Benedetto XVI: Resurrezione, mistero che va oltre la scienza

Scienza e Fede rapporto difficile. Torniamo a parlarne oggi per la presentazione questa mattina in Vaticano del libro di Benedetto XVI dedicato al figlio di Dio, intitolato sobriamente Gesù di Nazaret. Un testo che si sofferma sul periodo che va "dall'ingresso in Gerusalemme fino alla Risurrezione", collegandosi al precedente volume uscito nel 2007 che riguardava il periodo dal battesimo alla trasfigurazione. E proprio sugli aspetti riguardanti la resurrezione ci concentriamo, "mistero che va oltre alla scienza" spiega il pontefice. E infatti su questa affermazione esiste un dibattito infuocato tra credenti, scienziati e semplici laici. La resurrezione non è un elemento secondario, ma il postulato fondamentale della fede in Cristo e della grande epopea della chiesa cristiana universale. Le parole del Papa però tornano su un aspetto mai chiarito: esistono prove scientifiche che Gesù sia risorto? Vediamo come viene affrontato il tema nel libro di Joseph Ratzinger.

Quando Papa Ratzinger parla anche della resurrezione, usa il termina "paradosso" sostenendo che esso va oltre la scienza. La resurrezione di Gesù non contrasta con il dato scientifico della realtà ma è qualcosa che va oltre la scienza, qualcosa che ci dice che "esiste un'ulteriore dimensione rispetto a quelle che finora conosciamo", scrive. Le testimonianze bibliche sulla resurrezione, che il Papa definisce "storicamente credibili",  raccontano di "qualcosa che non rientra nel mondo della nostra esperienza. Si parla di qualcosa di nuovo, di qualcosa fino a quel momento unico - si parla di una nuova dimensione della realtà che si manifesta". Quindi, "non si contesta la realtà esistente" ma si apre "un'ulteriore dimensione rispetto a quelle che finora conosciamo", si legge nel libro. E ancora: Gesù risorto "non è un cadavere rianimato" destinato in "un tempo più o meno breve" a tornare nella vita di prima e ad un certo punto "morire definitivamente". La sua resurrezione "è stata l'evasione verso un genere di vita totalmente nuovo, verso una vita non più soggetta alla legge del morire e del divenire, ma posta al di là di ciò - una vita che ha inaugurato una nuova dimensione dell'essere uomini.

Argomentazioni deboli per alcuni ma molto forti per altri. Dal punto di vista cristiano le idee sembrano essere molto chiare: Mentre Gesù viveva sulla terra, per cinque volte profetizzò che sarebbe risuscitato dai morti. Se non fosse stato Colui che diceva di essere, non avrebbe mai potuto affermare qualcosa del genere. Infatti, o Gesù è stato il più grande bugiardo e ingannatore mai esistito sulla terra, oppure è stato davvero il Figlio dell'Iddio vivente ed è risuscitato dai morti.

In Matteo 16,21 leggiamo: «Da allora Gesù cominciò a spiegare ai suoi discepoli che doveva andare a Gerusalemme e soffrire molte cose da parte degli anziani, dei capi dei sacerdoti, degli scribi, ed essere ucciso, e risuscitare il terzo giorno.»
Da risorto, molti Lo videro: «E, alzatisi in quello stesso momento, tornarono a Gerusalemme e trovarono riuniti gli undici e quelli che erano con loro, i quali dicevano: "Il Signore è veramente risorto ed è apparso a Simone"» (Lc 24,33-34). «Poiché vi ho prima di tutto trasmesso, come l'ho ricevuto anch'io, che Cristo morì per i nostri peccati, secondo le Scritture; che fu seppellito; che è stato risuscitato il terzo giorno, secondo le Scritture; che apparve a Cefa, poi ai dodici. Poi apparve a più di cinquecento fratelli in una volta, dei quali la maggior parte rimane ancora in vita e alcuni sono morti. Poi apparve a Giacomo, poi a tutti gli apostoli; e, ultimo di tutti, apparve anche a me» (I Co 15,3-8).

C.S. Lewis era un accademico e filosofo ateo, autore di diversi libri e scritti. Nelle sue riflessioni su Gesù Cristo arrivò alla seguente conclusione: nessuno può giungere ad affermare che Gesù sia stato solo una brava persona. Perché? Perché una brava persona, e un religioso, non affermerebbe mai di essere Dio. Proprio questa affermazione innalza Gesù a un livello superiore. Pertanto è assolutamente logico affermare che Gesù fosse più che un bravo uomo, e cioè che fosse il Figlio di Dio.

