Pioneer 10: la sonda con il messaggio per gli alieni, veniva lanciata 40 anni fa

Questa è la storia del brutto anatroccolo, che visse per anni all'ombra del cigno. L'anatroccolo si chiama Pioneer 10, il cigno Voyager. Lanciata il 3 marzo 1972, il Pioneer 10 fu la prima sonda spaziale ad attraversare la fascia principale degli asteroidi del sistema solare, la prima ad effettuare osservazioni dirette di Giove e il primo oggetto creato dall'uomo a lasciare il Sistema solare il 13 giugno 1983, quando oltrepassò l'orbita di Nettuno, il pianeta più distante dal Sole. Essendo stato il primo oggetto creato dall'uomo a lasciare il sistema solare, e destinato probabilmente addirittura a sopravvivere all'uomo stesso, si decise di dotarlo di un messaggio destinato ad eventuali esseri extraterrestri che dovessero un giorno raccoglierlo. Il messaggio è inciso su una placca detta Placca del Pioneer. Perchè questa placca è così importante e cosa conteneva di rivoluzionario per l'epoca ?

Il Primo messaggio umano agli alieni che verranno

Come detto il Pioneer 10, a bordo non aveva soltanto la strumentazione in grado di fotografare ed analizzare le atmosfere dei maggiori pianeti del Sistema Solare: fissata su una parete della sonda vi era anche una placca d'oro con incise due figure umane (un uomo ed una donna) in quello che per noi, è un segno di saluto e, accanto a loro, le posizioni di 14 pulsar che costituivano una mappa mediante la quale risalire al pianeta da cui la sonda era partita. Fortemente voluta da Carl Sagan, la placca del Pioneer 10 è una sorta di messaggio in una bottiglia abbandonata nell'Oceano Universo. Esaurita la sua missione di esplorazione scientifica, la sonda, ha continuato il suo viaggio ben oltre le colonne di Ercole del sistema solare e si è persa nell'infinito recando con sé il primo messaggio umano mai inviato nell'Universo.

La Placca in oro del Pioneer 10 in tutta la sua interezza
La Placca in oro del Pioneer 10 in tutta la sua interezza

Ma torniamo all'aspetto che più ci interessa, quello che fa del del Pioneer 10 una sonda speciale. Gli scienziati dell'epoca per elaborare il messaggio hanno utilizzato tecniche anticrittografiche simili a quelle che si trovano nel cifrario astrologico, quindi risulta istruttivo dare uno sguardo più approfondito a questo messaggio.


I cifrari spesso utilizzano una serie di simboli denominata "chiave" per aiutare i riceventi a tradurre il messaggio. Nel caso di comunicazioni militari segrete, la chiave viene generalmente custodita in un libro di codici, che viene sorvegliato a vista per impedire che cada nelle mani del nemico. Le comunicazioni transculturali, d'altra parte, incorporano la propria chiave nel messaggio stesso, onde renderlo il più facilmente accessibile. La placca del Pioneer 10 espone la chiave del proprio messaggio in corrispondenza dell'angolo superiore sinistro; essa consiste in due cerchi collegati da una linea orizzontale segnata da un simbolo che indica il numero binario "uno". Dopo averci pensato su, dei riceventi intelligenti concluderebbero che questo simbolo a forma di manubrio si riferisce alla particolare lunghezza d'onda di 21 centimetri che caratterizza l'emissione radio diffusa da atomi di idrogeno elettricamente neutri, un comune componente del gas interstellare.

 
Essi inoltre comprenderebbero di dover usare i 21 centimetri come unità standard del messaggio per la misurazione della lunghezza e 0,704024 nanosecondi, cioè il periodo di oscillazione di quest'onda, come unità standard del messaggio per la misurazione del tempo.
La placca spaziale inoltre comprende un check crittografico per rassicurare il ricevente di aver interpretato appropriatamente la chiave dell'atomo di idrogeno ed il metodo di conteggio del codice binario. Questo assume la forma di due segni orizzontali all'estrema destra del diagramma, i quali delimitano una distanza verticale sullo schema del riflettore parabolico dell'antenna della navicella. I trattini orizzontali e verticali incisi fra questi segni di distanza indicano il numero decimale 8 utilizzando il linguaggio universale del codice binario. Contando secondo unità di 21 centimetri di lunghezza, ciò determina una distanza di 1,68 metri (8 volte 21 centimetri). Il ricevente può quindi controllare la validità di questa distanza confrontandola con la misura della reale antenna della navicella, situata vicino alla placca.
Lo schema di linee radiali simile a una stella, alla sinistra della navicella, è una mappa di coordinate polari codificate che cerca di informare i riceventi sulla nostra posizione nella Galassia. La lunghezza e la direzione delle linee denotano le distanze e le direzioni sul piano galattico di 14 delle oltre 1500 pulsar radio conosciute come sarebbero viste da osservatori sulla Terra. Ciascuno di questi fari celesti lampeggia ad intermittenza secondo la propria ed unica frequenza, i cui periodi variano da circa un decimo di secondo sino ad un secondo; l'esatto periodo di oscillazione di ciascuna pulsar è inciso secondo un codice binario. Utilizzando l'unità di 0,7040241836 miliardesimi di secondo fornita dalla chiave dell'idrogeno neutro, il ricevente sarebbe in grado di calcolare i periodi delle pulsar sino a dieci cifre significative. Poiché le pulsar sono l'unico fenomeno astronomico che possiede una regolarità temporale di tale precisione, il ricevente verrebbe rassicurato sul fatto che la sua interpretazione di questi codici è stata corretta. Conoscendo questi periodi di oscillazione, sarebbe in grado di identificare le 14 pulsar e, conoscendo le loro posizioni nello spazio, sarebbe in grado di triangolare la collocazione del punto centrale di convergenza del diagramma localizzando in tal modo il nostro sistema solare.  Per ulteriori riferimenti, la lunga linea orizzontale che si estende verso destra indica la direzione e la distanza del centro della Galassia visto dalla Terra.

