L'autodistruzione dell'umanità, tra presagi e sventure

Sarà anche vero che il 2012 è un ridicolo modo di pensare alla fine dei tempi, e che le catastrofi naturali che ci troviamo ad affrontare sono fisiologiche, c'è tuttavia da avere paura guardando la situazione sociale del nostro pianeta.
Durante la guerra fredda eravamo sempre sull'orlo di una guerra nucleare e la corsa agli armamenti teneva i governi con il fiato sospeso. Ma negli ultimi due anni il nostro mondo è stato scombussolato da disordini di ogni tipo: economici, sociali, geologici minando le fondamentali sicurezze della nostra società.

Si va verso un'autodistruzione di massa?

Aprire i giornali di oggi era come andare indietro nel tempo quando l'Europa era alla ricerca di una stabilità politica. Si registravano nuovi scontri in Egitto e altri morti nel giorno in cui il governo si è dimesso. Dopo Il Cairo anche ad Alessandria i manifestanti sono in piazza. La tv satellitare araba al Jazeera sostiene che il suo corrispondente ha visto oggi più di 20 cadaveri di manifestanti ad Alessandria, mentre fonti ospedaliere riferiscono che 30 cadaveri, tra cui quelli di due bambini di 4 e 7 anni, sono stati portati ieri all'ospedale El Damardash del Cairo in seguito ai disordini di ieri. Il tutto mentre si rincorrono le voci sui morti da martedì scorso, giorno d'inizio della protesta, a oggi: secondo al Jazeera sono circa 100, di cui 5 nelle ultime ore. Secondo fonti giornalistiche le vittime sarebbero molte di più. 

E queste rivolte precedono di poco quelle in tunisia, in Albania e addirittura Giordania. Aleggia un  fantasma nei regimi arabi “moderati” a seguito della fuga di Ben Ali. L'idea che il cambiamento sia possibile non è più solo accarezzata timidamente, ma è diventata sempre più concreta e reale.

L'entusiasmo dovuto alla percezione che qualcosa di incredibile fosse accaduto è stato palpabile nelle strade di Amman durante la settimana in cui è stato spazzato via il despota del vicino Stato maghrebino.


Le masse arabe forse non sono destinate ad un sonno che le rende incapaci di mobilitarsi e di reagire: questa consapevolezza rappresenta un cambiamento anche solo psicologicamente rivoluzionario per una regione considerata estranea a tutte le ondate di democratizzazione, apparentemente condannata a vivere sotto un autoritarismo perenne.

 

Se lasciamo il contesto sociale e ci spostiamo nell'ambito della catastrofi naturali la situazione non è incoraggiante. I disastri naturali sono state particolarmente devastanti nel 2010 provocando 295.000 morti e 130 miliardi di dollari di danni, una cifra nettamente superiore alla media degli ultimi 30 anni: è questa la stima del riassicuratore tedesco Munich Re. Le catastrofi più gravi in termini di vittime sono state il terremoto di gennaio ad Haiti (222.570 morti), l'ondata di caldo e gli incendi dell'estate in Russia (56.000 morti) e il sisma di aprile in Cina (2.700 morti). Gli eventi più costosi sono stati il terremoto di febbraio in Cile (30 miliardi di dollari di danni e 520 morti) e il sisma di settembre in Nuova Zelanda (costi provvisori di 3,7 miliardi di dollari). Nei Paesi più sviluppati, l'Europa occidentale è stata colpita dalla tempesta Xynthia a febbraio (65 morti, 6,1 miliardi di dollari di danni) e gli Stati Uniti da alcuni tornado per un totale di 4,7 miliardi di dollari. Complessivamente, il numero uno mondiale della riassicurazioni ha contato 950 catastrofi naturali nel 2010, cifra ben superiore alla media degli ultimi 30 anni (615 catastrofi annuali). Catastrofi che hanno inoltre provocato molte più vittime dal 1980 - 295.000 morti contro i 66.000 in media - e costi dei danni nettamente più elevati: 130 miliardi di dollari contro una media di 95 miliardi.

