Quando Giove era al posto di Marte

Un nuovo scenario, che descrive una tappa-chiave nella formazione del sistema solare, è stato proposto da una collaborazione franco-statunitense, che include ricercatori del Cnrs (il Cnr francese) e delle università di Nizza e Bordeaux. Secondo questo modello, Giove sarebbe migrato verso il Sole, e più esattamente verso la posizione in cui è oggi Marte, prima di cominciare un’ulteriore migrazione verso l’esterno e raggiungere la sua posizione attuale, molto più lontana dal Sole. Attraverso il nuovo modello, i ricercatori spiegano sia la formazione della cintura di asteroidi sia la differenza di dimensioni tra i pianeti terrestri (Mercurio, Venere, Terra e Marte). Il gruppo sta ora cercando d’includere in questo scenario Urano e Nettuno, i pianeti del sistema solare più distanti dal Sole. Lo studio è pubblicato sul sito web di Nature. Roberto Cantoni ci spiega di cosa si tratta.

Perché la massa di Marte, il pianeta più vicino a noi, è dieci volte minore di quella della Terra? La difficoltà nel riprodurre con sufficiente dettaglio la massa di Marte nelle simulazioni al computer ha lasciato a lungo questa domanda senza risposta. Nel 2009, però, l’introduzione di nuove tecniche in questo campo ha permesso a Brad Hansen, un ricercatore statunitense, di avanzare un modello che riproducesse le condizioni iniziali della formazione dei pianeti terrestri. Questi sarebbero stati generati da un disco di materiale spesso 0,3 unità astronomiche (UA: 1 UA è la distanza tra la Terra e il Sole), che si suppone fosse esteso da 0,7 a 1 UA dal Sole. Il centro di questo disco, in cui era concentrato il materiale, può aver contenuto i primi ‘mattoni di costruzione’ di Venere e della Terra, i pianeti terrestri più grandi del sistema solare. I bordi esterno e interno del disco avrebbero invece generato Marte e Mercurio, rispettivamente. Tuttavia, questo modello non tiene conto dell’esistenza, all’interno del sistema solare, di materiale planetario al di là Marte, nello spazio in cui si trovano la cintura di asteroidi (tra 2 e 4 UA) e i quattro pianeti giganti (Giove, Saturno, Urano e Nettuno, tra le 5 e le 30 UA).

Lo studio degli esopianeti – cioè, i pianeti che non appartengono al nostro sistema solare – ha rivelato che alcuni pianeti giganti possono migrare avvicinandosi alla loro stella di riferimento. Sulla base di questa osservazione, Alessandro Morbidelli e colleghi hanno avanzato l’ipotesi che i pianeti giganti del nostro sistema solare (Giove e Saturno) siano migrati all’interno del sistema solare prima della formazione di pianeti terrestri. I ricercatori hanno basato il loro studio sul modello di Hansen e hanno immaginato lo scenario seguente: prima della formazione di Saturno, Giove potrebbe essere migrato verso il Sole fino all’attuale posizione di Marte (a 1,5 UA dal Sole). Potrebbe poi aver spostato tutto il materiale presente sul suo percorso, portando così alla formazione di un disco di materiale tronco, spesso 0,3 UA, con un bordo esterno a 1 UA dal Sole (il disco che avrebbe formato i pianeti terrestri, appunto, secondo lo studio di Hansen). Saturno, una volta formatosi, sarebbe a sua volta migrato verso il Sole: sotto la sua influenza, Giove potrebbe aver aver deviato dalla sua orbita ed essere migrato fino a raggiungere la sua posizione attuale (a circa 5 UA dal Sole), oltre la cintura di asteroidi.

 

Utilizzando numerose simulazioni digitali, i ricercatori hanno mostrato che le migrazioni di Giove e Saturno sono compatibili con la formazione della cintura di asteroidi tra Marte e Giove. Inoltre, sono riusciti a spiegare la coesistenza tra due tipi di asteroidi nella cintura: alcuni a basso, altri ad alto contenuto d’acqua. Secondo lo scenario della migrazione indotta da gas, Giove potrebbe aver intercettato due popolazioni di piccoli corpi celesti durante la sua migrazione. Quelli che sono oggi situati nella parte interna della cintura di asteroidi potrebbero essersi originati dalla zona situata tra 1 e 3 UA dal Sole, mentre quelli che si trovano nella sua parte esterna proverrebbero da un’altra regione, oltre le 5 UA.

“Questo modello indica che i pianeti giganti del nostro sistema solare hanno subìto una migrazione radiale, proprio come i pianeti osservati attorno ad altri soli”, spiega Sean Raymond, uno degli autori dello studio. Un altro aspetto importante è che questo nuovo modello fornisce una spiegazione dei primi milioni di anni di vita del nostro sistema solare: una storia fatta di numerosi enigmi, finora inspiegati. Il gruppo franco-statunitense lavora attualmente all’inclusione della formazione di Urano e Nettuno in questo nuovo scenario.

