Uccidere o non uccidere gli ultimi agenti del vaiolo?

Non uccidete il virus del vaiolo. È un killer. Ma è meglio tenerlo costretto in galera e impossibilitato a uscire, piuttosto che condannarlo a morte definitiva. È questo lo strano appello che, nei giorni scorsi, hanno avanzato sia riviste scientifiche (Nature, per esempio, con un editoriale), sia autorevoli giornali politici, come The New York Times. Il motivo è presto detto. Nei decenni passati c’è stata una dura battaglia contro questa terribile malattia infettiva, condotta con delle campagne di vaccinazione di massa che hanno avuto successo. L’ultimo caso noto di contagio si è avuto nel 1977 in Somalia e nel 1980 l’Organizzazione Mondiale di Sanità ha dichiarato la completa eradicazione della malattia. Solo due ceppi dell’agente infettivo del vaiolo, il Variola virus, sono stati conservati: uno presso il Laboratorio di Ricerche Virologiche e Biotecnologiche di Koltsovo, a Novosibirisk, in Russia; l’altro presso i Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie (CDC) di Atlanta, capitale della Georgia, negli Stati Uniti. 

In tutti questi anni non c’è stata notizia di nuovi contagi nel mondo. È dunque molto probabile che non esistano esemplari liberi del virus in circolazione. Di qui la domanda che si porranno il prossimo mese di maggio a Ginevra i membri dell’Assemblea Mondiale della Sanità, che è l’organismo dell'OMS che prende le decisioni strategiche.

 

Molti propongono che l’organismo indichi a Stati Uniti e Russia di eliminare completamente e definitivamente il virus, in modo che anche la più remota possibilità di fuga venga rimossa e il vaiolo non ritorni a colpire l’umanità.
Ma altri sostengono che è meglio conservarli quei due ceppi virali, ben isolati si intende. Per almeno tre ordini di motivi. Il primo, ritenuto alquanto improbabile, è che il virus possa ancora esistere libero in natura e riaffacciarsi. Meglio avere pronte delle fonti di vaccino. Il secondo, ritenuto più probabile, è che qualcuno in qualche parte del mondo detenga ceppi del virus in maniera illegale, pronto a farne uso come arma biologica. Ancora una volta, meglio avere una fonte di difesa nel caso sciagurato che il vaiolo ritorni per fini militari. Il terzo ordine di problemi è strettamente scientifico. Abbiamo ancora necessità di studiare il virus, perché privarci delle due uniche possibilità di accrescere le nostre conoscenze?
La decisione che l’OMS è chiamata a prendere non è semplice. Perché consiste nel pesare rischi diversi (ancorché tutti abbastanza remoti). Tuttavia ci sono alcune considerazioni ulteriori che possono indurre ad aprire una discussione allargata sulla conservazione del virus, sebbene sia un pericoloso killer (uccide una persona su tre contagiate).


Il vaiolo è l’unica malattia infettiva completamente eradicata. Quando è stata battuta, sembrava essere la prima di una lunga serie. Sembrava l’inizio della battaglia finale contro tutte le malattie infettive. Oggi sappiamo che si trattava di un’illusione. Che le malattie infettive stanno dimostrando, per molte ragioni, di saper resistere all’attacco dell’uomo. Che il virus del vaiolo resti dov’è, ben confinato, sia per indicarci la forza sia per indicarci i limiti della medicina scientifica di contrastare il “quarto cavaliere dell’Apocalisse”.
Nei prossimi anni l’eradicazione di altre malattie infettive, tuttavia, potrebbe riproporsi. Molti confidano, per esempio, che possano essere eradicate malattie come la poliomielite o il morbillo. Il problema di conservare o distruggere anche gli ultimi ceppi degli agenti infettivi potrebbe riproporsi. Discuterne oggi potrebbe rivelarsi importante per decidere domani.

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Commenti: 6
  • #1

    Marco V (sabato, 29 gennaio 2011 16:32)

    Senza alcun dubbio CONSERVARE!!!

  • #2

    Fire (sabato, 29 gennaio 2011 16:50)

    Anche io sono d'accordo,a ogni buon conto è meglio preservarli questi ultimi ceppi, non si sa mai.

  • #3

    Eldorado (sabato, 29 gennaio 2011 16:53)

    Decisamente disfarsene prima che vadano in mani sbagliate...

  • #4

    Fire (sabato, 29 gennaio 2011 18:02)

    @ Eldorado E se le mani sbagliate fossero già in possesso di quest'agente patogeno? Noi c'è ne disfiamo e poco dopo loro lo diffondono. E per i vaccini poi come facciamo?

  • #5

    Ulisse (sabato, 29 gennaio 2011 18:08)

    Vi posto una news dell'anza uscita da poco:
    L'Organizzazione Mondiale della Sanita' (Oms) ha rinviato a maggio la decisione sul distruzione o meno degli ultimi campione di virus del vaiolo ancora esistenti. A quanto si apprende, la questione sara' portata nell'assemblea mondiale dell'Oms. Gli ultimi campione del virus del vaiolo sono custoditi attualmente negli Stati Uniti e in Russia ed entrambi questi paesi sono favorevoli nel continuare a conservarli a scopo di ricerca. Contro questa possibilita' si sono pronunciate piu' volte numerosi paesi in via di sviluppo di Asia e America Latina, che si sentono minacciati dal rischio di una accidentale dispersione del virus nell'ambiente

  • #6

    Vale81 (domenica, 30 gennaio 2011 05:14)

    Conservare , tanto siamo sempre in mano altrui , oggi c'è l'aviaria domani ci sarà qualcos' altro...non sia mai un giorno sarà l'unica nostra difesa, un piccolo virus,,,