Noti storici romani e giudei come Plinio, Tacito, Claudio e Flavio Giuseppe narrano della risurrezione di Gesù e delle reazioni che suscitò. Flavio Giuseppe scrisse: «Quest'uomo era il Messia, e dopo che Pilato, su invito del nostro capo, lo condannò a morte, quelli che Lo amavano non furono da Lui abbandonati, poiché Egli apparve loro nuovamente dopo tre giorni, come avevano predetto i santi profeti»" (Antiquitates, 18.3.3).

Chi sostiene che la resurrezione sia un mito argomenta sul problema filosofico-teologico, che nasce allorché si dà per sicura la resurrezione e la precedente morte effettiva nel sepolcro. Dio è uno e trino, dichiara la Chiesa da sempre. Dunque, il Cristo, essendo la seconda Persona della Santissima Trinità, avrebbe assaggiato il tremendo potere della morte e con lui una parte considerevole dell’Eterno, cosa del tutto incredibile e irrazionale.

Le conclusioni di quanto precede, a questo punto, sono solo due:

  • Gesù sarebbe morto del tutto e definitivamente e non ci sarebbe stata alcuna resurrezione, ma per far rivivere il suo messaggio si ricostruisce diciamo narrativamente una fase post-mortem;
  • Gesù viene deposto dalla croce ancora vivo grazie ai buoni uffici di personalità influenti quali Nicodemo e Giuseppe di Arimatea e quindi consigliato e obbligato a fuggire lontano dalla Palestina.

Lasciando da parte opposti estremismi sarebbe interessante concentrarsi sulle parole del papa che liquida la questione come fosse un dogma. Il punto è: quanto basterà ai credenti questa spiegazione. facile dire che è bastata e avanzata per millenni.... al punto che potrebbe essere anche vera.
E siamo al punto di partenza.

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Commenti: 12
  • #1

    Lorenzo (giovedì, 10 marzo 2011 20:01)

    Il fatto che sia uno e trino allo stesso tempo, non deve essere inteso come identità che incarna contemporaneamente il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo perchè nulla di umano può essere una sola cosa e tre cose contemporaneamente: Se, invece, si pensa a Dio come l'archetipo dell'eternità, egli diventa Padre di ogni cosa, Figlio perchè prodotto finito (uomo) e Spirito (Santo) perchè essenza della materia santificata dalla religione Cristiana. Tutto cio è perfettamente in linea con la fisica quantistica, madre di ogni cosa visibile ed invisibile, materiale e non.
    Quando apparve, Egli si manifestò in carne ed ossa a Tommaso che, come riportato nei Vangeli, mise il dito nei fori prodotti dai chiodi per accertarsi dell'identità del Cristo risorto. La Sindone, riporta l'immagine impressa di un corpo materiale su un lenzuolo di lino ad opera di energia radiante di notevole intensità. Le visioni di fantasmi costituiti da forme che ricalcano quella materiale di quando erano in vita, non sono poi così scarse ... Se Cristo si fosse manifestato come energia a forma di uomo ed avesse "semplicemente" proiettato l'immagine fisica di Se stesso nelle menti dei discepoli ? Se così fosse, bisognerebbe concentrarsi sul fatto che, dopo la morte e la trasformazione in nuova forma di energia immateriale, Cristo avrebbe dovuto avere piena coscenza di Se stesso anche in quella forma. Nella fisica quantistica, l'essere immortali è qualcosa che non appartiene solo a Cristo, ma a tutti gli esseri viventi. E' la coscenza di se in ogni forma in cui ci si trova a vivere il vero nodo da sciogliere. Cos'è la coscenza e come la si misura ?

  • #2

    Lorenzo (giovedì, 10 marzo 2011 20:08)

    Si potrebbe pensare anche al passato, al presente ed al futuro, quando si pensa all'eternità, oltre che al Padre, al Figlio ed allo Spirito Santo: E' importante sottolineare che sempre di 3 cose si parla e, guarda caso, il 3 è considerato il numero perfetto, così come il mediatore tra due estremi: il tutto, il nienete e cio che sta in mezzo. Sempre e solo 3.

