Transito Venere 5 e 6 Giugno 2012: un'occasione per lo studio dei pianeti alieni

Ultima possibilità: poi se ne riparlerà nel 2117. All'alba di mercoledì 6 giugno sarà visibile dall'Italia l'ultimo transito in questo secolo di Venere davanti al Sole. Per osservare il piccolo disco disegnato dal pianeta sulla superficie della nostra stella sarà necessario il classico vetro annerito col fumo di candela. Qualunque altro schermo, occhiali da sole compresi, sono insufficienti e si rischiano danni permanenti alla vista. 
Un transito di Venere si verifica solo quando passa direttamente tra il Sole e la Terra. Dal momento che il piano orbitale di Venere non è esattamente allineata con quella della Terra, i transiti si verificano molto raramente, a coppie con otto anni di distanza, ma separati da più di un secolo. L'ultimo transito è stato nel giugno del 2004, ma non ce ne saranno altri sino al 2117.

Un evento raro che l'Agenzia spaziale europea osserverà da un punto particolare: l'isola artica di Spitsbergen, dove in questo periodo il Sole non tramonta mai e permetterà quindi seguire l'intero transito. Nell'isola, tra l'altro, è in corso una riunione del "Venus Express team", il gruppo di scienziati che guida la missione in corso della sonda che sta esplorando Venere. 

I transiti di Venere e Mercurio, i pianeti più vicini al Sole della Terra, sono sempre stati delle grandi occasioni per fare importanti scoperte astronomiche. Ma stavolta le moderne tecnologie permetteranno un esperimento fondamentale per la ricerca di pianeti esterni al Sistema Solare che potrebbero ospitare forme di vita. 

In quest'occasione infatti il telescopio spaziale Hubble si girerà verso la Luna e fotograferà sulla sua superficie l'alone grigiastro che circonderà la proiezione di Venere: si tratta dell'atmosfera di Venere che viene attraversata dai raggi solari. La sua composizione si conosce già, grazie ai dati inviati dalla sonde spaziali. Confrontando questi dati certi con quelli che Hubble produrrà, sarà possibile verificare se le osservazioni con il telescopio spaziale sono affidabili e possono essere utilizzate per determinare la composizione chimica delle atmosfere dei pianeti extrasolari. E capire così se su quel pianeta si possa sviluppare la vita.

I passaggi della 'stella del mattino', come è anche conosciuto il pianeta, sono di grande significato scientifico, perché hanno dato agli astronomi un'opportunità per misurare le dimensioni del Sistema Solare. Il calcolo si basa sul tempo impiegato da Venere ad attraversare il disco solare rilevato da posizioni diverse sulla Terra e poi applicando formule di semplice trigonometria.

Durante il transito del 1761 fu notato per la prima volta l'alone intorno al bordo della silhouette del pianeta, rivelando la presenza di una atmosfera. Ma solo da pochi anni sappiamo, grazie alle sonde spaziali che l'hanno visitata che Venere ha una atmosfera inospitale, densa di anidride carbonica e azoto e con nuvole di acido solforico.

Oggi i transiti dei pianeti davanti ad una stella sono un prezioso strumento per individuare e analizzare pianeti orbitanti attorno a stelle diverse dal Sole, i pianeti che gli astronomi chiamano extrasolari. Quando un pianeta passa davanti ad una stella, riduce la quantità di luce che arriva alla Terra, svelando la sua esistenza e dando informazioni sulle sue caratteristiche. In questo modo il telescopio spaziale europeo CoRoT ha scoperto già più di 20 pianeti extrasolari. Inoltre, analizzando i contorni dell'ombra del pianeta si scopre se ha un'atmosfera e se questa contiene acqua, metano e altri precursori della vita.

Il disco nero di Venere davanti al Sole sarà visibile nel suo percorso per intero solo dal Pacifico occidentale, Asia orientale, Australia orientale e alle alte latitudini settentrionali. Per gli Stati Uniti, il transito inizierà nel pomeriggio del 5 giugno. Dall'Europa invece sarà visibile nella parte finale all'alba del 6 giugno.

Repubblica.it

Scrivi commento

Commenti: 0