L'ignoranza dell'indagine scientifica, ecco cosa manca alla ricostruzione dell'Alieno di Mortegliano

L'esistenza di esseri extraterrestri è un'ipotesi scientifica. Lo studio di possibili interazioni tra alieni e umani, perfino la loro possibile contaminazione biologica, è un problema che se provato sarebbe scientifico. Quindi è di scienza che si deve parlare, e di leggi della fisica a traino di questa scienza, se si asserisce che un essere alieno cammina per una strada statale. La prova dei fatti, espressione a volte abusata è la stella polare di un serio protocollo di indagine. Evandro Agazzi, filosofo e fisico definisce il sistema scientifico (SS) come "un sistema adattivo aperto, il cui specifico obiettivo globale è quello di produrre una forma di conoscenza oggettiva e rigorosa e di diffonderla nel contesto sociale a scopi conoscitivi e pratici".

Ricordiamo che si possono passare 35 anni a parlare di nulla e un mese a rivoluzionare il mondo. Quello che conta sono: la serietà, che in un ricercatore è dimostrata dai casi che ha trattato e da come si sono conclusi e la capacità, che non è fatto di autoproclamazioni ma per valere deve essere riconosciuta, non da se stessi, ma dagli altri. A seguire un breve riassunto di quello che significa ricerca e investigazione scientifica.

I fini dell’attività scientifica e della sua etica

Chi opera nel campo della ricerca scientifica, sia essa investigativa o attuativa, vive giustamente la propria vita di persona umana, con i fini legittimi che animano le scelte di tutti i giorni. Chi svolge la professione di ricercatore avrà, verosimilmente, nei confronti del proprio lavoro tutte le legittime attese che ogni uomo ha nei confronti della propria professione: dal desiderio di una giusta rimunerazione a quello di vedere riconosciuto il proprio lavoro, operare in un ambiente collaborativo, ecc.

 

Ma le finalità proprie di una buona investigazione scientifica, specialmente dettate da chi si proclama investigatore e non giornalista (le differenze sono abissali) al di là di ogni compromesso, deve essere la voglia di operare per il bene dell’umanità più che in vista di un proprio tornaconto personale. I fini di colui che opera possono essere – di volta in volta – legittimi o meno, in ragione delle scelte personali di ciascuno, ma vi sono alcuni elementi motivazionali che potrebbero essere comuni, come se potessimo considerarli dei fini per eccellenza di coloro che operano nell’ambito dell’impresa scientifica.

 

Ogni scienziato, attraverso lo studio e la ricerca personali, perfeziona se stesso e la propria umanità

 

Vi sono quindi delle finalità della ricerca scientifica in quanto tale che riguardano il bene del singolo ricercatore, in quanto persona che aspira legittimamente a conoscere il vero, così come vi sono delle finalità che riguardano lo scienziato in quanto membro dell’umana famiglia e corresponsabile del bene comune dell’umanità, la quale ha legittime attese nei confronti del progresso scientifico e tecnologico.

 

Il primo dovere del ricercatore è, senza dubbio, quello dell’onestà intellettuale nella ricerca del vero e – di riflesso - della veracità nella comunicazione delle sue scoperte.

 

La veracità scientifica non riguarda solo il contenuto delle proprie scoperte, ma anche la serena valutazione della loro portata e del loro grado di certezza. Diceva Giovanni Paolo II:

«Lo scienziato veritiero deve sentire l'obbligazione morale di definire con verità la quota di certezza che accompagna la sua scoperta: egli non dev'essere sedotto dall'ambizione di una fama non ancora meritata, mascherando come assolutamente certe delle conclusioni scientifiche non adeguatamente provate, delle scoperte non sufficientemente sperimentate: la mancanza di cautela può indurre nella gente, specialmente in campo sanitario, delle speranze infondate seguite da disillusioni sconvolgenti».

 

Il primo dovere è dunque nei confronti di se stessi, come rispetto della naturale aspirazione al vero che è propria di ogni uomo, del ricercatore, innanzitutto, ma anche di tutti coloro che potranno beneficiare dei frutti della sua ricerca. È ancora nel discorso di Giovanni Paolo II ai membri dell’Accademia delle scienze che troviamo espressioni emblematiche di questo primo dovere di chi partecipa all’impresa scientifica:

Verità, libertà e responsabilità sono collegate nell'esperienza dello scienziato. Egli, infatti, nell'intraprendere il suo cammino di ricerca, comprende che deve attuarlo non solo con l'imparzialità richiesta dall'oggettività del suo metodo

 

Il “servizio alla verità” di cui si è appena detto tiene conto di alcune consapevolezze che l’epistemologia moderna ha raggiunto in ordine al valore delle conoscenze scientifiche. Sarebbe difficile affermare oggi ciò che asseriva Galileo, quando diceva che il mondo è come un libro scritto in caratteri matematici. Affermare il principio di “fallibilità” (Popper) significa – sul piano etico – richiamare gli scienziati al riconoscimento dei propri errori (ovvero della possibilità di averne commessi) ed affermare la “congetturalità” delle conoscenze scientifiche significa avere la percezione della contingenza e dei limiti del proprio sapere, anche contro tentazioni di tipo riduzionista, su cui effetti deleteri abbiamo già avuto modo di soffermarci. La ricerca del vero rappresenta in ogni modo – per dirla con Kant – un “ideale regolativo” dello scienziato, che comporta una profonda onestà intellettuale e la capacità di riconoscere le ragioni altrui.

