Il Seti si risveglia e si mette a cercare gli alieni sui mondi di Kepler

Il Seti rinasce, potremmo titolare così, riferendoci alla nuova era del progetto che ha fatto sognare milioni di persone, alla ricerca di una vita biologica fuori dal nostro pianeta. In realtà già dall’ottobre scorso, con una lettera ai finanziatori e affiliati del Progetto SETI, si annunciava la riattivazione dell’Allen Telescope Array spiegando che gli obiettivi erano al centro del rilancio del progetto avrebbero riguardato i nuovi mondi scoperti dalla missione Nasa Kepler. Proprio attingendo dalle specifiche su stelle e pianeti che Kepler eveva individuato e che come  struttura e massa erano comparabili alla Terra dentro la zona Goldilocks, la fascia abitabile. Dopo un periodo di crisi di fondi e entusiasmo dunque si riparte, sperando in esiti migliori.

Oggi le dichiarazioni di Jill Tarter, direttore del programma SETI sono presenti su tutti i media d'oltreoceano dal Los Angeles Times a Fox NewsIl telescopio spaziale Kepler con le sue scoperte ha potenzialmente rimodellando la nostra visione dell’universo. Questa è una eccezionale opportunità per le osservazioni SETI, e per la prima volta possiamo puntare i nostri telescopi verso stelle che ospitano sistemi planetari – di cui almeno uno è simile alla Terra e che orbita nella zona abitabile attorno alla sua stella ospite. Questo è il tipo di mondo che potrebbe essere sede di una civiltà capace di costruire trasmettitori radio.

 

Quindi il progetto che sfrutta Allen Telescope Array dopo essere stato messo in stand-by lo scorso aprile dalla California Berkeley per problemi di bilancio, viene reso di nuovo attivato. Con i nuovi fondi recentemente acquisiti attraverso una massiccia campagna promozionale via Web e non solo a cui ha aderito anche la star di Contatc Jodie Foster, l’ATA ha potuto riprendere le osservazioni SETI là dove si era interrotta: esaminando le migliaia di nuovi candidati pianeti trovati da Kepler.

Le osservazioni dei prossimi due anni consentiranno l’esplorazione sistematica dei pianeti scoperti di Kepler nella finestra delle microonde da 1-10 GHz. L’ATA è l’unico radiotelescopio che può fornire l’accesso immediato a decine di milioni di canali in qualsiasi momento e ovunque in questa fascia di ben 9 miliardi di canali (ogni canale è largo appena un  1 Hz!).

Fino a poco tempo fa molte ricerche SETI erano focalizzate su limitate gamme di frequenza, tra cui un piccolo numero di osservazioni attorno alle frequenze  di transizione dello ione 3He+  a 8,67 Ghz, proposte nel 1993 dal team di Bob Rood (University of Virginia) e Tom Bania (Boston University) 

L' Allen Telescope Array
L' Allen Telescope Array

La ricerca iniziale dell’ATA sugli obbiettivi individuati da Kepler si concentrerà intorno alla banda 8,67 GHz, prima di passare ad esaminare gli altri miliardi di canali disponibili per l’osservazione.

Il successo della missione Kepler ha creato una straordinaria opportunità per concentrare la ricerca SETI. Mentre la scoperta dei nuovi esopianeti attraverso Kepler è sostenuta con i soldi del governo americano, la ricerca di intelligenze extraterrestri  in questi mondi può  essere svolta a casa da ciascuno di noi. E la nostra esplorazione SETI dipende interamente da donazioni private, per la quale siamo profondamente grati ai nostri donatori “, osserva Tarter. Restiamo in vibrante attesa.

 

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Commenti: 1
  • #1

    luis (mercoledì, 28 dicembre 2011 14:53)

    Articolo di notevole importanza, ben fatto, è utilissimo leggerlo, grazie
    http://www.prestiweb.it