McKinnon, dieci anni da incubo per hacker che cercava gli Ufo

Imprigionato nella sindrome di Asperger, l'hacker Gary McKinnon attende il suo destino, sopravvivendo in "un mondo da incubo". La madre nell'ultimo disperato appello, ha pregato il primo ministro inglese David Cameron, di salvarlo da una prigionia negli Stati Uniti che potrebbe durare per tutta la vita.

Janis Sharp, madre coraggio, ha invitato il premier a cogliere l'occasione dell' incontro con il presidente americano Barack Obama il mese prossimo, per discutere il modo di far cadere l'ordine di estradizione di suo figlio - che ormai un decennio fa- riuscì ad introdursi nelle rete di computer del Pentagono e della Nasa dal suo appartamento a nord di Londra. A McKinnon, 45 anni, è stata diagnosticata una sindrome di disturbo della capacità cognitiva, uno spettro autistico, che non gli ha impedito certo di cercare le prove del contatto extraterrestre.

I potenti avvocati di Washington hanno chiesto che venga processato negli Stati Uniti, dove rischia di essere sbattuto in un carcere di massima sicurezza. La Sharp ha descritto il trattamento di suo figlio in tutto questo tempo come "barbaro". Gli avvocati di McKinnon hanno fornito le prove mediche che paventano il rischio di depressione suicida, se l'uomo fosse estradato. Un decennio di battaglie, di drammi umani, e di intepretazioni singolari del diritto internazione. 

La madre si è sfogata alla BBC: "Dieci anni sono passati e ancora Gary vive in un mondo da incubo, in grado di controllare il terrore che consuma ogni suo momento di veglia", ha detto.

"Questa pressione infinita su un uomo con l'Asperger, con gravi problemi di salute mentale è una barbarie"

"E per cosa? Un atto sciocco che ha causato imbarazzo per gli Stati Uniti. Dove è andato il nostro senso delle proporzioni?"


Come detto la visita della Casa Bianca il mese prossimo sarebbe il forum ideale per sollevare la situazione di Mckinnon, dopo dieci anni in cui l'uomo ormai di mezza età è stato esposto al pubblico ludibrio, tacciato di un crimine che provoca nelle persone niente di più che un'alzata di spalle ma che gli Usa considerano l'anticamera del terrorismo, scottati da quell'undici settembre che non sono riusciti a evitare, beffati da giovani arabi con mezzi infinitamente minori di quelli della prima potenza mondiale.

Ed ecco che solo un anno dopo, Mckinnon si introduceva nei server del pentagono e della Nasa, umiliando il senso di onnipotenza degli americani, e cercando quella prova dell'esistenza degli ufo che pareva ossessionarlo da tempo. E gli americani a cui il senso di pietà non è mai piaciuto, lo vogliono vedere dentro le loro carceri, al sicuro, senza computer e senza più vita, alla stregue di un terrorista. 
Il calvario, dura da dieci anni e per quanto può sembrare assurdo, con tutti i problemi che il mondo sta attraversando, nemmeno per un secondo sembra passato per la testa delle autorità americane di lasciar perdere.

Dicono ancora gli avvocati dell'Hacker inglese:

"Abbiamo l'opportunità di finire definitivamente questa follia giudiziara che ha distrutto Gary per 10 anni. Un gesto degli Stati uniti dimostrerebbe che il 'rapporto speciale' con il Regno Unito ha un significato vero ed è basato sul reciproco rispetto, anche dei due sistemi giudiziari".

 

L'Ufficio stampa del primo ministro non ha commentato le richieste della donna e dei suoi difensori legali.

Il signor McKinnon è solo uno dei numerosi cittadini britannici in attesa di estradizione verso gli Stati Uniti.

Richard O'Dwyer addirittura rischia il carcere oltre oceano solo per il sospetto di violazione del diritto d'autore negli Usa.

I Difensori dei diritti civili hanno continuato a denunciare  attraverso il direttore di Liberty, Shami Chakrabarti un "regime marcio di estradizione, dove nessuno è immune al trattamento ingiusto sotto un sistema già devastante".

 

E intanto la battaglia continua.

 

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Commenti: 1
  • #1

    ET (giovedì, 20 febbraio 2014 15:09)

    ai.utoo..!te-le-fo-no caa-saaa!