Ufo, 15 anni fa il caso Westendorff scuoteva il brasile

Era 5 novembre 1996, i giornali annunciarono a caratteri cubitali l’avvenimento sensazionale di cui era stato protagonista un esperto pilota civile brasiliano. Da allora sono passati 15 anni ma il caso resta aperto. Ripercorriamo insieme i fatti di quell'inizio di novembre. Verso le ore 10,18 di quel giorno, Haroldo Westendorff era decollato con il proprio monomotore Piper Apache dal campo di volo della città di Pelotas, nell’estremo sud del Paese Carioca. Stava volando da circa dodici minuti, a 5000 piedi di quota, al di sopra di un grande lago, distante circa 8 chilometri da Pelotas, quando improvvisamente s’imbatté in un gigantesco oggetto volante. Chiese immediatamente via radio alla torre di controllo se l’oggetto fosse visibile anche dal suolo. Ne ricevette conferma, con l’esplicita richiesta di eseguire un rapporto a distanza ravvicinata. Westendorff si avvicinò quanto possibile all’incredibile ordigno: non si era mai occupato di UFO e la cosa lo stava tremendamente intrigando. Avvicinandosi ulteriormente, il pilota comprese non potesse trattarsi di un oggetto di costruzione terrestre, essendo completamente diverso da qualsiasi tipo d’aeromobile in cui si fosse imbattuto, anche nel corso della sua attività di stuntman negli USA ed in Francia.

Continua dopo il salto.

Lo si poteva tutt’al più paragonare ad una combinazione un po’ eccentrica di aeromobili di strana natura; assomigliava ad una specie di corpo piramidale a più facce e spigoli arrotondati; con il vertice tronco: lungo ognuno dagli otto o dieci pannelli laterali presentava aperture triangolari, simili a finestre. La superficie dell’oggetto era bruna. Misurava settanta metri di altezza e cento di larghezza: le stesse dimensioni di un campo da football. Al contrario l’aereo di Westendorff, con la propria apertura alare di soli sei metri, a dir poco, scompariva. Il pilota passò dai dodici ai quattordici minuti, volando in prossimità dell’oggetto, tentando di coglierne gli aspetti che poteva. Dal momento che l’aeroporto di Pelotas non disponeva di unità di avvistamento radar, egli pensò che in ogni caso quella del più "vicino" aeroporto, sito a Curitiba, a 700 Km a nord, dovesse avere inquadrato l’oggetto. Tuttavia le autorità responsabili dell’installazione smentirono di aver ricevuto alcun rilevamento in proposito.

Il pericolo dell'onda d'urto

L’oggetto si spostò lentamente e volò in direzione della costa sud/ovest, ad una velocità di 100 km orari. Westendorff riuscì a girargli attorno per tre volte, avvicinandosi con la punta delle ali sino a 40 metri dall’UFO. Dopo il terzo giro, il vertice arrotondato dell’enorme cono scomparve, rivelando una specie di apertura dalla quale uscì un classico disco volante che, asceso in verticale ed assunto un assetto orizzontale rispetto al velivolo madre, partì di scatto con una impressionante velocità. Il disco aveva un diametro di circa dieci metri, e Westendorff stimò che la sua velocità dovesse aggirarsi a qualcosa come dieci volte quella del suono. Apparentemente esso non aveva notato la presenza del Piper, il cui pilota decise di effettuare un volo al di sopra dell'astronave: a tal scopo, dovendo guadagnare quota per superarlo in altezza, si allontanò, compiendo una virata, di diverse centinaia di metri, per poi prendere a salire verticalmente. In quel mentre l'oggetto cominciò a muoversi sempre più velocemente; raggi luminosi di colore rosso, partiti dal vertice, tratteggiarono improvvisamente il cielo e l'UFO iniziò una rapida ascesa. Pertanto Westendorff abbandonò risolutamente il proprio piano: in quel preciso momento egli provò per la prima volta una forte paura, pensando che il movimento repentino avviato dalla mastodontica astronave potesse determinare turbolenze nell'aria, suscettibili di fare precipitare o addirittura esplodere il monomotore. Pilota esperto, sapeva che per evitare le conseguenze di simili effetti indotti dal movimento di grandi velivoli, egli avrebbe dovuto posizionarsi per almeno tre minuti in coda all'UFO. Dal momento però che quest'ultimo aveva le stesse dimensioni d Boeing 747, l'onda d'urto risultante sarebbe stata di proporzioni immani, non sostenibili dal piccolo velivolo. Egli era pertanto in quel momento pronto al peggio, tuttavia, con sua grande sorpresa, lo spostamento dell'oggetto non generò alcuna turbolenza.


