Scoperti altri 50 pianeti extrasolari, superata quota 600

ll numero dei pianeti extrasolari che orbitano attorno ad altre stelle, e di cui l’esistenza è certa, ha superato la soglia dei 600. Un gruppo di astronomi europei ha infatti annunciato oggi la scoperta di più di 50 nuovi esopianeti trovati conHARPS (High Accuracy Radial velocity Planet Searcher), che fa parte degli strumenti di cui è dotato il telescopio da 3,60 metri dell’Osservatorio Australe Europeo (ESO; La Silla, Cile). Si tratta del più avanzato ed efficiente cacciatore di esopianeti basato a terra. Tra i nuovi arrivati ci sono 16 super-Terre, una delle quali orbita al confine della “zona abitabile” della propria stella – la stretta fascia attorno a ogni stella in cui le temperature permettono l’esistenza dell’acqua in forma liquida, se le condizioni sono favorevoli. Studiando le proprietà dei nuovi pianeti trovati finora da HARPS, l’equipe ha inoltre potuto accertare che sulla base delle scoperte finora fatte circa il 40% delle stelle simili al Sole hanno almeno un pianeta meno massiccio di Saturno. Uno tra gli ultimi esopianeti scoperti è nella fascia abitabile.

L’annuncio delle nuove scoperte è stato fatto oggi da da Michel Mayor dell’Università di Ginevra (Svizzera), coordinatore del gruppo di HARPS. La quantità di oggetti scoperti con questo strumento ha superato le più ottimistiche aspettativa e include una popolazione eccezionalmente ricca di super-Terre e pianeti simili a Nettuno, che ruotano intorno a stelle molto simili al nostro Sole.
I nuovi risultati mostrano che le scoperte si susseguono a ritmo sempre crescente. Negli 8 anni della sua attività, e nel corso di centinaia di notti di osservazione, HARPS ha studiato sistematicamente stelle come il Sole, utilizzando la tecnica della velocità radiale, scoprendo più di 150 nuovi esopianeti. Circa due terzi di tutti i pianeti extraterrestri con massa inferiore a quella di Nettuno (la massa del pianeta più esterno del Sistema Solare è circa 17 volte quella della Terra).
Con le prossime migliorie che verranno apportate sia all’hardware che ai sistemisoftware, HARPS verrà spinto ad un livello di sofisticazione tale che permetterà la ricerca di pianeti rocciosi simili alla Terra che potrebbero supportare la vita. Dieci stelle vicine simili al Sole sono state scelte per queste nuove osservazioni sistematiche. Si tratta di stelle che sono già state osservate da HARPS e perciò si sa che le loro velocità radiali possono essere misurate con molta precisione. Dopo due anni di lavoro, il gruppo di astronomi ha scoperto 5 nuovi pianeti di massa minore a 5 volte quella della Terra. HD 85512 b, uno di questi nuovi pianeti, ha probabilmente una massa pari circa a 3,6 volte quella della Terra e si trova ai confini della zona abitabile.

Rappresentazione artistica del pianeta terrestre HD 85512b, che orbita attorno alla stella di tipo solare HD 85512. ESO/M. Kornmesser
Rappresentazione artistica del pianeta terrestre HD 85512b, che orbita attorno alla stella di tipo solare HD 85512. ESO/M. Kornmesser

Si tratta del pianeta di massa più piccola tra quelli scoperti con il metodo della velocità radiale, che potrebbe trovarsi all’interno della zona abitabile della propria stella, ed il secondo pianeta di piccola massa scoperto da HARPS all’interno della zona abitabile.


La sempre maggiore precisione delle nuove survey di HARPS permette in teoria di scoprire pianeti di massa inferiore a due volte quella della Terra. HARPS è così sensibile che può rivelare velocità radiali delle stelle di ampiezza molto minore di 4 km/h, la velocità di un pedone!


La scoperta di HD 85512 b è ben lontana dai limiti di HARPS e dimostra la possibilità di individuare altre super-Terre nelle zone abitabili che circondano stelle simili al Sole e questi risultati fanno pensare di essere vicini alla scoperta di altri piccoli pianeti rocciosi e abitabili intorno a stelle simili al nostro Sole.
Sulla base di questa eccezionale esperienza, nuovi strumenti sono in progetto per favorire questa ricerca, tra cui una copia di HARPS che verrà installata al Telescopio Nazionale Galileo (Italia) nelle Isole Canarie, per osservare le stelle del cielo settentrionale, così come un nuovo e più potente cercatore di pianeti, ESPRESSO, che verrà installato al VLT dell’ESO nel 2016. In un futuro più lontano lo strumento CODEX dell’E-ELT (European Extremely Large Telescope) spingerà questa tecnica ad un livello ancora più alto.

