Ma è esistita davvero la stella cometa?

La Vigilia di Natale, in ogni presepe del mondo, sopra la grotta o sulla punta dell’albero addobbato per la festa, trova posto una luminosa  stella cometa con tanto di coda.
La tradizione vuole che i re Magi fossero stati guidati nel luogo dove nacque Gesù proprio da una luminosa cometa, messaggero dello straordinario evento. Ma quanto c’è di verificabile, dal punto di vista astronomico, in questa affascinante rappresentazione? La stella dei Magi è esistita davvero?

L’interesse degli astronomi per la stella di Betlemme è sempre stato vivo e non accenna a diminuire: dopo duemila anni si susseguono ancora interpretazioni e studi al riguardo. Vediamo cosa si conosce di preciso

Secondo quanto riportato dal Vangelo di Matteo il fenomeno astronomico osservato dai Magi fu si importante ma non certo eclatante. Da perfetti conoscitori della volta celeste quali erano, i Magi sicuramente si resero conto che ciò che videro, nel loro lungo viaggio da Babilonia a Betlemme, era qualcosa di importante per la propria esperienza di studiosi del cielo, anche se poi, a livello popolare, poteva passare del tutto inosservato.

Ecco dunque perché furono i Magi a vedere “la stella” e non altri: solo loro erano in grado, come esperti osservatori delle stelle, di apprezzarne la particolarità. La loro presenza nel racconto della natività serve anche a mostrare la “scienza” che si inchina ai disegni celesti.

Dunque una stella e non una cometa con la coda.

Si comincia a parlare insistentemente di un astro chiomato solo a partire dal 1300, tanto che Giotto osservò personalmente l’apparizione ai suoi tempi della cometa di Halley e la  dipinse sulla scena della natività nella Cappella degli Scrovegni a Padova nel 1301.

L’astro chiomato sul quale maggiore si è posta l’attenzione degli storici è stato proprio la cometa di Halley, non per nulla la più conosciuta. Ma da verifiche delle date si evince come sia poco probabile  che la cometa di Halley possa essere stata la “stella di Natale”a causa dell’incongruenza di fondo tra la sua apparizione e la data di nascita di Cristo che non è cronologicamente risolvibile.

Un’altra ipotesi venne formulata dall’astronomo polacco Keplero che nel 1604 osservò l’esplosione di una supernova, ma anche questa ipotesi dovette essere scartata: il fenomeno osservato dai Magi dura molti mesi mentre una supernova è in condizioni di massima luminosità solo poche settimane.

Keplero cercò quindi soluzioni alternative intuendo una possibilità nuova e molto accattivante.

Lui stesso osservò una spettacolare congiunzione tra Giove e Saturno avvenuta nella costellazione dei Pesci alcuni giorni prima del Natale del 1603 e facendo dei conti a ritroso si rese conto che un simile fenomeno era avvenuto anche nel 7 a.C. e poteva benissimo avere avuto un grande significato simbolico per i Magi.

Negli anni ‘70 l’astronomo inglese dell’università di Sheffield, David Hughes, ha ricostruto l’evento con estrema ed anglosassone precisione.

I Magi avrebbero previsto in anticipo le tre date del massimo avvicinamento di Giove e Saturno, cioè il 27 maggio, il 6 ottobre e il 1 dicembre del 7 a.c. Essi avrebbero interpretato la visibilità dei pianeti all’opposizione, cioè a partire dalla sera, come la data di nascita del Messia.

Questo evento si verificava intorno alla metà di settembre: così essi avrebbero intrapreso il viaggio durante l’estate ed avrebbero raggiunto Gerusalemme nel mese di novembre. Una volta giunti nella città furono interrogati da Erode, incuriosito dal loro viaggio. I Magi avrebbero rilevato oltre alla probabile data di nascita di Gesù anche il fatto che i due pianeti erano prospetticamente vicini in cielo già dalla primavera precedente.

