Dietrofront, niente acqua sulla Luna. Svanisce il sogno di colonizzarla ?

Ma l'acqua sulla Luna l'abbiamo trovata o no? Anni di dibatti non sono serviti. Gli studi continuano ad essere contradittori. Dopo l'entusiasmo del 2010 torniamo al punto di partenza. Infatti l'acqua nel Polo Sud della Luna sarebbe pochissima: inconsistente una vera riserva d'acqua anche solo per pensare a una futura base umana. Lo stabilisce un nuovo studio elaborato sfruttando i dati della sonda Lunar Reconnaissance Orbiter (Lro) della Nasa. La ricerca realizzata da un gruppo guidato dall'Istituto di Tecnologia del Massachusetts (Mit) e pubblicata su Nature rivede l'evoluzione del cratere polare Shackleton e le quantità di acqua ghiacciata presente sul fondo.

E cambia la prospettive su una futura colonia umana sul nostro satellite.

Il polo Sud lunare, e in particolare il cratere Shackleton, è considerato da alcuni anni una delle regioni di studio più importanti del nostro satellite perchè l'orbita lunare e le pareti particolarmente ripide di questo cratere fanno in modo che la luce del Sole non riesca mai a illuminarne il fondo potendo mantenere ancora oggi vivo un ipotetico deposito di acqua ghiacciata, 'dissolta' dal Sole in tutto il resto del satellite.

Ma nuove analisi dei dati rilevati dalla sonda Lro, che alcuni mesi fa avevano fatto registrare una possibile considerevole presenza di acqua ghiacciata sul fondo del cratere, suggeriscono che potrebbero essere stati 'falsati' da un fenomeno 'geologico'. Secondo i ricercatori statunitensi, la caratteristica 'brillantezza' dell'acqua individuata dal fondo sarebbe dovuta alla caduta di materiale 'fresco' dai bordi delle pareti del cratere che ha quindi spinto a sovrastimare la presenza di acqua.

I vecchi studi

Nel Maggio dello scorso anno i geologi della Brown University (Providence, Usa) e della Carnegie Institution di Washington, pubblicarono uno studio sulla percentuale di acqua sul nostro satellite. Per anni hanno analizzato i campioni di suolo lunare riportati dalla missione Apollo 17 della Nasa. Le loro conclusioni si servirono delle analisi delle cosiddette inclusioni fuse, ovvero piccole bolle di roccia fusa intrappolate all'interno di cristalli nelle rocce prodotte dalle colate laviche. Si tratta quindi di campioni di magma che, non avendo subito gli effetti delle alte temperature, conservano ancora  tutte le sostanze volatili - tra cui l'acqua - alle stesse concentrazioni in cui si trovano nel mantello lunare.

Una volta misurata la concentrazione di acqua, gli scienziati sono riusciti a stimare la quantità del liquido presente nel mantello. E, sorpresa, i risultati dicono che potrebbe essere compresa tra 615 e 1410 ppm (parti per milione): cifre paragonabili a quelle del mantello terrestre (500-1000 ppm), e superiori di circa cento volte rispetto alle stime precedenti.

L'importanza dell'acqua per colonizzare la Luna

L'approvigionamento di risorse idriche, di cibo, lo sfruttamento dell'energia, e il trasporto dei materiali dalla terra in quantità necessaria a realizzare strutture fisse sono i primi problemi per stanziarsi nel nostro satellite. Se viene a mancare il requisito fondamentale cade una rete di ragionamenti conseguenti alla scoperta di acqua anche allo stato solido. Adesso bisognerà attendere nuovi studi, e sperare in nuove certezze.

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