Oggiscienza

Scrivi commento

Commenti: 7
  • #1

    KOSLINE (mercoledì, 29 giugno 2011 23:12)

    INTERESSANTE , bel articolo UFOONLINE ,e bellissima ricerca , MA se sul passato siamo incerti , su una cosa sono certo il FUTURO che il nostro sistema solare e' come le palle di un BILIARDO , apparemtemente ferme fino a quando qualcuno(evento ) non ne muove una che puo' muoverne un altra e un altra ancora come puo andare in buca senza colpirne nessuna ...insomma , LA CASUALITA'CICLICA DELL 'UNIVERSO(O DELLA VITA) senza di essa noi non esisteremmo ...!!!

    E poi anche sulla creazione dei pianeti non sono concorde al 100% con chi asserisce che i pianeti si siano formati x forza da ammasso di polveri ....il sole ci potrebbe stupire e far uscire un bel pianetino un piccolo sole che raffreddamdosi diventi un pianeta , anche xche' la sua massa e' enorme rispetto a tutti i pianeti messi insieme del sistema solare .. o che tutte e due le teorie possano essere giuste e che ce ne possano stare altre , insomma bisogna aprire gli okki e osservare sempre di piu' sia le stelle lontane che il nostro sole .....siamo ancora IGNORANTI COSMICI almeno io ....



    by !!!

  • #2

    HeadArrow (giovedì, 30 giugno 2011 12:45)

    Bell' articolo !!!! Molto molto bello, anche se ho ancora qualche perplessità e come KOSLINE non sono concorde al 100% su chi asserisce il modo della formazione dei pianeti

  • #3

    kimaka (giovedì, 30 giugno 2011 21:21)

    articolo interessante,ipotesi plausibile,poi la mente vaga ed e' affascinata da civilta' stellari ke creano o plasmano interi sistemi solari per ospitare la vita:ma questa e' un altra storia ipotesi piu' fantasiosa ma non irralizzabile...saluti a tutti...

  • #4

    Jack (sabato, 02 luglio 2011 14:27)

    @kosline un pianeta può raffreddarsi se roccioso come ad esempio i nostri pianeti interni, ma una stella non potrà mai raffreddarsi. Esistono solamente un tipo di stelle più fredde e sono le nane brune, ad eccezione di queste che sono stelle non formatesi per l'insufficente massa e l'incapacità quindi di portare l'idrogeno a fusione grazie alla densità e il calore che ne deriverebbe. Apparte questa ecceione, una stella può solo esaurire il combustibile, l'idrogeno appunto, ed esplodere dopo una serie di processi già largamente osservati. Riguardo la formazione dei pianeti essi si formano nello stesso modo delle stelle, la gravità lavora incessantemente fino a formare ammassi sempre più grandi, che poi diventano pianeti. Che siano gassosi o rocciosi, il meccanismo è questo.

    @kimaka trovo interessante quanto dici del plasmare sistemi solari, se ti riferisci alla terraformazione dei pianeti lo trovo realizzabile, credo tu abbia ragione, ma creo solo in alcuni casi come pianeti simili a marte o varie lune.

  • #5

    KOSLINE (sabato, 02 luglio 2011 16:54)

    JACK hai le prove di quello che dici ? NO le tue(che poi non sono tue ma di grandi ASTROFISICI) sono solo teorie perfettamente condivisibili x carita ma sempre teorie rimangono(QUESTO TI ENTRA NELLA TESTOLINA?) non mi sembra di aver detto che i pianeti non si formano da ammassi di polveri ecc,,, solo che aggiungevo un altra variabile che potrebbe coincidere con le varie teorie gia' espresse , tutto qua JACK , poi la storiella delle nane bruna cosa mi consiste? , io mica ho detto il sole diventa un pianeta , ma che dal sole possa uscire un pianeta , teoria azzardata sicuramente ma non impossibile X ME' che sono un IGNORANTE COSMICO (cosa gia' scritta nel mio post) OK? poi beato te' che hai tutte le certezze cosmiche e sei un grande luminare della scienza UNIVERSALE , solo che ti prego prima di fare il professorino leggi bene cosa scrivono gli utenti ...

    by !!!

  • #6

    Jack (sabato, 02 luglio 2011 18:57)

    @Kosline offenderti non era mia intenzione Kos, ne farti passare per ignorante, io ho risposto sulla base delle mie conoscenze che ritengo soddisfacenti per una persona non laureata in astrofisica. Quelle delle nane brune non è una storialla, semplicemente è il tipo di stella che più possa essere avvicinata ad un pianeta. Ma forse avevo capito male il tuo precedente post perchè allora ti dico che tutti i pianeti nascono dalle stelle poichè le polveri interstellari sono niente di meno che i residui di una stella esplosa. Ma si ritorno sempre alla teoria del disco di detriti che man mano va a formare pianeti e nuove stelle.

  • #7

    KOSLINE (sabato, 02 luglio 2011 19:40)

    @JACK concordo al 99,9 % con quello che dici ,il mio era solo un aggiunta un mio pensiero alle attuali teorie ,ecco xche' ti ho risposto in quel modo ,dai tu hai fraiteso me',e io ho frainteso te' ...!!! XD

    alla prox amico by ...