Dunque si può a ffermare che l’attuale tendenza delle catastrofi naturali  è quella di aumentare in tutto il mondo a causa dell’effetto combinato di tre principali “fattori di rischio“: lo sviluppo urbano incontrollato, il degrado ambientale e soprattutto i cambiamenti climatici a causa delle emissioni dei gas serra. Queste sfide minacciano lo sviluppo, la stabilità economica e la sicurezza globale, ma è soprattutto il cambiamento climatico ad acuire l’interazione tra i rischi di catastrofe e la povertà.

All’aumento dei fenomeni meteo-climatici estremi – che si manifestano sottoforma di gravi e frequenti calamità naturali, comprese le siccità e le tempeste – corrisponde la vulnerabilità delle comunità svantaggiate nei paesi in via di sviluppo nell’assorbire l’impatto e nel riuscire a recuperare, oltretutto senza copertura assicurativa né protezione sociale. Negli ultimi 32 anni, in Medio Oriente e nel Nord Africa, 37 milioni di persone hanno subito un danno superiore ai $ 19bn in seguito alla siccità in Sudan e in Somalia, le inondazioni in Sudan e in Marocco, i terremoti in Egitto e in Algeria, il ciclone nell’Oman e negli Emirati Arabi Uniti. L’uragano Katrina negli Stati Uniti nel 2005 è stato invece il più costoso in termini di perdite finanziarie ($ 125 miliardi).

Arriviamo dunque al punto nevralgico: quanto dura una civiltà nel nostro universo?
Mediamente sulla Terra un mammifero, come specie, dura cinque o dieci milioni di anni; l’uomo con la sua civiltà tecnologica, durerà di più o di meno? Asimov dice di meno: solo un milione di anni. Se si applica un criterio analogo per gli altri pianeti, facendo un po’ di conti si ha solo una probabilità su mille (cioè lo 0,1%) che un’altra civiltà tecnologica sia nostra contemporanea. Questa è l’ipotesi ottimistica.
Il pessimista moderato potrebbe dire che la durata di una civiltà tecnologica è molto inferiore al milione di anni: solo 20.000 anni. Tuttavia, poiché un sistema solare del nostro tipo (e quindi un pianeta come la Terra) è solo a metà strada della sua esistenza (e quindi ha ancora qualche miliardo di anni di vita), potrebbero riemergere in seguito, sullo stesso pianeta, varie volte, altre civiltà. Diciamo 10 altre volte, per complessivi 200.000 anni. Quindi lo 0,02%. Il pessimista, invece, potrebbe dire che una civiltà tecnologica dura solo duemila anni, poi si autodistrugge e non riappare mai più.

 

Noi abbiamo superato questa soglia, ma quanto dureremo ancora?

Commenti: 24 (Discussione conclusa)
  • #1

    Gino (domenica, 30 gennaio 2011 14:31)

    Guerra termonucleare globale.

  • #2

    seven (domenica, 30 gennaio 2011 14:34)

    la colpa di tutto questo e il modo di fare politica di certa gente a pagare siamo noi poveri mortali siamo verso la fine della nostra specie e nessuno fa niente vedi l'egitto, tunisia,marocco, albania,grecia per non parlare del terremoto a l'aquila haiti dove si sta morendo e si ammazzano per un pezzo di pane e i nostri politici cosa fanno semplice corsa agli armamenti guerre inutili puttane soubrette bella vita case di lusso a volte vorrei tanto che il 2012 fosse vero chiedo a tutti scusa se mi sono sfogato un po grazie

  • #3

    Padano vero (domenica, 30 gennaio 2011 14:44)

    Penso che la nostra civiltà durera ancora molto a lungo, magari sui 10 mila anni. Se dovessi pensare a come finirà direi anche io una guerra nucleare.
    Siamo quasi 7 miliardi di individui, ora meno della metà hanno un tenore di vita accettabile e tutto questo è stato tollerato...ma fino a quando?
    Se continuiamo con questi ritmi di crescita l'africa esploderà come sta già avvenendo, l'immigrazione arriverà nelle zone ricche, e sarà il collasso.
    Ecco perchè occorre una politica di aiuto in loco, a casa loro, evitando immigrazione selvaggia.
    Se la gente è costretta a vivere con un tasso troppo alto di stranieri si creano conflitti sociali, intolleranza e potrebbe scoppiare la terza guerra mondiale.

