi finora ignote.

I primi profili «sospetti» - riconoscibili solo dall'alto - si trovano a venti chilometri dalla città di Abu Sidhum vicino al Nilo nel governatorato di Minya. Si tratta di una formazione a base quadrangolare con la cima tronca larga alla base circa 188 metri. Vicino si scorgono quattro montagnole regolari tra i sessanta e i trenta metri. La seconda area interessante è a 150 chilometri più a nord nell'oasi di Faiyum, 3 chilometri dall'antica città di Dimai. Qui appaiono quattro rilievi a forma piramidale di circa quaranta metri di larghezza, disposti con una sequenza inclinata simile a quelle delle celebri piramidi di Giza. Mancano ancora le conferme ufficiali ma non è la prima volta che le immagini satellitari - anche se con una risoluzione più alta di quella fornita da Google Earth - consentono grandi scoperte archeologiche: a maggio dello scorso anno un team dell'università dell'Alabama individuò con questa tecnica ben diciassette piramidi fino ad allora sconosciute.

La presunte "piramidi"
La presunte "piramidi"

La scoperta ha avuto ben presto una vastissima eco e ha scosso il mondo dell'archeologia: alcuni studiosi americani, utilizzando immagini satellitari, hanno scoperto le piramidi sepolte in Egitto, così come un migliaio di tombe e almeno 3000 edifici risalenti al tempo dei faraoni. Alcune delle immagini riprese a raggi infrarossi, prese da un'altezza di 692 km sopra la Terra, mostrano la struttura viaria di un'antica città.

 

Almeno due delle piramidi scoperte sono state finora confermate dagli archeologi che hanno scavato sui siti indicati dal satellite e la tecnica è stata salutata come una grande innovazione per il futuro dell'archeologia moderna. La scoperta dà inoltre speranza per l'industria del turismo che sta lottando in Egitto per non soccombere: dalle famose piramidi di Giza alle località del Mar Rosso, il numero di turisti si è drasticamente ridotto quest'anno e fatica a riprendersi in seguito alla cacciata del presidente Hosni Mubarak. Mentre in tutto l'Egitto, la situazione politica generale è ancora largamente in evoluzione, i reperti e le nuove piramidi potrebbero aiutare la ripresa del flusso turistico.

 

La straordinaria scoperta, documentata in un film della BBC ha dimostrato come sia facile sottovalutare sia le dimensioni che la scala degli antichi insediamenti umani. Ne ha parlato la dottoressa Sarah Parcak dell'Università dell'Alabama, che ha anche usato la stessa tecnica per identificare le tombe che erano state danneggiate dai saccheggiatori durante il caos della recente rivoluzione in Egitto. La nuova tecnica permette di evidenziare le più solide strutture in mattoni crudi utilizzate dagli antichi costruttori egizi, isolandole dal terreno sabbioso in cui spesso gli edifici sono rimasti sepolti. I sensori installati a bordo dei satelliti sono così accurati che possono registrare la posizione di oggetti che hanno meno di un metro di diametro. Le prime conferme sul campo sono state effettuate per alcuni siti che si trovavano in una posizione superficiale, come nella zona di Saqqara, ma ci sono molte migliaia di altri siti che il Nilo ha coperto di limo. Questo è quindi solo l'inizio di questo tipo di lavoro, la punta dell'iceberg archeologico che è ancora nascosto tra le sabbie d'Egitto.

 

Nonostante lo scetticismo iniziale, le autorità egiziane avevano deciso per uno scavo di prova presso l'antico sito di Saqqara, appena fuori dal Cairo, che è già noto per le sue piramidi a gradoni, che precedono le grandi piramidi di Giza, al confine con la capitale. Qui vi hanno effettivamente trovato due piramidi sepolte e il ministero delle antichità egizie spera ora di utilizzare questa tecnica sia per condurre ulteriori esplorazioni che per proteggere meglio i siti esistenti. Le immagini da satellite hanno anche rivelato la vera portata delle aree sepolte di Tanis, un tempo capitale dell'antico Egitto, che mostra un grande complesso di vie sepolte. Ironia della sorte la stessa città, che si trova nel Delta del Nilo, era stata utilizzata nel film di Indiana Jones, «I predatori dell'arca perduta», ed era il sito che veniva scavato dai nazisti nella loro ricerca per l'Arca dell'Alleanza. Ora le immagini satellitari individuano nel dettaglio le straordinarie case e le strade della città perduta di Indiana Jones e ci fanno pregustare le scoperte e le novità che da qui in avanti porteranno ad una nuova era di scoperte in Egitto.

Il Tempo.it

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Commenti: 2
  • #1

    Boh (giovedì, 16 agosto 2012 18:54)

    Cydonia?

  • #2

    FABIOSKY63 (venerdì, 17 agosto 2012 00:52)


    ...Mah!..Cydonia...

    d'estate la preferisco, rinfresca eh!eh!..la frutta...