I Militari Stavano Mentendo

Qualcuno degli addetti dell'aeroporto di Pelotas lo consigliò di informare via radio la stazione radar militare di Curiba, cosa che egli fece; alla domanda se anch'essi vedessero l'oggetto in questione, ottenne però risposta negativa. Westendorff contattò quindi per una seconda volta la stazione, chiedendo se per caso essi avessero quantomeno qualcosa di insolito sui propri schermi, ricevendo anche in questo caso risposta negativa; al quarto tentativo inutile, decise di desistere. A detta dell'aeroporto di Curitiba, non vi era traccia di traffico aereo nel raggio di 300 km dal suo velivolo. Westendorff era convinto che i militari stessero mentendo, in quanto in quell'area si trovano due città provviste di aeroporto, Santa Maria e Porto Alegre e non poteva non esserci riscontro di traffico aereo commerciale in corso.Si consideri inoltre che il suo incontro ravvicinato era stato seguito da alcuni bagnanti sulle spiagge di Pelotas.Al di sopra del monomotore si trovava una spessa coltre di nubi, entro la quale il gigantesco UFO si era immerso. Il pilota decise ancora una volta di agganciare l'oggetto, penetrando lo strato di nuvole. Uscitone a 3500 metri di quota, constatò però che l'astronave era scomparsa. Westendorff contattò allora via radio la propria moglie, alla quale iniziò a raccontare l'esperienza appena vissuta. Fu in quel momento che comprese in quale situazione dannatamente pericolosa si era cacciato e cominciò a tremare: la donna non gli credette, e considerò la sua storia come pura follia.


Nessun effetto elettromagnetico

Al suo arrivo all'aeroporto di Pelotas, stampa e televisioni erano già sul posto ad attenderlo: tre suoi amici, anch'essi piloti privati, avevano ascoltato via radio quanto aveva riferito del proprio incontro, ed avevano informato la stampa. Westendorff però si rifiutò di rilasciare alcuna dichiarazione, desiderando in primo luogo parlare con gli addetti alle comunicazioni della torre di controllo, per ottenere conferma del suo incontro ravvicinato davanti alla stampa. In caso contrario, avrebbe taciuto. Il responsabile della torre di controllo contattò quindi il proprio superiore, un ufficiale dell'aviazione di stanza a Porto Alegre, chiedendogli il nulla osta per parlare pubblicamente di UFO. L'ufficiale replicò rimettendo la decisione del caso al proprio subordinato, che dal canto suo si mise a disposizione di Westendorff. Tutti finirono così col comparire sulla principale rivista brasiliana ISTOE, cosa che assicurò al caso dell'incontro ravvicinato del pilota una eco di straordinaria portata. Westendorff dichiarò fra l'altro che, durante le proprie manovre di avvicinamento all'enorme oggetto, non aveva avuto modo di registrare alcun effetto di ordine elettromagnetico o fisiologico.Il Caso Westendorff potrebbe a giusta ragione entrare nella storia degli avvistamenti di UFO, come l'incontro più ravvicinato in assoluto di un pilota con un ordigno sconosciuto: i numerosi testimoni, fra i quali tre tecnici addetti alle comunicazioni dell'aeroporto, tre civili che avevano ascoltato la conversazione di Westendorff via radio ed infine i numerosi osservatori che da terra avevano seguito l'episodio, conferiscono al caso ulteriore attendibilità. Le dimensioni e la forma dell'oggetto, escludono infine radicalmente ogni possibilità di equivoco con aeromobili di costruzione terrestre, più o meno noti.

Bibliografia: Notiziario UFO - n. 19, Agosto 1998

Scrivi commento

Commenti: 16
  • #1

    rita (lunedì, 21 novembre 2011 16:16)

    finalmente un articolo vero ....un caso che dà attendibilità

  • #2

    Scettico (lunedì, 21 novembre 2011 16:24)

    Se il 90% dei casi ufo sono fuffa non sono gli articoli veri il problema ma i fatti veri...

  • #3

    sossio (lunedì, 21 novembre 2011 20:35)

    bhè almeno in questo caso ci sono testimoni.....anche se non capisco come il pilota abbia avuto calma e sangue freddo di fare quello ke ha fatto.....era un pilota esperto e avrebbe dovuto calcolare i rischi del suo gesto!!

  • #4

    Delta Force (lunedì, 21 novembre 2011 20:42)

    Grandioso.Tra l'altro fa venire in mente il caso Cecconi del 1979.

