L'Italia punta sull'energia delle stelle: il sogno della fusione nucleare

Gli scienziati italiani e l'Enea vogliono continuare a investire nel nucleare pulito e hanno già pronto il progetto per farlo. In due giorni di incontri a Frascati tutti i ricercatori coinvolti nei progetti di fusione nucleare del nostro Paese, da quelli dell'Enea ai centri universitari, hanno discusso la realizzazione del nuovo reattore Fast e sono usciti tutti convinti che sia la strada giusta. Per mantenere l'Italia all'avanguardia in questo campo. Non è solo una questione di prestigio o di eccellenza scientifica, c'è anche un aspetto molto più concreto di investimenti internazionali che possono confluire verso le imprese italiane, come è già avvenuto in questi anni.

La fusione nucleare è un po' il sogno dei fisici impegnati nell'energia. Se si riesce a fare in modo che atomi leggeri si uniscano a formare atomi più pesanti si ottiene il processo che avviene nelle stelle e che produce enormi quantità di energia senza produrre scorie radioattive come avviene invece nella fissione nucleare, quella che spezza atomi pesanti come nelle bombe e nelle centrali che sono in funzione oggi. Il problema è che la fusione, proprio perché è una reazione così potente, è difficile da innescare e controllare. Servono reattori che spingano gli atomi a condizioni limite, portandoli ad essere così vicini da fondersi.

Per ora esistono solo impianti sperimentali, uno dei quali a Frascati, dove dovrebbe trovare posto anche Fast. Ma c'è anche un grande progetto internazionale già in costruzione: si chiama Iter ed è il frutto della collaborazione tra Paesi europei, Stati Uniti, Cina, India, Giappone, insomma la maggior parte delle economie avanzate e dei Paesi che oggi trainano l'economia mondiale. Iter servirà a provare definitivamente che la fusione controllata dall'uomo è possibile e produce più energia di quella necessaria per innescare e far funzionare il processo. Ma anche questo impianto non darà energia al mondo: bisognerà aspettarne uno ancora più grande e costoso (Iter, dopo varie revisioni dei preventivi, arriverà a toccare i 10 miliardi di euro), chiamato Demo, che potrebbe essere pronto per il 2050. Quasi quarant'anni da oggi, però a quel punto i problemi energetici del pianeta sarebbero davvero definitivamente risolti.

Ma se già Iter è in costruzione, allora che bisogno c'è del progetto Fast? «Serve a due cose. Come supporto a Iter, per affrontare in un impianto più piccolo tutti i problemi che potrebbero sorgere in quello è più grande. E poi serve per mantenere e rafforzare l'eccellenza italiana in questo campo. Per Iter le aziende italiane hanno ottenuto oltre 500 milioni di commesse su poco più di un miliardo di euro di opere già finanziate. E saranno italiane le parti principali dell'opera, come il grande magnete che deve confinare il plasma e la camera in cui il plasma viene chiuso», racconta Aldo Pizzuto, dell'Enea, responsabile del Progetto Fusione per l'Italia. «È fondamentale avere un impianto dove formare i nostri giovani ricercatori. E Fast non è solo un'idea, è già un progetto definito e studiato», aggiunge Giuseppe Mazzitelli, responsabile del Laboratorio gestione grandi impianti sperimentali dell'Enea a Frascati e presidente di Frascati Scienza.

 

Quello che manca, però, è l'impegno economico. In un periodo di grandi sacrifici e risparmi non sembra facile riuscire a convincere il governo a lanciare un progetto da 300-350 milioni di euro che dovrebbero venire tutti o quasi dallo Stato. «Certo, è una cifra grossa, ma il 40% dovrebbe arrivare da finanziamenti europei e quindi si tratta di poco più di 20 milioni all'anno per otto o nove anni. A parte la ricaduta scientifica, rispetto ai 600 milioni di commesse ottenuti dall'Italia per Iter risulta comunque un buon investimento per continuare ad essere noi all'avanguardia», commenta Mazzitelli.

Il Sole 24 ore

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Commenti: 1
  • #1

    KOSLINE (domenica, 05 febbraio 2012 22:50)

    Ma in Italia esiste una legge che non permette di costruire centrali termonucleari , qualunque esse siano ....!!!che facciamo noi paghiamo lo sviluppo magari ci riusciamo e poi gli altri a due soldi si comprano i diritti ? e subito dopo confine costruiscono le centrali e ci vendono l'energia a caro prezzo!!! mi sembra un film già visto questo ....!!!!

    esiste un energia motsruosa sotto i nostri sederini si chiama Geotermica , perché dopo che siamo stati i pionieri di questa tecnologia non la sviluppiamo e sfruttiamo ?????????

    FreeForumZone e' alla frutta , non riesco ad entrare nella piattaforma ... a qualcuno capita la stessa cosa ragazzi???