L'alba del giorno dopo: National Geographic, Terra dopo il caos

Cosa succederebbe alla vita umana se uno degli elementi fondamentali del nostro ambiente subisse alterazioni radicali? Abituati come siamo alle comodità del mondo moderno, spesso tendiamo a dare per scontato il nostro stile di vita. Ma in realtà non è così, e questo interrogativo, in un giorno più o meno lontano, potrebbe divenire di pressante attualità. Per cercare di rispondere "L'alba del giorno dopo" analizza le capacità di adattamento del genere umano, immaginando che l'ambiente e le risorse naturali arrivino al limite e che l'uomo sia costretto ad adottare nuove strategie di sopravvivenza. Simulando una serie di scenari estremizzati, L'alba del giorno dopo, -in onda a rotazione su Nationa Geographic Channel in queste settimane (sky canale 403)- esamina le conoscenze scientifiche che oggi consentono di prevedere le conseguenze di questi possibili sconvolgimenti. E ci invita a riflettere su un modello di vita talora considerato come l'unico possibile, rivelando quanto precaria sia in realtà la nostra esistenza su questo pianeta. Una produzione da non perdere.

Vi segnaliamo questa produzione perchè, oltre alla straordinaria serie documentaristica realizzata con tecniche all’avanguardia, ci invita alla riflessione sul futuro della nostra civiltà alle prese con un domani senza risorse naturali, energie che diamo per scontate, oppure con un boom demografico incontrollato. Non sono scenari apocalittici basati su illazioni, ma un futuro certo, quello in cui per esempio il petrolio si esaurirà, o il sole smetterà di brillare. Grazie alle tecniche più avanzate di grafica digitale, con un pannello di esperti della Nasa e la collaborazioni della più brillanti menti scientifiche del mondo, la visione degli episodi ( trovate il calendario a seguire) risulta stimolante in un crescendo di adrenalina e suspance, portando una volta spenta la tv a pensare al futuro che abbiamo davanti.

  • L'alba del giorno dopo: Il mondo senza petrolio
    Attraverso drammatiche ricostruzioni realizzate con la computer grafica, osserviamo quali potrebbero essere le devastanti conseguenze per il nostro pianeta se il petrolio finisse.
  • L'alba del giorno dopo: Boom demografico
    Cosa accadrebbe se la popolazione della Terra raddoppiasse in un istante? L'acqua e il cibo non sarebbero più sufficienti e diventerebbe davvero difficile poter soddisfare i bisogni primari.
  • L'alba del giorno dopo: Traditi dal sole
    Il nostro Sole invecchia così come invecchiano gli esseri umani sulla Terra. Per quanto tempo ancora il nostro mondo e le cose che abbiamo costruito potranno sopravvivere grazie all’energia di questa stella? Proviamo a capire cosa ci riserva il futuro.
  • L'alba del giorno dopo: La terra smette di girare
    Cosa accadrebbe se la Terra smettesse di girare? I giorni e le notti durerebbero 6 mesi, mentre gli oceani inonderebbero le città e i pochi sopravvissuti dovrebbero cercare un piccolo insediamento dove poter trascorrere il resto dei loro giorni.

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Commenti: 4
  • #1

    Marco V (venerdì, 11 febbraio 2011 18:34)

    Porca miseria prima o poi dovrò farmela la parabola.

  • #2

    *IraTenax* (venerdì, 11 febbraio 2011 21:03)

    certo che la frase "...ma oggi quel rallentamento sta per accelerare!" fa sorridere

  • #3

    Marco V (venerdì, 11 febbraio 2011 23:47)

    Ahahahah....

  • #4

    lorenzov (sabato, 12 febbraio 2011 09:07)

    Ciao a Tutti
    La cinematografia e' sempre stata testimone (nel senso di divulgazione) del catastrofismo che fa sempre presa sulle masse.
    Dai primi films come "Il pianeta delle scimmie" divenuto poi una serie tanto per fare un po' piu di "cassa" agli ultimi con effetti speciali tridimensionali si e' fatto leva sulla paura degli umani di fronte all'impotenza di opporsi ad eventi limite magari da loro stessi causati.
    La fantascienza e' affascinante proprio perche' da' libero sfogo all'immaginazione causando in ogni individuo reazioni emotive create dal racconto o dall' immagine che si ha in quel momento a disposizione.
    Evviva la fantascienza che fa riflettere sulla pochezza del genere umano!
    Per la cronaca possiedo una discreta collezione di "Urania" anni 50,60,70.