L'enigma dei 12 segnali del Seti: sono extraterrestri ?

In questi ultimi giorni una notizia curiosa e affascinante è venuta dall'altra sponda dell'oceano Atlantico12 segnali, considerati "intriganti" sono stati pubblicati in questi giorni dai ricercatori all'Università di Berkeley, che li ha analizzati e ha fatto alcune considerazioni. Tanto è bastato per scatenare un putiferio tra voci di segnali alieni e smentite con tanto di comunicati stampa. Secondo quanto dichiarato si tratterebbe di frequenze strette, molto più strette di quelle prodotte da eventuali fenomeni astrofisici conosciuti, che variano in frequenza con il tempo, come ci si aspetterebbe a causa dell’effetto doppler imposte dal moto relativo del trasmettitore e il telescopio radio ricevente. Tuttavia da Berkeley catalogano questi segnali come interferenze, disturbi dello spettro, che per ora è non solo prematuro, ma anche assurdo paragonare a segnali intelligenti. Ma qualcuno non ci crede e si chiede se non sia una marcia indietro. 

Come dicevamo il team di Berkeley avrebbe bisogno di molti più dati per confermare che i segnali di questo tipo in realtà provengano da una fonte intelligente. I segnali falsi, conosciuto come radio-frequenze(RFI), sono la rovina di ogni radioastronomo, perchè possono essere causati da moltissime cose, dai satelliti radar per aerei al Wi-Fi. Il Berkeley SETI Project Scientist Andrew Siemion ha dichiarato all'Huffington Post: "Ogni tecnologia umana che produce emissioni radio in una frequenza radioastronomica nella banda osservabile è considerato un RFI ".

Gli Scienziati del SETI utilizzano una varietà di tecniche per escludere i candidati non idonei alla ricerca di un segnale "interessante", per esempio si "richiede che il segnale venga solo da una direzione e si cercano variazioni del segnale causate dal moto relativo della Terra rispetto a un trasmettitore molto distante. Siemion ha spiegarto il dilemma degli scienziati del SETI nell'affrontare la ricerca di segnali alieni: molti probabilmente assomigliano a impulsi tipici della società umana. Quando gli astronomi respingono segnali apparentemente inutili, comincia la missione di osservazione del SETI, che cercando di cogliere un segnale reale tra i RFI, può incorrere spesso in errore. Gran parte del lavoro di uno scienziato SETI è escludere i potenziali candidati per evitare di fare qualsiasi annuncio che si riveli illusorio. Con tutto questo sforzo dedicato alle analisi di segnali reali, da separare da quelli falsi, potrebbe succedere un giorno di imbattersi davvero in una trasmissione aliena genuina, ignorandola perché sembra proprio come un RFI.


Anche se la stragrande maggioranza dei segnali candidati può essere attribuita a RFI, gli errori possono ancora produrre risultati interessanti. Nel 1967 un segnale, che è stato catalogato come ipoteticamente intelligente perché produceva un bip ad un tasso costante, è stato identificato dopo tempo come un nuovo tipo di corpo celeste, ormai famoso e che oggi chiamamo Pulsar.

Antony Hewish, che ha supervisionato la ricerca vincendo per questo il premio Nobel ha rilevato: "E 'un problema interessante - se si pensa di avere individuato la vita altrove, nell'universo come si fa ad annunciare i risultati responsabilmente Chi lo fa? Uno lo dice per primo?"

Twitter, chiaramente, non è la risposta...

 

Un documento chiamato "SETI Post-Detection Protocol" esiste proprio per tale occasione, ma Siemion è scettico che sarà seguito nel caso di una osservazione importante. Probabilmente tra emozione ed euforia la voce, grazia anche a internet si spargerebbe bel prima che qualunque protocollo possa essere aperto, o che una voce istituzionale dia la "lieta!" novella.

 

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Commenti: 5
  • #1

    giovanni79 (mercoledì, 11 gennaio 2012 15:43)

    qualsiasi cosa scoprano, anche la più lampante verrà sempre
    e comunque negata a noi comuni mortali...

  • #2

    Receptionist (mercoledì, 11 gennaio 2012 21:51)

    Hai prp ragione.
    Se ci penso bene mi rattrista.
    Meno male che esiste segnidalfieno.it e il suo immenso forum.
    Mi torna il sorriso appena leggo le loro perle di saggezza galattica.
    Scusate me scappato.:(
    Mi prostro in attesa di perdono.

  • #3

    Mentitore (mercoledì, 11 gennaio 2012)

    Nel caso del SETI non credo.

    Ne "Le Scienze" di marzo 2011 c'è un articolo riguardo al SETI. In un passaggio che riguarda quello che succederebbe se fosse captato qualche segnale extraterrestre, viene detto che non accadrebbe mai che avvenga una copertura governativa o una congiura del silenzio, così almeno sostiene la direttrice Jill Tarter. A riprova viene portato un episodio accaduto un mattino di giugno di 14 anni fa. Venne captato un segnale sospetto e i ricercatori iniziarono le procedure di verifica come da protocollo. Tuttavia una serie di telefonate di prassi e riguardanti altri argomenti fece giungere comunque la notizia alle orecchie di un reporter del New York Times. Quando ancora i primi accertamenti erano in corso già il telefono dei ricercatori iniziava a squillare e i media cercavano ulteriori notizie. Superfluo aggiungere che il segnale si rivelò provenire da un satellite della NASA.
    Viene anche aggiunto che il SETI è appoggiato anche ad altre ricerche astronomiche e per eventuali verifiche dei segnali sarebbe necessario (come di prassi in ambito di ricerche astronomiche) rivolgersi ad altri osservatori. Se ne deduce quindi che in qualche modo altre persone al di fuori del SETI verrebbero coinvolte nella scoperta e la notizia giungerebbe immediatamente, volenti o nolenti, alla stampa.
    In ogni caso, se qualche segnale venisse captato, il SETI richiederebbe a chiunque sia in grado di farlo e con qualunque strumento utile di captare il segnale e indagarne le diverse frequenze per capire di cosa si tratti.

    Personalmente inoltre ritengo che se veramente questi ricercatori del SETI sono devoti alla causa e non collusi con qualche potere, avranno escogitato qualche sistema segreto per far sì che la notizia di un eventuale segnale captato venga infine resa pubblica anche nell'eventualità che qualcuno lo voglia impedire con ogni mezzo. Fantasticando potrei pensare ad una sorta di e-mail che si diffonde a tutti i giornali, alla stampa e loro amici. Oppure qualche messaggio in codice. Non lo so, ma qualcosa del genere che parta immediatamente appena i ricercatori hanno il sentore che la scoperta e/o le loro vite siano in pericolo.

  • #4

    M4Rc02 (mercoledì, 29 febbraio 2012 03:54)

    Quoto Giovanni79

  • #5

    yuri (lunedì, 15 luglio 2013 00:02)

    Bisogna assolutamente costruire un radiotelescopio sulla faccia nascosta della luna.