Acqua liquida sotto la superficie ghiacciata di Titano, una scoperta per sognare la vita aliena

Una notizia incredibile è giunta nelle scorse ora grazie alla elaborazione dei dati della sonda Cassini-Huygens, frutto di una cooperazione internazionale tra la Nasa, Esa e l'Agenzia Spaziale Italiana: sotto la superficie ghiacciata di Titano, il principale satellite di Saturno, è stata rilevata la presenza di uno strato di acqua liquida. Non ghiaccio, non metano liquido, ma l'oro blu, l'unico e indispensabile mattone per la vita. Lo studio, pubblicato nell'ultimo numero della rivista Science, è stato condotto da un gruppo di ricercatori guidati da Luciano Iess, del dipartimento di Ingegneria Meccanica e Aerospaziale di Sapienza Università di Roma con la collaborazione di Marco Ducci e Paolo Racioppa (Sapienza) e di Paolo Tortora (Università di Bologna). Una scoperta che apre scenari importanti per la ricerca di vita biologica fuori dal nostro pianeta.

I ricercatori italiani, in collaborazione con americani ed europei hanno osservato le mercate deformazioni cui è soggetto Titano lungo la sua orbita intorno a Saturno. Da qui un ragionamento semplice: se Titano avesse una struttura interna interamente rigida, l'attrazione gravitazionale di Saturno causerebbe rigonfiamenti - chiamati maree solide - non superiori a 1 metro di altezza. Invece la sopresa è stata rilevata quando si sono mostrare altezza ben maggiori.

I dati di Cassini mostrano invece che tali deformazioni raggiungono un'altezza di 10 metri, una chiara indicazione che Titano non è costituito interamente di materiale solido come ghiaccio e rocce. Così come la Terra subisce l'effetto combinato dell'attrazione della Luna, del Sole e delle variazioni della crosta terreste, anche Titano nella sua rotazione intorno a Saturno, in un'orbita ellittica con periodo di 16 giorni, cambia la sua forma a causa della variazione della forza mareale esercitata dal pianeta. Si allunga come un pallone da rugby quando è più vicino, mentre assume una conformazione più sferica quando si trova lontano.

"La scoperta di maree di così grande ampiezza su Titano conduce all'inevitabile conclusione che ci debba essere un oceano nascosto in profondità", spiega Iess: "La ricerca dell'acqua è un obiettivo importante nell'esplorazione del Sistema Solare. Ora possiamo dire di avere localizzato un luogo dove se ne trova in abbondanza".

La presenza di un oceano sotterraneo su Titano era stata già ipotizzata nel 2008 da un gruppo del quale faceva parte anche Iess che si era basato sull’osservazione della rotazione della luna, ma ora è stata confermata con una tecnica diversa. Adesso abbiamo la certezza che nel sistema solare esiste un posto dove c'è acqua allo stato liquido. Sarà doverosono andare fino in fondo e scoprire se oltre all'oceano, esista anche altro, magari simile a quella che noi qui chiamiamo vita. 

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