  • #4

    mark (domenica, 30 gennaio 2011 17:55)

    complimenti padano vero, hai postato un commento senza riuscire a offendere nessuno. ti dirò di più, in parte hai pure ragione. infatti, per come la vedo io, oggi la razza umana rappresenta una sorta di parassita per il pianeta terra perchè lo sviluppo della civiltà tecnologica - di cui noi europei facciamo parte - non tiene conto dei criteri di sostenibilità ambientale planetaria e quindi l'autodistruzione è già iniziata. finchè non verrà attuata una politica mondiale che livelli le condizioni economico-sociali e offra un’alternativa incoraggiante alla distruzione impietosa e completa dell’ecologia della Terra il rischio rimarrà reale e attuale.
    attuare questa politica per noi significherebe sopratutto dover rinunciare alle condizioni di vita raggiunte a favore delle nazioni meno fortunate; la domanda è: quanti sarebbero disposti a farlo???
    un' immane catastrofe (per l'appunto un evento E.L.E.) che consenta solo a una piccola parte della popolazione mondiale di sopravvivere per assurdo rappresenterebbe l'opportunità di far perdurare la nostra civiltà oltre i limiti temporali stimati.

  • #5

    xfort7 (domenica, 30 gennaio 2011 18:02)

    Un Padano vero non poteva che tirar fuori l'intolleranza e razzismo.Bravo. Speriamo che arrivino gli E.T. e si portino fuori dai coglioni tutti i padani da qualche parte molto ma molto lontano da questa galassia, in un posto dove non possano romp i c... a nessuno!!!

  • #6

    LORENZO M, (domenica, 30 gennaio 2011 19:16)

    Per una volta che non ha detto cazzate,poveraccio,non lo offendete!Bravo padano vero,sei sulla buona strada,continua così ;)

  • #7

    Padano vero (domenica, 30 gennaio 2011 19:21)

    xfort7 il primo che verranno a prendere gli alieni sei tu e ti spediranno in un grosso buco....nero... spero di essere stato chiaro...
    ....

  • #8

    lorenzov (domenica, 30 gennaio 2011 19:45)

    Ciao amici,
    Avete letto i miei interventi a proposito dei chips?
    Non credete che le mie conclusioni calzino anche per il presente argomento?
    xFort7 e Padano vero vi prego di non innescare diatribe sterili e fini a se stesse; cerchiamo di condurre una discussione costruttiva non fosse altro per conoscere e scambiare i nostri punti di vista.
    La Redazione ci offre questa impagabile possibilita' contraccambiamo quindi dimostrando almeno amicizia.
    Ciao a Tutti.

  • #9

    alien (domenica, 30 gennaio 2011 21:12)

    Il potere su questo pianeta non e` altro che violenza! Quando il popolo si ribella,rispondono con la repressione armata, esercito di qua`, polizia di la` e quanto altro! Tutto per mantenere le seggiole del potere e lo status quo` a tutti i costi!CHE VENGA IL TEMPO DEGLI ET E CHE CROLLINO TUTTI...MEGLIO!!!

  • #10

    Marco V (domenica, 30 gennaio 2011 23:08)

    Amici miei la colpa di tutto ciò che sta accadendo al mondo e all'umanità ha un nome ben preciso: è CAPITALISMO.

    Un sistema economico che si basa sulla competitività e sul conflitto può reggere solo se ad una manciata di vincitori, corrispondono milioni di sconfitti, che nella migliore delle ipotesi finiscono a fare i servi dei vincitori.
    Povertà, sottosviluppo e sfruttamento sono figli di questo sistema che ha come unico stimolo economico l'avidità e l'accumulo illimitato di risorse da parte di singoli o di ristretti gruppi che riescono a sconfiggere i propri concorrenti, a volte per merito, a volte per scaltrezza, a volte semplicemente perché più avvantaggiati in partenza.

