Un pianeta si sta formando sotto i nostri occhi?

Utilizzando il Very Large Telescope dell’ESO European Southern Observatory, un’equipe di astronomi internazionali è stata in grado di studiare il disco di materia che ruota per breve tempo intorno a un stella giovane, nei primi stadi di formazione di un sistema planetario. Per la prima volta è stato osservato il compagno di una stella: questa potrebbe essere la causa dell’ampio intervallo osservato nel disco. Future osservazioni determineranno se questo compagno è un pianeta o un nana bruna.

A seguire il comunicato stampa scientifico emesso dall'ESO dove si spiega nei dettagli la ricerca presentata in due lavori: Olofsson et al. 2011, “Warm dust resolved in the cold disk around TCha with VLTI/AMBER”, e Huélamo et al. 2011, “A companion candidate in the gap of the T Cha transitional disk”, che verranno pubblicati su Astronomy & Astrophysics

I pianeti si formano a partire da dischi di materiale in orbita attorno a stelle giovani, ma la transizione tra il disco di polvere e il sistema planetario è rapida e pochi oggetti vengono osservati in questa fase . Uno di questi e T Chamaleonti (T Cha), una debole stella della piccola costellazione australe del Camaleonte, simile al sole ma ancora molto giovane . T Cha ha infatti solo circa 7 milioni di anni e si trova a circa 330 anni luce dalla Terra. Fino ad oggi in questi dischi di transizione non è stato osservato alcun pianeta, mentre ne sono stati visti in dischi ad uno stadio più avanzato. (eso0842, heic0821).

 

“Studi precedenti hanno mostrato come T Cha sia un obiettivo perfetto per studiare la formazione dei sistemi planetari”, dice Johan Olofsson (dell’Istituto per l’Astronomia del Max Planck di Heidelberg, Germania), uno degli autori principali dei due articoli apparsi sulla rivista Astronomy & Astrophysics che descrivono i nuovi risultati. “ma questa stella è lontana e serve tutto il potere dell’interferometria con il VLT (VLTI) per risolvere i dettagli e vedere cosa sta accadendo nel disco di polvere”.


Gli astronomi hanno osservato T Cha per la prima volta con lo strumento AMBER e l’interferometro del VLT (VLTI) . Hanno scoperto che parte del materiale del disco si è raccolto in un sottile anello di polvere che si estende a soli 20 milioni di chilometri dalla stella. Al di là di questo disco interno, gli astronomi hanno osservato una regione senza polvere e poi la parte esterna del disco che, a partire da circa 1,1 miliardi di chilometri dalla stella, raggiunge anche zone molto lontane.

Nuria Huélamo (del Centro di Astrobiologia, ESAC, Spagna), prima autrice del secondo articolo, continua: “Per noi la discontinuità del disco intorno a TCha era un segnale evidente, e perciò ci siamo chiesti: ciò che vediamo potrebbe essere proprio un compagno che si sta scavando un solco all’interno del disco protoplanetario?”

In ogni caso, individuare un compagno così vicino ad una stella brillante è un compito davvero improbo e l’equipe ha dovuto inventare un modo nuovo e più potente di utilizzare lo strumento NACO del VLT, un modo definito SAM (sparse aperture masking) . Dopo un’attenta analisi hanno trovato il chiaro segno della presenza di un oggetto all’interno della discontinuità del disco di polvere, a circa 1 miliardo di chilometri dalla stella – appena più in là della posizione di Giove nel nostro sistema solare e vicino al bordo esterno della discontinuità stessa. È la prima volta che un oggetto molto più piccolo di una stella viene scoperto all’interno di una lacuna nel disco planetario di una giovane stella. Il fatto suggerisce che il compagno non possa essere una stella normale  ma piuttosto una nana bruna circondata da polvere o, cosa decisamente più interessante, un pianeta appena formato.

Huélamo conclude: “È un notevole risultato collettivo che combina due diversi strumenti di ultima generazione situati all’osservatorio Paranal dell’ESO. Nuove osservazioni ci permetteranno di scoprire ulteriori informazioni sia sul compagno che sul disco, oltre a farci capire che cosa alimenta il disco interno di polvere.

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