Lo Yeti si aggira per Roma: il mistero di Villa Ada

Nemmeno Nicolò Ammaniti escluderebbe del tutto la possibilità che uno Yeti possa aggirarsi nel parco di Villa Ada, anche se  ha dubbi sulla reale etnia dell' abominevole“Bisognerebbe piuttosto parlare di Bigfoot, quello marrone americano che vive nelle foreste del Canada.” In un’intervista a "Metro" infatti così lo scrittore commenta la vox populi che, in queste settimane, si è conquistata titoli horror nella stampa metropolitana. “Spaventosi squarci sui tronchi degli alberi fino a due metri d’altezza-ha titolato tempo fa un foglio di free press distribuito nelle stazioni della metro- a prima vista sarebbe opera di potenti artigli”. La reale possibilità di uno Yeti che si stia aggirando per il parco romano di Villa Ada è, naturalmente, ad altissimo tasso d’improbabilità, ma l’ipotesi di una mostruosa presenza sta comunque alimentando un insistente tam tam tra i frequentatori del grande polmone verde lungo la via Salaria. Gianluca Nicoletti analizza il caso su La Stampa. A seguire l'intera vicenda.

Ammaniti ammette come possibile un mistero all' interno di Villa Ada, d’ altronde in quel posto lui ha ambientato  il suo romanzo “Che la festa cominci”, frequenta quel giardino da quando ce lo portavano in carrozzina, ora ci va con i suoi cani e lo ha esplorato negli anni in tutti i posti più segreti, comprese le vecchie cave di pozzolana e il bunker antiaereo che doveva proteggere la famiglia reale.

Villa Ada è infatti un bel parco storico che si allarga per cento ottanta ettari, che una volta era residenza dei Savoia (qui fu arrestato Mussolini il 25 luglio del 43), oggi è frequentato, come tutti i parchi cittadini, da salutisti di corsa, carrozzine con neonati, pensionati e ragazzini urlanti. “Invece che lo Yeti dovrebbero trovare il criminale che ha accoltellato un cane- dice un ragazzo con un pastore tedesco al guinzaglio-qualche settimana fa un tizio ha tirato fuori un serramanico e ha sventrato un labrador, ci sono cartelli dappertutto per mettere in guardia chi viene qui.”

Le tracce ritrovate nel parco
Le tracce ritrovate nel parco

Anche gli esperti dicono che l’ecosistema del parco non prevede esseri leggendari; al massimo è possibile incrociare scoiattoli, talpe, o conigli selvatici. E’ facile trovare per terra aculei d’istrice, ma di yeti non se era mai sentito parlare. Eppure in rete circolano i primi video amatoriali dove con grande convinzione sono mostrati i segni inequivocabili del passaggio di una creatura pelosa, di grandi dimensioni e con artigli acuminati. Documentari casalinghi pieni di suspence, alla "Blair Witch Project", mostrano graffi sulla cortecce, ossa di piccoli animali e grossi ciuffi di pelo aggrumato tra i cespugli.

E’ così scattato il meccanismo della leggenda metropolitana, auto alimenta dai racconti di chi dice di aver sentito dire. Nella mitologia popolare la probabilità di uno Yeti a Roma, ha forse radici immaginifiche nell’esposizione mediatica del sindaco Alemanno, che un mese fa si era proposto come infaticabile spalatore delle strade innevate della sua città. Forse da quelle interviste davanti al Colosseo imbiancato nasce l’idea dell’uomo delle nevi, sceso a livello del Tevere, direttamente dai ghiacciai dell’Himalaya.

Magari qualcuno già è pronto a giurare di averlo incontrato in una notte di luna piena, a fare il bagno nel laghetto assieme alle paperelle e i pesci rossi. “Avranno visto Luca O Zulù, il cantante dei “99 Posse”, ironizza una ragazza in bicicletta, alludendo a un tatuatissimo e corpulento idolo dei controversi concerti estivi di musica “alternativa”, che fanno parte del folklore del parco.

La vicenda ricorda quella mitica pantera che nel Dicembre 89 fu avvistata sulla via Nomentana. Fu un evento di cui parlò tutta Italia, anche se la belva non fu mai trovata. La “Pantera” divenne però il potente brand della protesta nazionale degli studenti universitari contro la “riforma Ruberti”. Dobbiamo solo aspettare, forse qualcuno si farà presto avanti inneggiando a qualche rivolta, ma questa volta dietro lo slogan “lo Yeti siamo noi!”.

 

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Commenti: 5
  • #1

    io (martedì, 27 marzo 2012 23:45)

    vuoi vedere che l'omino del"prof"si agira nei bochi di romaXD
    apparte gli scherzi,quali squarci negli alberi...quelli?ne ho trovati di piu grossi stamane nella mia auto chissà.

  • #2

    marco (mercoledì, 28 marzo 2012 00:18)

    povera la tua auto ahahah

  • #3

    vradox (venerdì, 30 marzo 2012 13:32)

    è una talpa incazzata......

  • #4

    NatoIndaco (sabato, 31 marzo 2012 01:06)

    Ragazzi, forse il caso è risolto.
    Mi hanno detto alcune fonti istituzionali inattendibili che nei paraggi di un cestino per la spazzatura hanno trovato un tappo di Crodino. Due albanesi ubriachi fradigi, intervistati dalla forestale, dicono di avere chiesto, proprio di fronte alle catacombe di Priscilla, un autografo ad una VIP, alla domanda sapreste riconoscerla hanno risposto: NO!

  • #5

    castano14 (giovedì, 03 maggio 2012 14:02)

    il 5 maggio da piazza sempione alla bocca della verita' dalle 16 alle 23 ce' a festra della marjuana ne' ke te 6 er direttore? hihihihihihi