Curiosity, conto alla rovescia: il 5 Agosto lo sbarco su Marte

Segnatevi la data: 5 agosto 2012. Perchè sarà il momento in cui il Mars Science Laboratory, meglio noto come Curiosity, ultimo della dinastia dei fortunati rover, atterrerà su Marte, raggiungendo il Gale Crater, largo 20 km e lunga 7: a quel punto l'ascesa al Monte Sharp che durerà circa due anni, tra esperimenti e prove da superare. Quello che interessa di più è la composizione del suolo, come afferma Don Hassler, responsabile principale delle ricerche con il RAD del Southwest Research Institute. Se la spedizione sarà un successo, ci aspettano stupende immagini e quesiti finalmente da sciogliere anche sulla vita marziana.

Curiosity non sarà solo ma monitorato dalla MRO - Mars Reconoissance Orbiter e da Odissey, entrambe stanno effettuando le operazioni di riposizionamento in orbita, per presentarsi nella migliore posizione quando arriverà il laboratorio mobile della NASA. Infine ci sarà spazio anche per l'aiuto della Mars Express dell’ESA, in orbita attorno a Marte dal 2003, quale stazione di ascolto e ponte radio.

Un atterraggio del tutto nuovo

 

Le modalità di atterraggio di Curiosity su Marte sono ancora oggi un'incognita. La navicella che lo trasporta, dopo essere penetrata a velocità ipersonica nell’atmosfera del Pianeta Rosso protetta dal più grande scudo termicomai utilizzato per una capsula automatica e rallentata per mezzo di paracadute, rilascerà la sonda robotica, utilizzando lo “skycrane o gru volante” che, sostenuto dalla spinta dei propri motori a razzo, poserà delicatamente Curiosity sul suolo Marziano attraverso un sistema di cavi e carrucole.

 

Curiosity ha un obbiettivo primario, capire se o come marte abbia potuto ospirare la vita in passato, se forme elementari possono svilupparsi tutt'ora, e se esitono le condizioni biologiche per uno sviluppo futuro della vita, magari facendo attechire nel terreno qualche pianta terrestre.

Curiosy non indagherà sul mistero di Nili Fossae.

Purtroppo il nuovo rover non potra raggiungere la zona marziana della Nili Fossae, portata alla ribalta dalle bellissime foto della missione MRO, e rimasta fino all'ultimo nel possibile target di Curiosity poi eliminata per il percorso tropo impervio da sostenere anche per il nuovo goiellino della Nasa.

Un ritratto a falsi colori della Nili Fossae, ritratta da MRO. Credit: NASA/JPL-Caltech/University of Arizona
Un ritratto a falsi colori della Nili Fossae, ritratta da MRO. Credit: NASA/JPL-Caltech/University of Arizona

L'INAF ha spiegato bene come mai le immagini realizzate il 15 Marzo 2012 dalla camera HIRISE della missione Mars Reconnaissance Orbiterdella NASA sono così importanti.

 

Nel momento in cui l’immagine è stata scattata, il Sole illuminava la scena con una inclinazione di 45 gradi sull’orizzonte e la sonda distava circa 280 Km dalla superficie del pianeta. La risoluzione a terra è di circa 50 cm/pixel. Questo vuol dire che nell’immagine, oggetti che misurano poco piu di un metro e mezzo, risultano chiaramente distinguibili. Il Nord è verso l’alto ed è inquadrata una zona della superficie del pianeta chiamata Nili Fossae.

A parte l’impatto estetico dell’immagine, simile a quello che potrebbe avere un quadro astratto, il significato scientifico è evidente. Ogni colore rappresenta un diverso minerale e l’immagine dimostra chiaramente la varietà geologica della zona. E’ identificabile il materiale espulso da un cratere da impatto  e il materiale più antico che questo impatto ha esposto. Tutto questo rende la Nili Fossae una zona molto interessante oltre che fotogenica.

Nili Fossa è una enorme frattura della superficie del pianeta larga circa 25 Km. La sua formazione è stata causata dall’impatto dell’enorme meteorite che ha creato l’Isidis Basin a est, uno dei 4 più grandi crateri da impatto di Marte. L’evento ha causato la deformazione della superficie del pianeta e dato vita a una regione in cui è visibile una grande varietà di minerali argillosi esposti in superficie. Questi depositi sono particolarmente interessanti. La loro struttura chimica contiene acqua e quindi può preservare tracce di materiale organico (cioè contenente carbonio). Nella zona sono anche presenti evidenti tracce del materiale vulcanico che ha in parte riempito la frattura formata dall’impatto.

Scrivi commento

Commenti: 2
  • #1

    Man in Black (lunedì, 16 luglio 2012 14:53)

    Dite e sperate pure tutto ciò che vi pare! Tanto le notizie davvero interessanti verranno "filtrate" e voi non saprete mai nulla! La verità non è roba per voi!

  • #2

    IRONMAN (lunedì, 16 luglio 2012 23:18)

    Addirittura i Man in Black...non ho parole