Fu per questa notizia che Erode decise, per mettersi al sicuro riguardo alla venuta di un nuovo re che lo avrebbe detronizzato, di mettere a morte tutti i bambini di Betlemme al di sotto dei due anni.

 

Secondo Fred Grosse, docente di fisica e astronomia alla Susquehanna University di Selinsgrove (USA), una particolare teoria potrebbe svelare l’arcano. 

Grosse ipotizza che il forte bagliore colto nei cieli d’oriente possa essere stato causato da una Nova, o da una Supernova: corpi celesti estremamente luminosi che compaiono in cielo per una breve durata di tempo. «Alcuni osservatori delle stelle segnalarono, nel 1006, un corpo celeste luminoso quasi quanto il sole, e visibile ad occhio nudo per almeno un paio d’anni nei cieli notturni». Secondo alcuni documenti recuperati in Cina, una “stella temporanea” apparve nel cielo intorno agli anni della nascita di Gesù, tra il 4 e il 5 prima dell’Era Volgare.

Forse non sapremo mai se ciò che raccontano le Sacre Scritture sia realmente autentico, o il frutto di numerose stratificazioni culturali che hanno trovato la loro sintesi nei Vangeli. È indubbio, però, che un evento nella volta celeste sconvolse in quegli anni la vita di numerose persone. Ciò vale per la Scienza, materiale e razionale, quanto per i percorsi di fede dei credenti che a quel punto luminoso attribuiscono un particolare valore trascendentale.

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Commenti: 17
  • #1

    franz (martedì, 20 dicembre 2011 16:38)

    Dei re Magi ne parla vagamente l'evangelista Marco la storia è ritenta poco attendibile dagli storici.

  • #2

    Vernon (mercoledì, 21 dicembre 2011 09:36)

    Ma di cosa parliamo? la solita buffonata del Natale,basti pensare che Gesù Cristo nemmeno è nato il 25 Dicembre! figuriamoci se è mai esistita la Stella Cometa! no comment!

  • #3

    franz (giovedì, 22 dicembre 2011 09:09)

    Se i Magi fossero esistiti questi avrebbero dovuto fare i conti con i romani.

  • #4

    Eone Nero (giovedì, 22 dicembre 2011 12:26)

    Oltre al Vangelo canonico di Marco parlano dei Magi anche i Vangeli Apocrifi, per la precisione:

    -Protovangelo di Giacomo
    -Vangelo dello pseudo Matteo
    -Vangelo dell’infanzia arabo siriano
    -Vangelo dell’infanzia Armeno
    -Vangelo di Nicodemo

    Sulla nascita del Cristo storico è utile ricordare che i padri della Chiesa erano discordi sulla data di nascita, che oscillava tra gennaio e aprile, e certamente è stato preso il 25 dicembre per sostituire la festa romana del Dies Natalis Solis Invicti che seguiva i Saturnali, dedicata a tre divinità, El-Gabal, Mitra e Sol, ed i culti atavici del Solstizio d'Inverno.

    Abbiamo iniziato a discuterne qua

    http://ufoonline.freeforumzone.leonardo.it/discussione.aspx?idd=10052899

  • #5

    franz (giovedì, 22 dicembre 2011 20:51)

    La data del 25 dicembre per la celebrazione del natale era stata proposta da Ippolito da Roma dato che per il cristianesimo il simbolo solare doveva significare Cristo.

  • #6

    Eone Nero (sabato, 24 dicembre 2011 12:05)

    Ippolito il primo antipapa :)

    Fu papa Giulio I nel 337 che ufficializzò la data liturgica del Natale da parte della Chiesa cristiana come riferito da Giovanni Crisostomo nel 390: «In questo giorno, 25 dicembre, anche la natività di Cristo fu definitivamente fissata in Roma.»

    Altre fonti citano che la data del 25 fu stabilita definitivamente da papa Liberio soltanto nel 354, in corrispondenza delle antichissime celebrazioni del solstizio d’inverno.