 

Il diagramma delle pulsar, oltre ad indicare la posizione del nostro sistema solare, fornisce alla civiltà ricevente un modo di determinare il momento esatto in cui il Pioneer 10 è partito dalla Terra. Il decifratore scoprirà che i periodi di pulsazione delle pulsar dati nel diagramma sono leggermente più brevi dei periodi osservati all'epoca della decodifica; ciò è dovuto ai fatto che queste pulsar coi passare del tempo rallentano gradualmente.
Il ricevente, conoscendo i loro rispettivi tassi di rallentamento, potrebbe determinare il numero di anni che è trascorso dal momento in cui le pulsar avevano quei particolari periodi di pulsazione dati nel diagramma; ciò indicherebbe il momento approssimativo in cui il messaggio venne formulato. Non ci resta che aspettare.

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Commenti: 4
  • #1

    Pierluigi (domenica, 04 marzo 2012 17:26)

    Ecco un articolo che ci voleva dopo le tante nullità di ufologi e similari. Avevo 7 anni quando vennero lanciate le prima sonde come il Pioneer e si parlava ancora di laghi su Venere e foreste con alberi da frutto. Adasmki la faceva da padrone. Che tempi eravamo tutti più ingenui. Probabilmente oggi quegli stessi che attaccano contro la disinformazione avrebbero tuonato contro chi diceva che Venere non era abitato e che sulla Luna non c'erano cunicoli. Altri tempi ma belli da ricordare

  • #2

    TheBeliever (giovedì, 08 marzo 2012 10:40)

    Si a memoria mi pare di ricordare che questa fu la prima di due "placche" agganciate alle Voyager. La seconda, se non ricordo male, era un disco placcato in oro in cui su un lato, oltre alla figura riportata sopra c'erano le istruzioni per farlo funzionare, mentre sull'altro furono incisi suoni tipici del nostro pianeta più una raccolta di saluti nelle diverse lingue del mondo (anche il sumero antico...) e anche una selezione di brani musicali tra cui ebbe molto spazio Beethoven che pare fu scelto più di altri per il particolare legame che le sue sinfonie hanno con la matematica... si intitola "the sounds of earth" mi sembra

  • #3

    Harder (venerdì, 09 marzo 2012 02:23)

    @ Pierluigi
    Penso che non potessi usare parole migliori(Altri tempi ma belli da ricordare) si poteva sognare anche con un pizzico di ingenuità ora con le conoscenze e la tecnologie disponibili c'è poco spazio per i sognatori.Purtroppo non ero ancora nato quando venne lanciata la sonda,tuttavia appena ne venni a conoscenza, rimasi subito affascinato dall'idea di questo mezzo in viaggio verso l'infinito con un nostro messaggio. Ancora piu interessante secondo me è il Voyager Golden Record inserito nelle due sonde spaziali del Programma Voyager, lanciato nel 1977, contenente informazioni riguardanti la terra l'umanità e la sua storia.Non solo un messaggio ma anche un "monumento" alle incredibili possibilità della vita nell'universo!

  • #4

    Harder (venerdì, 09 marzo 2012 02:26)

    Le parole dell'allora presidente Carter in proposito sono a dir poco meravigliose « Questo è un regalo di un piccolo e distante pianeta, un frammento dei nostri suoni, della nostra scienza, delle nostre immagini, della nostra musica, dei nostri pensieri e sentimenti. Stiamo cercando di sopravvivere ai nostri tempi, ma potremmo farlo nei vostri. »