 

Il Metodo Scientifico Sperimentale

Il metodo scientifico o sperimentale si articola in due fasi:

  • fase induttiva (cioè dallo studio di dati sperimentali si giunge alla formulazione di una regola universale)
  • fase deduttiva

La fase induttiva si divide inoltre in:

  • osservazioni e misure (in questa fase si utilizza la strumentazione opportuna e si raccolgono i dati)
  • formulazione di un’ipotesi, si tenta cioè di spiegare il fenomeno, mediante la “lettura” dei dati sperimentali.

La fase deduttiva si distingue in:

  • verifica dell’ipotesi (si sottopongono i dati ad una verifica rigorosa, si fanno delle controprove, ecc.)
  • formulazione di una teoria, nel caso in cui l’ipotesi venga confermata.

In pratica il metodo scientifico è un modo di conseguire informazioni sul meccanismo di eventi naturali proponendo delle risposte alle domande poste: per determinare se le soluzioni proposte sono valide si utilizzano dei test (esperimenti) condotti in maniera rigorosa.
La rigorosità del metodo scientifico risiede nel fatto che una teoria non è mai definitiva ma è suscettibile di modifiche o di sostituzioni, qualora vengano alla luce nuovi aspetti non ancora considerati. Il metodo scientifico richiede una ricerca sistematica di informazioni e un continuo controllo per verificare se le idee preesistenti sono ancora supportate dalle nuove informazioni. Se i nuovi elementi di prova non sono favorevoli, gli scienziati scartano o modificano le loro idee originarie. Il pensiero scientifico viene quindi sottoposto ad una costante critica, una modifica ma anche ad una rivalutazione: è questo che lo rende così grande ed universale.

 

Anticamente l’uomo ha cercato di spiegare i fenomeni naturali di cui era testimone imputandoli all’azione delle divinità, oppure attribuendoli alla stregoneria o alla magia. 
Con Galileo Galilei (1564-1642) è stato introdotto il metodo sperimentale: esso si basa su una prima osservazione, seguita da un esperimento, sviluppato in maniera controllata, in modo tale che si possa riprodurre il fenomeno che si vuole studiare. L’esperimento ha lo scopo di convalidare o confutare l’ipotesi che lo scienziato ha formulato, ipotesi che ha lo scopo di spiegare i meccanismi alla base di quel particolare evento. 

 
Nel primo caso (convalida dell’ipotesi) si procede con l’esecuzione di un gran numero di esperimenti, in maniera tale che i risultati acquisiti siano attendibili (analisi statistica): i dati raccolti vengono elaborati e successivamente viene formulata una teoria: quest’ultima viene utilizzata, spesso insieme ad altre teorie, per formulare una legge. La teoria ipotizza la causa o le cause all’origine di un fenomeno mentre la legge descrive un fenomeno che avviene con una certa regolarità. 


Nel secondo caso (rigetto dell’ipotesi) l’ipotesi viene modificata e sottoposta a nuovi esperimenti.
Il metodo scientifico si basa su alcuni presupposti, ad esempio che gli eventi naturali osservati hanno delle cause precise ed identificabili, che ci sono degli schemi utilizzabili per descrivere quanto accade in natura, che se un evento si verifica con una certa frequenza alla base c’è la stessa causa, che ciò che una persona percepisce può essere percepita anche da altri, che si applicano le stesse leggi fondamentali della natura, indipendentemente da dove e quando si verificano determinati eventi.

Bibliografia

Il Meteodo scientifico sperimentale Dott.Lombardo Sienza&Scuola - Lezioni   

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Commenti: 6
  • #1

    franz (sabato, 10 marzo 2012 20:18)

    E bisogna aggiungere che non servono showman per una ricerca scientifica seria.

  • #2

    Zero_72 (domenica, 11 marzo 2012 08:00)

    Questo articolo e' troppo diffcile da capire per L' Issimo.
    Fate dei disegnini a mano ...

  • #3

    sirio (domenica, 11 marzo 2012 09:49)

    appunto si lavora per il bene dell'umanità la gente dovrebbe incominciare a civilizzare questo mondo non renderlo a un teatro di guerre ...sofferenze e competizioni

  • #4

    ale (domenica, 11 marzo 2012 18:41)

    apparentemente potrebbe sembrare un articolo cicapino.invece da umile
    operaio penso propio che il nocciolo della questione stia qua.la prova
    scientifica dell'esistenza extraterrestre.penso che anche l'ufologo più
    serio basi le sue teorie su testimonianze,doc desecretati,foto,filmati.
    tutte cose molto taroccabili.e se gli va bene enuncia una teoria andando
    per esclusione:l'1% dei fenomeni sono inspiegabili ergo sono probabilmente
    di origine extraterrestre.
    la mia obiezione all'articolo è che non abbiamo a che fare con fenomeni
    naturali sperimentabili e ripetibili in un qualsiasi laboratorio;ma bensì
    con fenomeni non ordnari che possono accadere in qualsiasi momento in un
    qualsiasi posto del mondo.
    l'unico laboratorio in grado di fugare ogni dubbio è,se dobbiamo credere
    a quello che ci raccontano,l'area 51.ha gli scienziati,ha la tecnologia
    e ha i mezzi per fare tutti gli esperimenti richiesti.o no?
    non ci resta che sognare

  • #5

    franz (lunedì, 12 marzo 2012 08:42)

    bisogna ancora aggiungere che non è compito della TV ricercare la verità.
    Il compito delle trasmissioni televisive è solo quella di intrattenere il pubblico.

  • #6

    franz (lunedì, 12 marzo 2012 11:43)

    L'area 51 non ha il monopolio della ricerca e nessuno ha il potere di fugare ogni dubbio.