    Ci sono altri elementi interessanti

    http://ufoonline.freeforumzone.leonardo.it/discussione.aspx?idd=10052899

  • #7

    franz (sabato, 24 dicembre 2011 13:10)

    Ed è probabile che il racconto della stella cometa e dei Re Magi sia solo un racconto simbolico dove la cometa rappresenterebbe Cristo.
    L'immagine di Dio come un astro splendente risale al libro di Isaia.

  • #8

    Eone Nero (sabato, 24 dicembre 2011 15:54)

    Anche quella di Lucifero risale ad Isaia causa un orrore di traduzione presumo voluto.

    Comunque il Prof. Brent Landau dell'University of Oklahoma ha trovato un documento dell'ottavo secolo dagli archivi vaticani intitolato "La Rivelazione dei Magi", da cui risulterebbe che i Magi fossero cinesi.

    http://revelationofthemagi.blogspot.com/

    http://ou.academia.edu/BrentLandau

  • #9

    Eone Nero (sabato, 24 dicembre 2011 16:01)

    La notizia in italiano

    http://www.apollodoro.it/articolo/re-magi-erano-piu-di-tre-e-provenivano-dalla-cina-la-news-di-questo-natale-2011/4007/

  • #10

    franz (sabato, 24 dicembre 2011 21:30)

    Lucifero portatore di luce era una divinità greco-romana.
    Nella bibbia questo termine viene usato due volte da Isaia e da Pietro come appellativo allegorico -morale.
    E in quanto al documento del Prof. Brent Landau è successivo al vangelo di Matteo.
    Per molti biblisti questo racconto sarebbe solo un racconto simbolico pensato per fornire un insegnamento.

  • #11

    Eone Nero (lunedì, 26 dicembre 2011 01:22)

    Ottimo Franz, hai qualche riferimento a proposito delle critiche dei biblisti nei confronti di Landau?

    Non ho avuto il tempo di approfondire, sarei grato se riesci a darmi qualche approfondimento, non ho avuto il tempo di verificare.

    Grazie anticipate :)

  • #12

    franz (lunedì, 26 dicembre 2011 11:50)

    Non conosco le critiche dei biblisti nei confronti di Landau.
    Ma ritengo che anche il racconto del manoscritto “La rivelazione dei Magi”sia anch'esso un racconto simbolico.
    Considero possibile che tale racconto sia stato una sorta di omaggio verso i cinesi dato che a quei tempi dalla Cina proveniva la stoffa più preziosa.

  • #13

    Eone Nero (martedì, 27 dicembre 2011 01:42)

    Ho ordinato il libro di Landau, posso chiederti come mai vedi questo simbolismo?

  • #14

    franz (martedì, 27 dicembre 2011 11:53)

    Perchè dalla Siria e dalla Palestina passava la via della seta e di li veniva caricata sulle navi dirette a Roma per cui esisteva un rapporto che legava la Palestina e la Siria con la Cina.

  • #15

    sirio (venerdì, 30 dicembre 2011 19:28)

    nibiru per gli egiziani era la stella polare

  • #16

    Eone Nero (sabato, 31 dicembre 2011 04:28)

    Sirio gli egiziani non conoscevano Nibiru, hai documentazione che possa attestare quanto tu dici?

    Spero non Sitchin conosciuto di persona, amabilissima persona ma molto sensazionalistica come lo erano Berlitz e Kolosimo prima di lui.

  • #17

    franz (sabato, 31 dicembre 2011 15:42)

    Nibiru per gli antichi Sumeri era il corpo celeste associato al dio Marduk. Il nome deriva dalla lingua accadica e significa pianeta dell' attraversamento o di transizione. ed era simboleggiato con una croce che nella scrittura cuneiforme significa "divino" Nella maggior parte dei testi babilonesi è identificato col pianeta Giove.
    Invece per gli egizzi Nibirù o pianeta dell'attraversamento era rappresentato da Horus che era stato generato da Iside le stelle di riferimento per gli egizi erano Orione che rappresentava Osiride e Sirio che rappresentava Iside da quest'ultimo traevano il loro calendario.