    E' un sistema incompatibile con la DEMOCRAZIA e con lo sviluppo e la crescita di una civiltà evoluta. E' un tunnel che porta dritti dritti all'autodistruzione.

    Anch'io a volte penso che una catastrofe di immani proporzioni possa essere la soluzione giusta per liberare questo splendido pianeta, questa oasi forse unica nel suo genere, dal giogo di una specie che ha avuto in dono un Paradiso e che lo sta buttando nel cesso senza chiedersi neanche perché lo fa.

    Buona domenica a tutto il mondo e a tutta l'umanità...

  • #11

    Nicklespaul (domenica, 30 gennaio 2011 23:58)

    Ottimo commento Marco V ti quoto in tutto e per tutto

  • #12

    Daniele (lunedì, 31 gennaio 2011 10:15)

    Marco V ha riassunto tutto nel suo commento,pienamente quotato! Ottimo!

  • #13

    Patrizio (lunedì, 31 gennaio 2011 10:44)

    dopo il post di Marco V, possiamo anke ritenere kiuso questo Thread. ... e come dice Ligabue Buonanotte all'Italia (e al mondo intero aggiungo io).
    Ke tristezza.

  • #14

    Jotto (lunedì, 31 gennaio 2011 10:45)

    Il capitalismo ha permesso a tutti voi di scrivere in questo sito, di allevare i vostri figli, se ne avete, o di guardare la tv e potrei continuare.
    Comportarvi da no global non aiuta e vuol dire essere proprio fuori dal mondo.

  • #15

    Marco V (lunedì, 31 gennaio 2011 12:17)

    Jotto io non sono un no-global, io guardo puramente i fatti. Anche sotto un assassino di nome Stalin la produzione industriale sovietica è aumentata in modo impressionante, portando occupazione a centinaia di migliaia di contadini senza terra. Non mi sento per questo in dovere di ringraziarlo e ossequiarlo perché per me assassino era e assassino rimane.

    Il capitalismo ha dominato la scena per quasi due secoli. Ha avuto anche molti meriti. Ha portato ottime cose. Ma a quale prezzo? Era troppo comodo e facile arricchirsi mentre il terzo mondo annegava nella miseria. Era bellissimo farsi distrarre dalle luminarie accese a festa, voltando lo sguardo rispetto al disastro ambientale che si stava provocando.

    Il capitalismo è un sistema economico bollito, perché fondato sulla miseria altrui. I danni di cui è responsabile stiamo cominciando a pagarli noi che abbiamo meno di 30 anni...e purtroppo questo è solo l'inizio.

  • #16

    Rosario (lunedì, 31 gennaio 2011 14:35)

    Se non si fa qualcosa, purtroppo e dico purtroppo, succederà qualcosa di brutto...sono tanti gli italiani giovani che non hanno lavoro!!!!Ci finirà così!!!! Se non c'è crescita non c'è lavoro :(..se era OT mi scuso, ma ciò che ha scritto Marco V mi ha invogliato a scrivere questo commento..E Cmq per tornare sull'argomento e si la terra era ed è ancora un posto meraviglioso, solo che lo stiamo distruggendo noi per il nostro progresso tecnologico

  • #17

    Dott.XY (lunedì, 31 gennaio 2011 14:53)

    Io tornerei al punto dell'articolo e cioè quanto può durare una civiltà.
    Non so se avete visto il documentario su NG "l'alba del giorno dopo" dove si vede cosa succede senza petrolio. La nostra civiltà torna el medioevo, il cibo non viene più distribuito, le macchine non camminano, niente luce, niente acqua perchè le pompe non funzionano senza corrente, i rifiuti nelle strada non vengono più portati via e la civiltà collassa. Mi sembra tutto sommato la fine più probabile visto che il petrolio finirà entro 30 anni.

