La vera storia dello Shuttle supersegreto della Nasa

Un segreto che sanno tutti. Con questo paradosso i mezzi di informazione hanno dato la notizia  dell'atterraggio nella pista della base spaziale militare di Vandenberg in California dello shuttle del Pentagono conosciuto con il nome in codice di  X-37B-OTV-2. Nessun astronauta a bordo, una gestione automatica di tutte le fasi critiche della missione, una specie di drone che sa rientrare nell'atmosfera e atterrare senza bisogno di una guida umana. compresi. L'Usaf statunitense lo ha descritto comevil più nuovo e più avanzato veicolo spaziale in grado di andare e tornare dall’orbita. Ma era davvero tutto così segreto? Ecco la storia dello Shuttle del mistero.

L'atterraggio del 16 Giugno 2012

Definito un Uav (Unmanned air vehicle, cioè veicolo aereo privo di pilota) X-37B Otv-2 (orbital test vehicle) è atterrato sulla pista della base dell'aeronautica militare americana di Vandenberg questo sabato (16 giugno 2012) dopo 469 giorni. Nonostante il tanto decantato silenzio il decollo era avvenuto sotto gli occhi delle telecamere a Cape Canaveral il 5 marzo 2011. 

 

Due gemelli in Orbita
Il "Fratello maggiore" dell'Otv-2, denominato Otv-1, era rimasto in orbita per 224 giorni, quindi meno della metà dell'Otv-2, ed era stato il primo veicolo statunitense privo di pilota a rientrare dallo spazio atterrando da solo. In precedenza lo Space Shuttle era stato l'unico veicolo spaziale americano capace di rientrare sulla Terra ed essere riutilizzato. 

Le origine e l'evoluzione, dalla progettazione alle missioni.

Dalla seconda metà di novembre del 2006 l'Air Force statunitense decise di investire su un modello diverso di navetta spaziale, anche dopo le vicissitudini degli incidenti degli shuttle degli scorsi anni che erano costati il sacrificio di molte vite umane. Prese il via un progetto di sviluppo chiamato X-37B (derivato dell'X-37A della NASA), denominato Orbital Test Vehicle (OTV).

 

Il progetto OTV venne finanziato dall'agenzia DARPA (Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti), della NASA, dell'Air Force, oltre che della Boeing il colosso dell'aviazione anche civile. Lo sforzo per la costruzione di questo spazioplano viene supportato dall'Air Force Rapid Capabilities Office, con unapartnership della NASA e del Air Force Research Laboratory, mentre la Boeing è il principale appaltatore del programma.

 

L'X-37B viene utilizzato in questi anni per condurre test orbitali con cui sviluppare nuove tecnologie per la difesa americana, con potenziali applicazioni nel campo della ricognizione e della sorveglianza.

Il 22 aprile del 2010, l'OTV-1 ha effettuato, con successo, un primo volo in orbita bassa, partendo dalla base dell'Air Force di Cape Canaveral, a bordo di un razzo Atlas V.

Dopo sette mesi il rientro autonomatico è avvenuto nella base aerea di Vandenberg, in California proprio come l'atterraggio dell'OTV-2 del 16 Giugno scorso.

 

Il resto è storia recente, dunque niente di segreto, tutto pubblico e senza nessun progetto top secret.

 

Nel video sottostante, l'X-37B atterra alla base dell'aeronautica militare americana di Vandenberg: 

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Commenti: 3
  • #1

    Alex (giovedì, 21 giugno 2012 13:15)

    Se è stato per più di 400 giorni in orbita qualcosa lo avrà pure fatto.Per cui se non si sa cosa, si può dire ,contrariamente all'articolo, che era segreto eccome!

  • #2

    Receptionist (venerdì, 22 giugno 2012 12:15)

    Coooool.

  • #3

    Jack (venerdì, 22 giugno 2012 12:21)

    Solo per chiarire una cosa, il punto due dell'articolo che parla dei veivoli senza pilota è una minchiata. Il Buran Russo (lo shuttle russo) già ai tempi della guerra fredda (metà anni 70 più precisamente) era in grado di manovrare e rientrare TOTALMENTE senza pilota ed era sempre TOTALMENTE riutilizzabile. Ma i Russi purtroppo non hanno mai avuto tutti i verdoni degli americani quindi dovettero archivhiare il progetto. E sempre per info, era più sicuro e di gran lunga più potente dello shuttle.

    @alex quoto la tua opinione