Nuovo testo Maya, la fine nel 2012 era solo il declino di un impero ?

La fine del Mondo o la fine di "un" mondo ? Se lo sono chiesti gli studiosi che hanno riportato alla luce in questi giorni un reperto archeologico che, raccontando di una visita reale effettuata in Guatemala nel 696 a.C. dal sovrano Maya, ribadisce che il mondo finirà inevitabilmente il 21 dicembre. 

Gli esperti del sito guatemalense de La Corona hanno scoperto questo testo Maya risalente a 1.300 anni fa proprio in questi giorni, realizzando, fine del mondo a parte, uno dei ritrovamenti archeologicamente più interessanti degli ultimi decenni: si tratta infatti del geroglifico più lungo mai scoperto in Guatemala, talmente importante da esser già stato presentato al Palazzo Nazionale locale. Ma ad una lettura più attenta la fine di quello che noi consideriamo il mondo, potrebbe essere stato solo il declino ipotizzato di un impero. 

"Il testo infatti da riferimenti alla storia politica dei Maya più che della profezia, precisa Marcello Canuto, direttore del Middle American Research Institute dell'Università di Tulane e co-direttore degli scavi a La Corona. 

Il manoscritto che si trova intagliato su una scalinata descrive con dovizia di particolari 200 anni di storia del sito La Corona. Il riferimento all'anno 2012 è stato rilevato su un blocco della scala che riporta 56 geroglifici finemente scolpiti. Il contenuto racconta di una visita reale a La Corona effettuata nel 696 a.C. dal sovrano Maya più potente di quel tempo, Yuknoom Yich'aak K'ahk' di Calakmul, solo pochi mesi dopo la sconfitta ricevuta da parte del rivale Tikal, e gli studiosi ritengono che il viaggio servisse a placare le paure del popolo, preoccupato per la sopravvivenza del proprio re.
 
Ebbene si parla della fatidica data, secondo per la volontà del sovrano di procrastinare a un ciclo lontanissimo nel tempo la fine del suo regno: più che una profezia sulla fine del mondo, dunque, il testo sarebbe un riferimento alla durata della sovranità di un re tormentato e andrebbe quindi inserito in un quadro cosmologico più ampio.

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