La storia della foschia nella Via Lattea che va contro tutte le spiegazioni

Una misteriosa foschia individuata al centro della Via Lattea e la prima mappa delle gelide nubi di monossido di carbonio della nostra galassia: sono gli ultimi risultati del satellite Planck dell'Agenzia Spaziale Europea (Esa) che ha l'obiettivo di osservare la prima luce dell'universo. I risultati sono stati presentati a Bologna, presso il Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr) da Esa, Agenzia Spaziale Italiana (Asi) e Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf).
I ricercatori che lavorano ai dati di Planck, realizzato da un gruppo di aziende guidate da Thales Alenia Space, sono riusciti non solo a individuare nuove nubi fredde, che sono le culle dove nascono le stelle, dove non ci si attendeva d'incontrarne nella Via Lattea, ma addirittura a tracciare la prima mappa a tutto cielo delle nubi di monossido di carbonio. La grande sorpresa, tuttavia, è costituita dalla misteriosa foschia di microonde che, sottolineano gli esperti dell'Inaf, "sfida ogni spiegazione". 

In alto, la distribuzione del monossido di carbonio. In basso, lo "haze", la foschia ancora senza spiegazione. Crediti: ESA/Planck
In alto, la distribuzione del monossido di carbonio. In basso, lo "haze", la foschia ancora senza spiegazione. Crediti: ESA/Planck

La foschia è rilevata da Planck nella regione che circonda il centro galattico, ed è costituita da elettroni. Si presenta come un'emissione nota agli astrofisici e chiamata emissione di sincrotrone, generata quando gli elettroni, accelerati dalle esplosioni di supernovae, si trovano ad attraversare i campi magnetici. Secondo i ricercatori la foschia di elettroni potrebbe essere generata o dalla esplosione di supernovae o dall'annichilazione di particelle di materia oscura, la componente misteriosa dell'universo che lo occuperebbe per il 25%.

 

"Se si trattasse dell'annichilazione della materia oscura, ossia della materia oscura che si estingue e produce energia ed elettroni sarebbe una grande scoperta", osserva Reno Mandolesi, responsabile dello strumento a bassa frequenza (Lfi) del satellite.
Planck ha l'obiettivo di osservare la prima luce dell'universo, il fondo cosmico a microonde, risalente ad appena 380mila anni dopo il Big Bang. 

Ma, per vedere nei dettagli il fondo cosmico, occorre anzitutto rimuovere le contaminazioni introdotte dalla moltitudine di sorgenti che si sovrappongono. I ricercatori hanno scoperto le nubi di monossido di carbonio e la misteriosa foschia proprio mentre rimuovevano queste contaminazioni. "In questo momento - aggiunge Mandolesi - siamo un pò come dei restauratori che rimuovono le incrostazioni da un'opera d'arte, noi stiamo rimuovendo gli effetti che si trovano davanti al fondo cosmico, per realizzare la prima mappa del fondo cosmico visto da Planck, prevista per il 2013".

Repubblica.it

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Commenti: 2
  • #1

    E.Kalash (mercoledì, 15 febbraio 2012 09:37)

    Sono i primi segni della superonda galattica (rif. Laviolette). E non sto parlando di Dragon Ball.

  • #2

    Jack (mercoledì, 15 febbraio 2012 10:15)

    Dai però supeonda galattica ci sembra proprio un a mossa finale di DB. XD