Jurassic Park diventa realtà: vedrà la luce il primo "pollosauro"

Segnatevi questo nome: Jack Horner. Oggi non vi dirà niente ma domani potrebbe essere una celebrità. In realtà non stiamo proprio parlando di uno sconosciuto ma di un paleontologo esperto di dinosauri,  uno degli esperti più famosi nel suo campo, autore di alcune delle scoperte più interessanti sui dinosauri degli ultimi trent'anni. Alla Montana State University dove lavora, il suo nome è celebre soprattutto per aver ispirato il best-seller di Michael Crichton poi diventato filme di succeso con Steven Spielberg: Jurassic Park. Il prossimo passo è la realtà, creare un dinosauro in carne e ossa. 

Ma è davvero possibile manipolare l'evoluzione e riportare in vita i dinosauri partendo dal codice genetico del pollo? Ipoteticamente si, praticamente è tutto da dimostrare, ma nessun paradosso scientifico sembra essere insormontabile.


Il paleontologo lo spiega nel suo ultimo libro, "Come costruire un dinosauro", scritto insieme a James Gorman, Pearson editore, in libreria in questi giorni. E dal vivo, in un ciclo di incontri nell'ambito di Meet the media guru, dedicati ai protagonisti dell'innovazione, ricerca e scienza: si parte da Milano al museo civico di storia naturale il 29 maggio, il giorno successivo a Parma al museo archeologico nazionale e il 31 maggio a Firenze, all'aula magna dell'Università degli studi in piazza San Marco: per partecipare è necessario registrarsi sul sito.

La clonazione di creature arcaiche qui non c'entra. Si parte dall'idea che i dinosauri non sono affatto estinti ma sono ancora fra noi e si chiamano uccelli. Dallo studio degli embrioni sappiamo che ogni animale ripercorre durante lo sviluppo prenatale la storia evolutiva della sua specie. Ad esempio, l'embrione di un uccello, come il pollo, non ha da subito ali e becco, ma zampe a tre dita, denti e coda. 

Il punto centrale del discorso è scoprire come manipolando i geni tutti i tessuti e le osse possano crescere in simbiosi seguendo il processo che portava i dinosauri ad essere proprio così, sfruttando l'ingegneria genetica, e compiendo un salto evoluzionistico a ritroso di milioni di anni. 

Qualcuno ci ha già tentato, senza successo dimostrabile con il Mammut, ma adesso la sfida è ancora più ardua, non si parte da un modello ibernato, ma si tratta di rimettere tutto in gioco e sostituirsi alla Natura. Esiste qualcosa di più affascinante?

Scrivi commento

Commenti: 8
  • #1

    max (lunedì, 28 maggio 2012 07:38)

    ma i dinosauri sono pericolosi!!!

  • #2

    ronnie (lunedì, 28 maggio 2012 09:21)

    non quanto gli uomini...

  • #3

    Aniketos (lunedì, 28 maggio 2012 12:57)

    allora uccidiamo gli uomini ronnie!

  • #4

    vradox (lunedì, 28 maggio 2012 13:12)

    anche i polli sono pericolosi....

  • #5

    Shepres (lunedì, 28 maggio 2012 21:09)

    Finalmente anche Marcy QUELLA CATTIVA X( potrà avere un po' di nipotini!

  • #6

    Lorenzo (lunedì, 28 maggio 2012 21:53)

    "Dallo studio degli embrioni sappiamo che ogni animale ripercorre durante lo sviluppo prenatale la storia evolutiva della sua specie."

    Pertanto: Siamo noi ad assomigliare ai feti dei cetacei, oppure sono loro ad assomigliare a noi ?

  • #7

    Ottavio (martedì, 29 maggio 2012 21:52)

    Un grosso problema per l'umanità sarebbe la clonazione di Giovanna

  • #8

    ammeg (giovedì, 31 maggio 2012 12:35)

    Non giochiamo a fare Dio ci potremmo farci molto male...
    pensa se dovessero clonare mia suocera....vado a fare il porto d'armi...ahahah

    scherzi a parte sarebbe meglio non scherzare con il fuoco