  • #5

    lorenzov (martedì, 22 novembre 2011 00:05)

    Ciao a Tutti.
    Nelle affermazioni del pilota, riportate dall'articolo, vi sono tristi incongruenze.
    Come e' possibile, in primis, stimare una velocita' di mach 10 quando l'aeromobile Piper ha velocita' di circa (al massimo) di 200 knots (nodi)?
    Anche se fermo in levitazione quale pilota si azzarderebbe ad avvicinasi con l'ala a 40 metri da un oggetto sconosciuto?
    Per di piu' l'emozione di tale contatto visivo genera una risposta di fuga o per lo piu' di allontanamanto non fosse altro per istinto di protezione.
    La fuoriuscita di un aeromobile che scatta a mach 10 non da' assolutamente la possibilita' di osservazione: a 40 metri di distanza lo spostamento d' aria generato avrebbe distrutto qualsiasi manufatto, qualunque esso sia, sommergibile o missile.
    Ora e' dimenticato: ma chi di Voi ha vissuto, piu' o meno adolescente,
    i primi anni sessanta si ricordera' dei bang sonici che gli f104 ci gratificavano.
    Il superamento della velocita' del suono avviene a circa 1200 km/ora.
    Dieci volte quella velocita', dieci volte quel bang che effetto avrebbe avuto, repentinamente raggiunta, su un fragile aeroplano, non a 40 ma a 400 metri di distanza?
    Sicuramente sarebbe stato polverizzato, leggi onda d'urto.
    A mio parere e' bufala.

  • #6

    ricki (martedì, 22 novembre 2011 08:17)

    ci risiamo ..anche questo articolo è una bufala.ma dove sono quelli veri...io ci credo voi fate come volete

  • #7

    franz (martedì, 22 novembre 2011 08:56)

    La cosa più incongruente potrebbe essere semmai la stima della velocità,in assenza di punti di riferimento io invece spero sempre che non sia una bufala.

  • #8

    Delta Force (martedì, 22 novembre 2011 09:17)

    Il pilota avrà esagerato nel parlare di velocità dieci volte superiore a quella del suono,ma leggo di fior di testimonianze e dell'avvistamento da parte della torre di controllo.

  • #9

    Delta Force (martedì, 22 novembre 2011 09:30)

    Nell'articolo si racconta che il movimento ascensionale del velivolo gigante non provocò nessuno spostamento d'aria.Forse la stessa cosa valse anche per il piccolo disco volante.Ovviamente le mie sono ipotesi.

  • #10

    Receptionist (martedì, 22 novembre 2011 11:42)

    Io dei piloti "di linea" mi fido.

  • #11

    Luc (martedì, 22 novembre 2011 12:59)

    http://www.zazoom.it/blog_rsc/post.asp?id=3983 che ne pensate di questo? asteroide?

  • #12

    Julian (martedì, 22 novembre 2011 14:40)

    @Lorenzov: Di ci bene...ma stai pensando terrestre...con leggi fisiche terrestri. Molto probabilmente..anzi sicuramente, queste "astronavi" utilizzano tecnologia a noi sconosciuta. Magari riescono a sfruttare campi elettromagnetici o antigravità...(non sono esperto..le butto li)..che per noi semplici e primitivi terrestri sono inimmaginabili e sopratutto non creano gli stessi effetti che sappiamo avvengono con i nostri velivoli. Forse è per questo che il piccolo aereo non ha avuto problemi di turbolenza..o non si sia distrutto..
    Poi..oh..la bufala è sempre in agguato..però non lo vedo cosi assurdo...

    ciao a tutti!

  • #13

    lorenzov (mercoledì, 23 novembre 2011 00:23)

