La Terra sta finendo le risorse, dopo il 2050 sarà il disastro

Gli esseri umani stanno consumando una quantità sempre maggiore della produzione vegetale totale annuale della Terra, secondo una nuova ricerca della NASA. Entro qualche decennio la capacità produttiva della Terra dovrà essere destinata per metà alle sole necessità umane. In particolare sono due i dati allarmanti, in quanto da un lato la popolazione umana aumenta, dall’altro le società si sviluppano in un senso in cui viene richiesta una maggiore produzione pro capite a livello mondiale. Oltre al cibo, le piante vengono consumate per produrre la carta, gli indumenti, gli alimenti per il bestiame, la legna da ardere, i biocarburanti, i materiali da costruzione e imballaggio, tra i vari altri usi. Serve una "nuova Terra"?

Un gruppo di ricerca della NASA guidato da Marc Imhoff del Goddard Space Flight Center della NASA a Greenbelt, nel Maryland, in primo luogo ha quantificato tale consumo globale nel 2004, scoprendo che nel 1995 l’uomo ha consumato il 20 per cento di tutti i prodotti vegetali cresciuti sulla Terra quell’anno.

Ora la stessa linea di ricerca ha prodotto una serie di dati della produzione vegetale durante 25 anni (dal 1982 al 2007) che permette di osservare da vicino la produttività della terra, e un trend di 10 anni del consumo umano. Questi nuovi risultati sono stati presentati al convegno autunnale dell’American Geophysical Union a San Francisco, in California.

 

Alcuni dei risultati più importanti della ricerca sono:

  • Dal 1995 al 2005, il consumo umano di piante terrestri è passato dal 20 per cento al 25 per cento della produzione totale di ogni anno. Imhoff detto che gli scienziati pensano che in soli 10 anni si tratta di un aumento molto significativo, ma che è bene determinare meglio le incertezze nella misurazione, i limiti di produzione degli ecosistemi e l’impatto del tasso di crescita del consumo.
  • Sia il consumo totale che il consumo pro capite sono in aumento.
  • Confrontando il rapporto tra la produzione di una regione rispetto al suo consumo, alcune grandi aree urbane consumano più di 30.000 volte la quantità di produzione vegetale regionale.
  •  Restano grandi discrepanze regionali. Una persona nel Nord America consuma in media circa 6 tonnellate di carbonio catturato nelle piante ogni anno, mentre le persone nel sudest asiatico consumano in media poco meno di 2 tonnellate di carbonio di origine vegetale ogni anno.
  • Se ogni persona nel mondo dovesse ragiungere nei prossimi decenni gli attuali livelli del Nord America del consumo di materiale vegetale, arriveremo a consumare circa il 50 per cento di tutta la vegetazione cresciuta nelle aree coltivabili del pianeta ogni anno.

Un altro problema è che le persone “hanno sempre fame”. Mentre la produzione vegetale, infatti, varia di anno in anno, soprattutto a seconda delle condizioni climatiche, il livello nella domanda mondiale di prodotti agricoli è in costante aumento. A seconda della regione, alcuni degli incrementi sono è dovuti semplicemente alla crescita della popolazione – sempre più persone consumano più cibo, più carta, più legna da bruciare. Questo è vero in posti come l’India, dove la popolazione è in piena espansione, ma i livelli di consumo individuali non sono ancora drammaticamente aumentati, per ora. In altri luoghi, dove c’è stata una crescita economica e quindi un consumo più “occidentalizzato”, il consumo pro capite è quello che guida la tendenza. E in alcuni luoghi, come il Nord America, sia la crescita della popolazione che i consumi pro capite sono in aumento.

“La domanda è: ‘In che misura stiamo spremendo la Terra?’” ha detto Imhoff. “Le persone sono preoccupate per l’aumento di questi dati. E la maggior parte delle persone ritiene che abbiamo già passato il limite, anche se ci stiamo ancora lavorando su.” In altre parole, secondo Imhof è ancora prematuro lanciare allarmi in base ai suoi dati.

I dati della produzione vegetale raccolti dal gruppo di ricerca nel periodo 1982-2009 – chiamati “produzione primaria netta”, o NPP, nella letteratura scientifica – sono stati forniti da strumenti satellitari della NASA, in primo luogo dai sensori dell’Advanced Very High-Resolution Radiometer (AVHRR), e negli ultimi anni dal Moderate-Resolution Imaging Spectroradiometer (MODIS). I consumi sono invece stati presi dei dati per paese della FAO.

Imhoff ha detto che la ricerca non vuole andare a cercare uno scenario da “giorno del giudizio”, ma semplicemente ha calcolato alcune probabili circostanze che si verificheranno in futuro se la popolazione attuale e i trend di consumo continueranno secondo le attuali previsioni.

“Abbiamo sempre guardato alla crescita della popolazione e dei consumi come questioni separate”, ha detto Imhoff. In questo momento, sia la popolazione totale che il consumo pro capite stanno aumentando. Quello che sta succedendo è che alla biosfera non importa se c’è un molta gente che consuma poco o poche persone che consumano molto. E’ il tasso complessivo che conta. E questo tasso sta aumentando enesorabilmente.

“La domanda globale è in costante aumento”, ha detto Imhoff. “Siamo passati dal 20 per cento della domanda a circa il 25 per cento della domanda in 10 anni, e qualcuno inizia a preoccuparsi di questi dati. Se lo scenario futuro è di arrivare fino a qualcosa come il 50 per cento, allora è necessario che iniziamo a pensare alla gestione del territorio per massimizzare la produttività a tutti i livelli e a spese di tutti gli altri usi, per esempio, il sequestro del carbonio, gli habitat, o le riserve di acqua dolce.”. In altre parole, ci stiamo dirigendo verso una fase in cui tutte le risorse agricole del pianeta dovranno essere gestite per gli usi umani. Essendo impossibile sarà il disastro.

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Commenti: 3
  • #1

    LORENZO M (venerdì, 17 dicembre 2010 16:19)

    Articolo stupendo.Concordo a pieno con il sito e molto prima potremmo finire gli idrocarburi che potrebbero causare una crisi maggiore di quella degLi alimenti considerando che tutt'oggi dipendiamo dal petrolio come un bambino dipende dal latte materno.Ricordiamocelo tutti.

  • #2

    ASMP (sabato, 18 dicembre 2010 15:58)

    SI ESATTO è VRO OTTIMO ARTICOLO LA PENSO ALLO STESSO MODO DELL' AUTORE

  • #3

    Libeccioforte (sabato, 18 dicembre 2010 16:53)

    Questo vuol dire che se non ci sbrighiamo a cercare una nuova terra presto la sovrapopolazione farà si che non avremmo più fa mangiare, dobbiamo riflettere, sopratutto le generazioni che verranno