  • #3

    Lorenzo (giovedì, 10 marzo 2011 20:11)

    A voler filosofeggiare, cio che sta tra il niente ed il tutto è appunto la Creazione ... non si parlava di materia oscura nell'Universo ? E non si diceva persino che la materia come la conosciamo non può esistere senza la sua controparte ?

  • #4

    Lorenzo (giovedì, 10 marzo 2011 20:16)

    L'articolo si apre con la seguente frase: Scienza e Fede rapporto difficile.
    Quando mai lo è stata ? Si è voluto pensare che fosse così, semmai.
    Scienza e fede vanno a braccetto da sempre e l'una alimenta l'altra nel comprendersi ed integrarsi a vicenda: Grande e mai eguagliato fu papa Giovanni Paolo II.

  • #5

    Danilo (giovedì, 10 marzo 2011 20:17)

    In poche parole una bella arrampicata sugli specchi!!!

  • #6

    Lorenzo (giovedì, 10 marzo 2011 20:19)

    Non mi stupisco affatto.

  • #7

    Hiver (giovedì, 10 marzo 2011 20:33)

    Lorenzo ma che stai a dire?
    galileo distrutto? martin lutero? Il tribunale dell'inquisizione?
    Il progresso con le ali tarpate da preconcetti medioevali?

  • #8

    Lorenzo (giovedì, 10 marzo 2011 20:52)

    ...stavo folosofeggiando...

  • #9

    Lorenzo (giovedì, 10 marzo 2011 22:55)

    Ad ogni modo, i due illuminati da te citati altro non fecero che cercare di porre un freno allo strapotere ecclesiastico, ognuno tenendo fede alle propria sfera d'appartenenza. Per contro, il potere ecclesiastico fece uso del tribunale dell'inquisizione al fine di mantenere saldo il potere acquisito, utilizzando metodi coercitivi ed inculcando il terrore delle persecuzioni istituito attraverso l'applicazione di torture corporali e psicologiche, nonchè facendo presa sull'ignoranza popolare, alimentando altresì credenze quali la stregoneria in tempi più recenti. Tutto cio ha solo attinenza con la atavica predisposizione dell'uomo al soggiogamento dei propri simili attraverso l'amministrazione del potere alimentato da ricchezze e dalla limitazione della conoscenza altrui. Nulla ha a che fare con gli insegnamenti di Cristo che predicava la carità, il rispetto e l'uguaglianza fra i popoli in nome di Dio. A questo punto, non riesco a comprendere perchè l'ottusità umana debba distinguere fra religioni, dando ad ognuna un nome differente, battendosi per il prevalere dell'una sull'altra, quando basterebbe vivere nel rispetto del creato: Nessuno ti farebbe un torto se ti additasse come Crsitiano, Buddista o Musulmano, perchè quel concetto è presente in tutte e tre.

  • #10

    gaetano (venerdì, 11 marzo 2011 00:56)

    la scienza attuale non è in grado di spiegare quello che non è in grado di misurare

  • #11

    kimaka (venerdì, 11 marzo 2011 02:00)

    la questione e' piu' complicata:sig.gaetano allora la frase ke tu hai detto applicata ai buchi neri si applica benissimo,eppure e' astronomia,poi il potere ecclesiastico qui sulla terra e' una deviazione abnorme della parola del Messia applicata sulla terra e ke Gesu' nn pensava di creare anke se l'auspicava,pero' la Chiesa ha creato un sacco di storture a mio parere anke se una parte di essa e' veramente illuminata e saggia(da quanto apprendo dalle mie fonti):esempio n.1;una parte e' favorevole alle donne nell'eseguire la messa,oppure far sposare i preti,nel credo dell'esistenza di altre civilta' esterne alla terra,ecc....mi fermo va',saluti e bell'articolo....ps:considerando a mio parere E DALLE MIE FONTI ke il cervello e' un computer naturale a BASE QUANTISTICA la resurrezione di una parte di esso(la parte ke noi umani kiamiamo Anima) e' INNATA nell'uomo,Gesu' e' stato uno Strumento si superiore ma ke ci ha regalato questa diciamo notizia perduta...mi sono spiegato????

  • #12

    Fire (sabato, 12 marzo 2011 13:24)

    Sono d'accordo con Lorenzo #9