  • #18

    Marco V (lunedì, 31 gennaio 2011 15:07)

    Per stabilire quanto può durare una civiltà non si può prescindere dal modello socio-economica che essa adotta.
    Secondo me, potenzialmente, una civiltà (seppur mutando radicalmente nel tempo, com'è normale che sia) può anche durare centinaia di migliaia di anni. Ma per far ciò bisogna avere lungimiranza...
    L'umanità è sulla strada sbagliata. Questo però non vuol dire che penso che essa si estinguerà. Dovrà però pagare però un prezzo carissimo quando la competizione globale esasperata ci riporterà allo spettro del conflitto nucleare totale. Non ci saranno vincitori, saremo tutti sconfitti e ripiomberemo in pochi istanti nel medioevo. Il vero rischio non è l'E.L.E., ma il declino...

  • #19

    Riccardo (lunedì, 31 gennaio 2011 15:12)

    é verissimo il rischio è il declino.
    In fondo i figli non stanno già peggio dei padri?

  • #20

    Mezzuka (lunedì, 31 gennaio 2011 15:36)

    Mi associo pienamente a Marco V e a quanti lo quotano.
    @ Jotto aggiungo che il capitalismo ci ha portato sicuramente dei gran vantaggi e un benessere da molti nel mondo nemmeno sognato... (da questo punto di vista siamo davvero fortunati rispetto ad altri ad essere nati dove siamo e credo che ne siamo tutti consapevoli) ma non dobbiamo dimenticare che ogni sviluppo fatto non ha mai avuto il fine (da parte di chi lo controlla con la finanza) di farci vivere meglio ma solo di speculare sulle nostre esigenze e puntare sulle nostre umane debolezze. Se ci fosse stato un fine alto di migliorare la vita, con le risorse che sono in mano ai governi così detti "civilizzati" avremmo già sconfitto fame e povertà invece di propinare finte democrazie per prosciugare dalle risorse tutti i Paesi in via di sviluppo.
    Gli equilibri si stanno rompendo, riquoto Marco V per l'intervento che mi precede!
    Qui non si tratta di essere no-global o pro capitalismo, si tratta di guardare in faccia la realtà e cercare di non farci più fregare da chi ci spinge a girarci da una parte mentre compie nefandezze dall'altra.
    scusate, sono stato un po' prolisso :-)

  • #21

    LORENZO M. (lunedì, 31 gennaio 2011 18:34)

    Complimenti a tutti ragazzi per i commenti.Sono contento che in tanti si siano svegliati ma spero che non siano solo gli utenti di questo sito ad essersi accorti di ciò che ci sta succedendo intorno.

  • #22

    xfort7 (lunedì, 31 gennaio 2011 19:34)

    Quoto completamente i ragionamenti di Marco V. e Rosario, siete davvero saggi. Ragazzi volevo segnalarvi che su "segnalidelcielo" ci sono dei video incredibili di un'avvistamento filmato in Israele il 28/01/2011. Guardatelo, rimarrete sbalorditi!!!

  • #23

    Xan (martedì, 08 febbraio 2011 16:55)

    Dureremo tanto quanto vogliamo durare.
    Ciò che si vuole è cio che si è.

    Non esiste limite temporale. Non esistono manovratori sociali.
    Il vertice della piramide è l'espressione finale, nonchè massima, della sua base: la base (i cittadini) esprimono e permettono di far esprimere il vertice (i suoi VIRTUALI governanti). I governanti si muovono in funzione dei cittadini (qualsiasi sia il punto di vista: politico, lavorativo, sociale, affettivo, etc.).

    Ricordate che siamo solo dei NUMERI complementari. La sequenzialità degli stessi verso l'infinito (qualunque sia la misura che adoperiate) crea ed è dettata da quelli adiacenti.

    In 2 parole: ognuno allorchè interagisce col suo interlocutore deve dire: "La colpa di e del tutto è MIA"

  • #24

    junior (giovedì, 09 maggio 2013 09:35)

    scusate il ritardo ma spero proprio che la razza umana finisca perche potete dire tutto quello che volete siamo una piaga per la terra e colpa di noi essere umani se sta andando tutto a rotoli dove passiamo noi c'è solo distruzione la natura gli animali fra di noi che cazzo ci stiamo a fare qua spero con tutto il cuore che la fine della razza umana arrivi presto ciao a tutti