La sonda Dawn entra nell'orbita di Vesta per studiarne massa e gravità

Finalmente ci siamo: dopo 4 anni di viaggio interplanetario e 2,7 miliardi di km percorsi, la sonda della NASA Dawn ha raggiunto l’asteroide Vesta. La sonda dovrebbe essere catturata nell’orbita dell’asteroide alle 7 di sabato 16 luglio in Italia, ma poi ci vorrà un po’ di tempo agli ingegneri del team per raffinare l’orbita esatta che dovrà assumere la sonda. I primi segnali radio sono atttesi per le 8.30 italiane del 17 luglio. Vesta con i suoi oltre 500 km di diametro, è il più grande, dopo Cerere (promosso nel 2006 al rango di “pianeta  nano”), dei corpi planetari che formano la Fascia Principale degli asteroidi. Sarà importante avere dati precisi della massa esatta e della gravità dell’asteroide, im modo da determinare l’orbita dell'oggetto con precisione. Anche se le loro dimensioni sono limitate, Cerere e Vesta interagiscono gravitazionalmente tra di loro e con gli altri pianeti del sistema solare. Proprio a causa di queste interazioni, la loro orbita subisce continue seppur minime oscillazioni. I calcoli hanno ora mostrato che, passato un certo periodo di tempo, queste perturbazioni gravitazionali non si compensano.

E in futuro potrebbero anche scontrarsi.

Sull’evoluzione nel corso del tempo dei pianeti minori Cerere e Vesta ha cercato di vederci chiaro un nuova simulazione pubblicata sulla rivista Astronomy & Astrophysics, con risultati sorprendenti.

Cerere è 6000 volte meno massiccia della Terra e circa 80 volte meno massiccia della Luna; Vesta è quasi quattro volte meno massiccia di Cerere. Questi due corpi minori, che per  molto tempo si è ritenuto che orbitassero in modo tranquillo nella fascia degli asteroidi, sono invece in grado di influenzare notevolmente i pianeti vicini e in particolare la Terra, in un modo che finora è rimasto sconosciuto. A questa conclusione sono giunti Jacques Laskar e colleghi del L’Osservatorio astronomico di Parigi grazie a una serie di calcoli al computer.

Si è evidenziato che l'orbita dei due corpi subisce oscillazioni continue che fanno si che i due corpi lascino le loro orbite iniziali per dare origine a orbite caotiche, con una significativa probabilità di impatto tra loro, stimata in 0,2 per cento per miliardo di anni.

Infine, Cerere e Vesta interagiscono gravitazionalmente con la Terra, la cui orbita diventa imprevedibile dopo 60 milioni di anni. Ciò significa che l’eccentricità dell’orbita del nostro pianeta, che influenza ampie variazioni climatiche sulla propria superficie, può essere ricostruita a ritroso non oltre i 60 milioni di anni, un dato certamente poco confortante per chi si occupa di paleoclimatologia.

Per ulteriori informazioni e immagini su Vesta visitate: nasa.gov/dawn e dawn.jpl.nasa.gov .

Potete seguire la missione su Twitter all'account twitter.com/nasa_dawn .

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Commenti: 1
  • #1

    kimaka (domenica, 17 luglio 2011 00:41)

    milioni di anni e noi a scannarci,potremmo divenire civilta' stellare ma andiamo tutti al mare...(e' meglio)