GJ1214b, la Super Terra dove c'è vapore acqueo

È roccioso e ricoperto da nubi di vapore d'acqua e polvere. Il suo nome è GJ 1214 b e non fa parte del nostro Sistema solare, ma ruota attorno a una piccola stella a 40 anni luce da noi. È una "super-Terra", ossia un pianeta di dimensioni e massa simile al nostro. Una vecchia conoscenza, nel campo dei pianeti extrasolari, di cui oggi conosciamo oltre 500 esemplari, perché è stato scoperto fra i primi, nel 1999. Quel che da oggi lo rende letteralmente unico è che sappiamo tutto, o quasi, sulla sua atmosfera, ed è la prima volta che si è in grado di osservarla attorno a una super-Terra, un risultato veramente rilevante.

La scoperta se la aggiudicano, dopo un paio di anni di duro lavoro di osservazione e analisi dati, due ricercatori statunitensi e un tedesco, un piccolo gruppo di ricerca che pubblica un articolo in uscita nel numero di questa settimana della rivista scientifica Nature, una fra le più accreditate a livello internazionale.

Le osservazioni sono state eseguite con i telescopi europei VLT, con specchi di otto metri di diametro, posti nel sito di Cerro Paranal nelle Ande cilene a 3000 metri circa, uno dei posti migliori del mondo per osservare il cielo e per ospitare i telescopi più grandi e perfezionati al mondo, un vanto della tecnologia europea. Solo questi, infatti, potevano riuscire nella delicatissima misura necessaria per determinare la presenza o meno di atmosfera e la sua composizione nel caso, particolarmente fortunato, di questo pianeta.

GJ1214b è simile alla Terra, ma fino a un certo punto. Super-Terra vuol dire, infatti, che ha un diametro 2.5 volte maggiore di quello del nostro Pianeta, quindi circa 3.5 milioni di chilometri, e una massa 6.5 volte più grande, il che significa che chi pesa 50 chili su quel pianeta ne peserebbe 325. Ruota attorno ad una stella posta a 40 anni luce da noi, molto piccola e debole - 300 volte meno luminosa del Sole - e per girarle attorno impiega solo 38 ore, invece del nostro anno, dato che sta a soli due milioni di chilometri di distanza, invece che a 150 come noi. È quindi molto caldo e certamente inospitale, ma comunque molto interessante, dato che è paragonabile alla Terra, nei limiti che abbiamo detto.

Per compiere questa scoperta gli astrofisici hanno usato un metodo piuttosto semplice concettualmente. Prima hanno misurato la luce della stella quando il pianeta era invisibile, poi l'hanno confrontata con quella che ottenevano quando il pianeta, in una sorta di mini eclissi, transitava fra noi e la stella madre. La differenza è ovviamente dovuta al contributo, se esiste, dei raggi di luce che passano attraverso la sottilissima pellicola dell'atmosfera del pianeta, come un raggio di sole che passa attraverso un vetro colorato. Facile a dirsi, difficile a farsi. Ma ci sono riusciti e hanno segnato un passo importante, che ora andrà confermato e migliorato.

«Certamente il risultato è interessante di per sé – ci dice Raffaele Gratton, astrofisico all'Osservatorio di Padova e uno dei maggiori specialisti europei nel campo – ma forse il punto veramente rilevante è che abbiamo capito ora che, in casi particolarmente fortunati, possiamo dalla Terra scoprire e analizzare le atmosfere dei pianeti super-Terra. E questo è un passo notevole nella direzione di una maggiore conoscenza anche delle possibilità di abitabilità di questi pianeti».

 

Certo, sono misure delicatissime e per migliorare sensibilmente la prospettiva di scoperte bisognerà aspettare il nuovo grande telescopio Europeo da 25 metri, E-ELT, previsto per la fine del decennio, crisi permettendo, e il successore del telescopio spaziale Hubble, il JWST, che ha caratteristiche almeno 10 volte superiori all'attuale. Se tutto va bene insomma gli scienziati sono convinti che entro la fine del decennio troveremo in cielo "un'altra Terra". Arrivarci poi sarà un discorso a parte: per percorrere 40 anni luce alla velocità attuale di un nostro mezzo spaziale ci vogliono migliaia e migliaia di anni. Mai dire mai comunque.

Sole24ore

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