 

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Commenti: 14
  • #1

    Romolo (martedì, 13 settembre 2011 18:37)

    Molto interessante

  • #2

    Jalisse (martedì, 13 settembre 2011 18:57)

    Ogni tanto escono queste notizie di super terre, super pianeti, acqua liquida ma poi non si sa più nulla, e tutto torna come prima

  • #3

    Jack (mercoledì, 14 settembre 2011 02:51)

    Jalisse che pretendi? Una foto ricordo di uno dei pianeti ^^?

  • #4

    giovanni79 (mercoledì, 14 settembre 2011)

    speriamo che trovino presto anche la vita, così voglio proprio vedere cosa dirà capabianca a Roma...che dio è creatore del cielo, della terra e anche delle esoterre e degli esocieli....ipocriti e pedofili!!!!!

  • #5

    Jack (mercoledì, 14 settembre 2011 10:41)

    Già l'hanno detto giovanni, già l'hanno detto :D! Come dici tu gli appellativi migliori glieli hai riservati alla fine!

  • #6

    Miki (mercoledì, 14 settembre 2011 15:23)

    Ma pensavamo davvero che nell'universo fossimo l'unico pianeta a ruotare attorno ad una stella? E ancora di più, che il nostro fosse l'unico pianeta situato in una "zona-abitabile"???
    Spero proprio che arrivi presto il giorno in cui arrivi qualcuno (o qualcosa) a smontare questo castello di egoismo che ci portiamo addosso, a purificarci di tutte quelle menzongne che ci ha inculcato la Chiesa, e ad illuminarci sulla verità che ancora non riusciamo a vedere!

  • #7

    Lorenzo (mercoledì, 14 settembre 2011 16:56)

    Beh, io ho letto di gente che pensa che siamo il frutto del caso.
    Io penso che sia stato un caso averli letti.
    Ad ogni modo, fino a quando non si sarà trovata l'origine dell' Universo a tutti potrà essere data l'occasione di credere agli alieni o a un Dio creatore.
    Nel primo caso ci si chiederebbe chi li avrebbe creati se non un Dio.
    Nel secondo ci si chiederebbe come avrebbe fatto ad essere sempre stato li se per ogni cosa c'è bisogno d'un creatore.
    L'unica certezza è che "per caso" non è una certezza.

  • #8

    Jack (mercoledì, 14 settembre 2011 19:06)

    Per quanto mi riguarda è paradossalmente la scienza ad avermi avviciniato a Dio. Essa mi ha dato indizi che nessuna religione mi avrebbe mai potuto e mai potrà darmi.

  • #9

    kimaka (mercoledì, 14 settembre 2011 19:40)

    di religione nn parlo,della presenza di un Dio o Dei ne parlero' in futuro,ripeto questo:i pianeti sono milioni altro ke 600!!!!!!!!!!!!!!!!Saluti

  • #10

    Jack (mercoledì, 14 settembre 2011 20:15)

    Si ma questo lo sapevano anche gli scienziati quando hanno cominciato. Ma se non hai dei dati non è che uno può dire sono milioni così tanto per sentore. Saranno miliardi solo nella nostra galassia, ma solo ora possiamo "vederli".

  • #11

    Aladino2011 (sabato, 17 settembre 2011 02:29)

    @Jack...pienamente d'accordo sulla scienza che anche a me ha aperto orizzonti "mistici" che non sapevo appartenermi...

    @kimaka:questi 600 sono i pianeti per ora "osservati". Che non sia ancora stato "provato" che ne esistano miliardi di miliardi nel cosmo,è un dettaglio..."si sa" che è così...

  • #12

    nathan (mercoledì, 14 dicembre 2011 21:40)

    Beh, non so la distribuzione spaziale dei pianeti finora trovati, ed il volume di spazio finora coperto dalle osservazioni di esopianeti, ma 600 comincia a essere un numero decente per fare statistiche e quindi proiezioni probabilistiche a tutta la galassia, o almeno a quelle zone ove ragionevolmente le condizioni medie sono circa eguali, escludendo quindi il nucleo dove avvengono fenomeni catastrofici. Anche tenendosi molto prudenti sui valori da inserire nella equazione di drake, a naso ritengo che il numero di pianeti candidati alla vita possa risultare piuttosto alto.

  • #13

    paolo (martedì, 27 dicembre 2011 16:42)

    Gli alieni ci sono..ci stanno monitorando..siamo gia dentro il loro database...non sono minimamente
    interessati a presentarsi a noi..e tantomeno a fornirci l'accsso ad una delle loro tecnologie..perchè
    sanno meglio di noi cosa succederebbe..ai loro occhi siamo una civiltá primordiale...da monitorare per impedigli di autodistruggersi..

  • #14

    m.lorenzo (mercoledì, 19 dicembre 2012 21:07)

    che dire.un mio pensiero,e che tutto quello che noi pensiamo,immaginiamo,fantastichiamo,sull universo di vite aliene,e matematicamente possibile ,vista l infinita dell universo con tutto il suo insieme di galassie esistenti.sarebbe da egoisti pensare che ci siamo soltanto noi nell universo.