10 cose da sapere su Curiosity, il rover marziano che cerca la vita

Curiosity, il nuovo rover per l'esplorazione di Marte realizzato dalla NASA, è partito da pochi giorni dalla base dell'Air Force di Cape Canaverla alle 16.02 ora italiana a bordo di un Atlas V. Raggiungerà Marte il 6 agosto 2012. La missione ha una durata nominale di almeno un anno marziano, vale a dire 687 giorni terrestri.  Il principale obiettivo scientifico di Curiosity è valutare se le condizioni ambientali del pianeta in passato possono essere state adatte a ospitare forme viventi. Rispetto alle precedenti missioni non si concentrerà quindi sulla ricerca di indizi della presenza di acqua, ma grazie agli strumenti innovativi di cui è dotato sarà in grado di identificare anche tracce di composti organici.

Ecco dieci cose da sapere sull'ultimo rover della Nasa.

1. Curiosity è dotato di strumenti innovativi, tra cui un braccio robotico per scavare nel sottosuolo e nelle rocce, e del più sofisticato set di strumenti scientifici mai inviato su Marte. Il rover, che si muove a una velocità massima di 90 metri all'ora in navigazione automatica, in due anni dovrebbe spostarsi per almeno 6 chilometri. 

2. Le sei ruote di Curiosity sono dotate ognuna di un motore individuale e sono state progettate per superare ostacoli fino a 75 centimetri di altezza. 

3. Di dimensioni paragonabili a quelle di un'automobile (3 metri per 2,7) e con un peso di 900 chilogrammi, Curiosity è un vero e proprio gigante rispetto ai precedenti rover della NASA. Nell'immagine, le ruote di tre generazioni di rover marziani a confronto: Sojourner (1997), Spirit/Opportunity (2003), Curiosity (2011)

4. Lo scudo termico del rover sarà uno dei più grandi mai costruiti. Infatti avrà un diametro di 4,5 metri e sarà destinato a proteggere il rover durante il viaggio e sopratutto durante l'ingresso nell'atmosfera marziana.

5. La fase di discesa sarò guidata dai piccoli propulsori posizionati nella parte posteriore della navicella. Dei potenti getti di ossigeno e aria orienteranno l'inclinazione della navetta, in modo che si posizioni sulla superficie di marte senza rimbalzare, se questo succedesse infatti la navetta uscirebbe dall'orbita maziana e si disperderebbe nell'immensità dello spazio cosmico.

6. Il paracadute del Mars Science Laboratory (MSL) è il più grande mai costruito per un volo extraterrestre, ha 80 cavi di sospensione, un diametro di 16 metri e una lunghezza di oltre 50 metri. Progettato per velocità supersoniche, servirà a rallentare ulteriormente la sonda dopo l'ingresso nell'atmosfera marziana e il distacco dello scudo termico.  

7. A differenza delle precedenti missioni, per la discesa sul suolo marziano non saranno usati airbag, ma la "Sky Crane",un sistema simile a una gru installato nello stadio di discesa, che abbasserà il rover fino a consentire un "atterraggio morbido" sulla superficie di Marte

8. Una volta toccato il terreno, dopo la conferma del contatto da parte dei computer di bordo, alcune microcariche esplosive faranno saltare via i cavi di collegamento tra il rover e la SkyCrane, che si sposterà per cadere lontano da Curiosity.

9. Il cratere Gale, prescelto per l'atterraggio di Curiosity dopo un lungo processo di selezione che ha coinvolto oltre 100 esperti, ha un diametro di 154 chilometri e si trova nei pressi del confine con l'Elysium Planitia. 

10. Curiosity sarà in buona compagnia durante il viaggio. In un microchip all'interno del rover è infatti presente una copia del Codice del volo degli uccelli di Leonardo da Vinci. L'originale del manoscritto, risalente al 1505, è custodito nella Biblioteca Reale di Torino. Credit: Biblioteca Reale di Torino

Tutte le immagini sono Credit: NASA/JPL-Caltech

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Commenti: 7
  • #1

    ina (domenica, 27 novembre 2011 16:48)

    sarebbe molto bello sapere se ci sono ancora dei sopravissuti su marte ...io penso di si ma si troverebbero sotto terra ....chissà se daranno segnali a questo robottino ...io ci spero

  • #2

    IRONMAN (domenica, 27 novembre 2011 17:25)

    Si le dimensioni stavolta della rover sono veramente impressionanti speriamo duri più del previsto come opportunity

  • #3

    IRONMAN (domenica, 27 novembre 2011 19:11)

    Hahh..quasi dimenticavo,il grande Leonardo è italiano quindi un pezzettino di Italia và anche su Marteeeee!!!

  • #4

    sossio (domenica, 27 novembre 2011 21:02)

    orgoglio italiano :D
    anche se a questo punto metterei la mano sul fuoco anche per forme di vita elementari...

  • #5

    serena (lunedì, 28 novembre 2011 10:21)

    ma lo sapevate che leonardo da vinci era figlio di schiavi arabi e poi preso sotto l'ala protettrice (adottato) dai benestanti da vinci??....era solo una piccola curiosità........comunque si, una volta che mandano curiosity a cercare vita....significa che chi lo manda non sta cercando semplici batteri!

  • #6

    serena (lunedì, 28 novembre 2011 10:22)

    p.s.....l'ho sentito dire in tv eh?

  • #7

    cesare (lunedì, 05 dicembre 2011 03:16)

    Anche il fatto delle forme di vita spero che sia qualcosa di "sentito in tv", perché pensare che si cerchi qualcosa di più di forme elementari e residue di vita è veramente una immensa cavolata.

    Sono attualmente ricercatore nel dipartimento di aeronautica e astronautica dell'università di Purdue, USA (quella dove studiò Neil Armstrong), quindi penso di essere abbastanza "dentro" l'argomento.

    La scienza ha sempre moltissimi dubbi, ma in casi come quello di Marte ce ne sono pochi: la vita molto probabilmente ebbe inizio (e parliamo sempre di organismi monocellulari) ma purtroppo ci sono alcune condizioni e caratteristiche del pianeta che impediscono lo sviluppo di forme più evolute, anche "sotto terra" (ma possibile che in Italia siamo così ignoranti per tutto ciò che riguarda la scienza? Sopravvisuti a cosa? Non c'è stata nessuna catastrofe su Marte, solo una diversa evoluzione geologica che non può aver MAI dato inizio ad un'evoluzione della vita intelligente: le condizioni "sotto terra" cosa avrebbero di diverso rispetto a quelle esterne? La gravità non cambierebbe, per cui è impossibile trattenere un'atmosfera adeguata; gravità, distanza dal sole e diversi altri fattori non permettono l'accumulo di sufficienti quantità di acqua allo stato liquido e così via).