    Ciao Julian.
    Ti ringrazio per il contatto diretto.
    Devo chiarificare pero' che se visitatori extraterrestri sono giunti fra noi bisgona analizzare........ cosa?
    Il perche'? il come?
    Le domande non avranno risposta finche' loro non si manifesteranno.
    Io credo pero' che se loro ci scrutano devono comunque rispettare le leggi della fisica, quella stessa che regola l' esistenza del nostro pianeta e di conseguenza la vita su esso.
    La vita sul pianeta Terra e' presente da milioni di anni e le ipotesi e le congetture su un intervento di civilta' piu' evolute della nostra
    (dalle quali noi deriveremmo) sono troppo facili da postare e quindi degne di nessuna considerazione.
    Almeno finche' prove certe vengano divulgate.
    Mi spiego meglio (tento di farlo): sul nostro pianeta abbiamo la possibilita', quali esseri di superfice, di arrivare oltre gli ottomila metri del monte Everest; ma quale possibilita' di di arrivare ad esplorare oltre gli ottomila metri sotto la superfice degli oceani?
    Certamente, amico Julian, vi e' una sfera di mistero che circonda il nostro essere, una sfera di mistero astratto ma anche concreto quale l' ignoto degli abissi subacquei.
    La fantascienza della mia adolescenza, caro Julian, era la possiblita' della conquista della Luna; la Tua puo' essere quella della conquista di Marte; pero' rimaniamo nelle possibilita' future ma quelle del presente quali sono?
    Il garantire la sopravvivenza ai nostri figli e'intento piu' immediato, un mondo migliore per i nostri nipoti e' auspicato ma chi puo' darci certezza non e' di questo "mondo".
    Speriamo ormai che gli alieni ci aiutino poiche' la speranza e' l'ultima a morire.

  • #14

    franz (mercoledì, 23 novembre 2011 17:57)

    Nel mare siamo già arrivati a oltre 10.000 metri certamente in basi alle attuali conoscenze non dovrebbero esistere astronavi extraterrestri.
    Comunque nessuno conosce appieno le leggi della fisica.

  • #15

    Davide76 (sabato, 10 dicembre 2011 14:29)

    Secondo me l'avvistamento c'è stato, potrebbe sicuramente essere che la testimonianza del pilota sia un po' gonfiata, anzi, sicuramente lo è e non poco ma non credo che abbia inventato tutto di sana pianta, avrà voluto apparire un po' come il Tom Cruise della situazione ma non credo abbia inventato tutto... Certo è che probabilmente (e non sicuramente) non ha potuto avvicinarsi fino a 40 metri anche perchè lo spostamento d'aria non è dato dal tipo di propulsione come teorizzato da Julian ma è una questione di massa in movimento e quindi attrito con l'aria, in effetti c'è da dire anche che la loro tecnologia potrebbe creare diversi spostementi d'aria, un po' come gli Apache (credo sia quello il modello) americani in assetto da guerra che anche in atterraggio non creano grandi spostamenti d'aria o durante il volo ne senti il rumore solo quando ti sono sopra la testa appunto per non farsi individuare dal nemico oppure, dato che credo impossibile, considerata la loro alta tecnologia, che non si siano accorti della presenza del piper, abbiano in qualche modo, sapendo che sarebbe andato distrutto, convogliato l'aria in maniera tale da non danneggiare il piccolo aereo. Ovviamente queste sono tutte ipotesi che lasciano il tempo che trovano ma ricordiamoci sempre che considerarci l'unica civiltà dell'universo è più fantascientifico che non il contrario, ci sono 100 miliardi di stelle solo nella nostra galassia ed almeno 100 miliardi di galassie come la nostra e quindi è statisticamente molto improbabile anzi impossibile l'essere soli, molti, anche fra gli scettici, ammettono dell'esistenza di forme di vita aliena intendendo però al massimo batteri allo stato primordiale "in zona" o civiltà più arrettrate o al nostro pari tecnologicamente parlando considerandoci quindi, ed attenzione a questa frase, LA CIVILTA' PIU' EVOLUTA DELL'UNIVERSO.... Fa ridere anche voi?
    Infine ci sono anche quelli che dicono ok, potrebbero esistere civiltà forse anche molto più evolute ma, sapendo che non ci sono pianeti abitati per miliardi di km, come potrebbero raggiungerci? sarebbe impossibile... IMPOSSIBILE?!? All'epoca di A. Volta avrebbero considerato impossibile internet o il mandare un robottino su marte ed invece a distanza di pochissimi anni eccoci là, io dico sempre e sempre sosterrò MAI PORRE DEI LIMITI ALLA SCIENZA ED ALLA TECNOLOGIA

  • #16

    Roberto Cosenza (sabato, 17 dicembre 2011 13:04)

    Io ci credo:il sotto scritto è stato testimone di un evento ha dir poco eccezionale:avete presente le astronavi madre?ecco io l'ho vista....in pieno giorno raga!!!adirittura si vedeva il colore...incredibile,ma vero.Dovete crederci...tante cose ci vengono nascoste,le supposizioni techniche,qui non fanno testo.Come si spiega una massa enorme di quelle dimensioni...credetemi che la percezzione di questo oggetto era di notevole grandezza,solo il tempo di scendere dalla macchina e non c'era più!!faccio una premessa che in quel frangente il celo era limpidissimo.