"Houston, abbiamo un problema" All'asta i taccuini dell'Apollo 13

E' il souvenir di una tragedia scampata, riportato a terra dallo spazio e dunque a sua volta salvato. Ai non addetti ai lavori sembra un normale raccoglitore pieno di documenti, fogli su fogli di cifre, sigle astruse, calcoli aggiunti a mano, annotazioni su foglietti volanti appicicati alle pagine principali. Invece è il libro di bordo che nell'aprile 1970 permise agli astronauti dell'Apollo 13 di tornare a casa, sulla Terra, dopo che la loro missione verso la Luna fu interrotta da un'esplosione nei serbatoi di ossigeno dell'astronave.

Calcoli e annotazioni furono vergati dalla mano del capitano James Lovell, comandante della navicella, per impostare febbrilmente il modulo lunare  -  come era chiamato il mezzo che avrebbe dovuto portare gli astronauti sulla Luna  -  in modo da trasformarlo in una capsula per rientrare nell'atmosfera terrestre. Se Lovell avesse sbagliato anche uno solo dei suoi calcoli aritmetici, il viaggio di ritorno sulla Terra sarebbe stato impossibile, condannando gli astronauti a una morte certa. Ora tutto questo è in vendita, battuto all'asta.

Il libro di bordo dell'Apollo 13 con le annotazioni a mano del comandante James Lovell
Il libro di bordo dell'Apollo 13 con le annotazioni a mano del comandante James Lovell

Fortunatamente,  andò tutto bene. Quel drammatico rientro, preannunciato da un understatement passato alla storia, "Houston, abbiamo un problema quassù", è stato raccontato da libri, documentari e film, incluso "Apollo 13", una pellicola hollywoodiana di qualche anno fa con Tom Hanks nella parte del comandante Lovell. Ma una testimonianza concreta e diretta di una tragedia sfiorata per poco sarà messa all'asta per la prima volta a Dallas dalla Heritage Auction il 30 novembre prossimo. Un souvenir raro e prezioso, specie in un'epoca in cui i programma spaziali della Nasa si restringono, lo Shuttle è andato in pensione e il ricordo delle gloriose imprese del programma Apollo si affievolisce sempre più.


Il libro di bordo, che secondo gli esperti potrebbe ricevere offerte fino a 35 mila dollari (circa 25 mila euro), contiene 70 pagine di istruzioni, definendo una per una le 59 procedure necessarie per attivare il modulo lunare. L'esplosione che fece fuoriuscire rapidamente l'ossigeno dall'Apollo 13, lasciando ai suoi tre passeggeri come unica soluzione quella di usare il modulo come una scialuppa di salvataggio. Ma prima dovevano trasferire le istruzioni per il ritorno a terra dal computer della navicella principale a quello della minuscola capsula originariamente destinata all'ammaraggio sulla Luna. E dovevano fare in fretta, perché l'ossigeno stava a bordo stava finendo e l'energia elettrica pure.

"Mi facevo leggere le coordinate dal mio collega Jack Swigert, le trasferivo sul libro di bordo del modulo lunare e mentre facevo i calcoli necessari a mente, perché non c'erano computer portatili in grado di farle per me a quel tempo, le ripetevo ad alta voce al controllo della missione giù a Houston, affinché verificassero che fossero  giusti", ricorda Lovell, l'ex-capitano, oggi 83enne. E' stato lui a decidere di mettere all'asta il souvenir di quella spaventosa avventura. "Penso che feci tutti i calcoli e le trascrizioni nel giro di 15 minuti", dice l'ex-astronauta al Times di Londra, che l'ha intervistato per l'occasione. "Un solo errore ci sarebbe stato fatale". Ma Lovell non fece nemmeno un errore. Gli astronauti, oltre a essere coraggiosi piloti, capaci di muoversi in assenza di gravità e di fare una quantità di cose complicatissime, devono essere anche bravi e veloci in aritmetica, e lui lo era.

Repubblica.it

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Commenti: 1
  • #1

    kim (mercoledì, 23 novembre 2011 23:09)

    ciao a tutti ragazzi (ki meno come me ^_^)e buon lavoro allo staff di Ufoonline...