Gary McKinnon ancora nel limbo tra l'estradizione e la salvezza

La sorte dell'hacker Gary McKinnon, paladino ufo che da dieci anni lotta contro l'estradizione in America, non è ancora stata decisa. Stiamo seguendo il caso dall'inizio, ma nonostante ogni volta sembri destinato a calare il sipario sull'episodio di spionaggio informatico più celebre degli ultimi anni, arrivano nuovi colpi di scena. L'uomo verrà sottoposto ad una perizia psichiatrica prima il ministro degli Interni decida il suo destino. I Giudici dell'Alta Corte, hanno sospeso ogni procedura in attesa di una risposta, dopo la presa di posizione di Theresa May, il Segretario di Stato per gli Affari Interni che ha bloccato la sua decisione, poichè esperti medici del suo reparto non sono stati in grado di svolgere un esame per aiutarla a decidere se Mckinnon sarebbe ad alto rischio di commettere un suicidio in caso di arresto.

McKinnon, che soffre della sindrome di Asperger, è ricercato dalle autorità statunitensi perché avrebbe hackerato dei computer militari a seguito degli attacchi terroristici dell'11 settembre. L'uomo ha ammesso le sue colpe sostienedo però di essere alla ricerca di prove Ufo e di non aver minimamento voluto attentare alla sicurezza degli Stati Uniti. Il caso ha assunto anche una rilevanza di politica estera con gli americani, per le importanti implicazioni in materia di estradizione con la Gran Bretagna. I giudici hanno detto che il caso dovrebbe tornare alla High Court di Londra a fine mese per una nuova udienza.

Il signor McKinnon è solo uno dei cittadini britannici la cui richiesta d'estradizione statunitense ha provocato polemiche in patria. I critici sostengono che il trattato tra la Gran Bretagna e l'America è ingiustamente sbilanciato a favore di quest'ultima.


E il ministro degli Interni sta affrontando le richieste sempre più insistenti per incontrare attivisti che vogliono combattere per una revisione del trattato Usa- Gran Bretagna su questioni di consegna di indagati e presunti colpevoli. Il Fondatore di Wikipedia Jimmy Wales si è impegnato in prima persona per evitare che reati di hakeraggio o violazione del diritto d'autore siano la cartina di tornasole per consegnare civili inermi allo stato americano considerato ostile. 


Il sito Change.org campagna ospita la petizione. Wales, che divide il suo tempo tra Londra e l'America sponsorizzando anche una campagna per la libertà di Internet, ha dichiarato: "Il ministro degli Interni continua a ignorare centinaia di migliaia di cittadini, la comunità tecnologica britannica , imprenditori, celebrità e parlamentari di tutte le parti che si battono contro ogni censura della rete e contro estradizioni senza senza che limitano la libertà di espressione."


Julia O'Dwyer , la madre di Richard, ha dichiarato: "Non posso credere che Theresa May non abbia avuto la decenza di rispondere alle nostre richieste finora. Avevo sperato che come rappresentante eletto in un paese che detiene valori di libertà tanto cari ai cittadini, avrebbe prodotto qualche tipo di risposta. Potrei perdere mio figlio per 10 anni in una prigione degli Stati Uniti per qualcosa che non è nemmeno un reato nel Regno Unito. Sono stata un contribuente onesto per tutta la vita lavorativa e ora, quando ho più bisogno il nostro governo mi lascia sola, la giustizia inglese ha totalmente fallito ".

 

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